La coalizione dei ripugnanti (*)

(Il coraggioso primo ministro portoghese Antonio Costa)

di Francesco Masala

Moltissimi lutti addusse agli umani il Covid-19 (e non ha finito).

E però diventa un’occasione per ripensare tante cose.

Primo: che idea hanno di Europa quelli che prima di lanciarti il salvagente vogliono il numero della carta di credito? – Primum vivere, deinde philosophari (qui), diciamo noi.

secondo: alla fine la coalizione dei ripugnanti farà la classifica dei buoni e dei cattivi, la faranno gli olandesi che fanno dumping fiscale, e i loro amici, “Alla Commissione – ha aggiunto Von der Leyen – è stato affidato dal Consiglio il compito di elaborare il piano di ricostruzione, e questi sono i binari su cui stiamo lavorando” (qui)

Traduzione: aspettiamo che l’epidemia faccia il lavoro di distruzione del vostro paese (come anche in Spagna e in Portogallo, la Grecia è stata una prova ben riuscita) e poi ci prenderemo tutto a prezzi di saldo (ecco a cosa serve il piano di ricostruzione).

 

Nei prossimi mesi sapremo cosa succederà in Europa.

Faccio due ipotesi estreme.

A – «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», si dice nel Gattopardo;  é possibile che per tacitare gli Stati meridionali critici e lamentosi si faccia qualche riforma di facciata, senza intaccare la sostanza dei rapporti di potere, politici ed economici, per sintetizzare gli Stati del sud dell’Unione saranno cornuti e mazziati.

Z – prima di essere affamati e spolpati come i greci, Portogallo, Spagna, Italia e Grecia escono dalla UE e fondano la UE dell’Europa meridionale. Chi non esce dovrà giurare, col sangue, eterna fedeltà al dio Mammona, che stabilisce, come primo comandamento: non avrai altro dio al di fuori del pareggio di bilancio (degli altri).

Fra A e Z ci sono tante ipotesi diverse, vedremo, anzi, chi vivrà vedrà.

 

già l’otto marzo una lettera dell’Associazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba segnalava al ministro della Sanità Speranza la disponibilità a offrire medicine e personale medico per aiutare a combattere il virus (qui)

il 18 marzo arrivano i primi aiuti dalla Cina (qui)

il 22 marzo arrivano 53 medici e infermieri cubani (qui)

il 23 marzo Il governo italiano ha lanciato un appello diretto al segretario alla Difesa americano, Mark Esper, per aiuti militari nella lotta contro il coronavirus…A parte qualche tweet di solidarietà, gli Usa piuttosto hanno fatto incetta in Italia di kit per gli esami di laboratorio. La notizia aveva fatto scalpore nei giorni scorsi: mezzo milione di tamponi sono stati comprati presso un’azienda produttrice al Nord e caricati su un grande aereo militare che è poi partito da Aviano. (qui)

il 28 marzo alle parole di Ursula Von der Leyen (Presidente della Commissione Europea) contro i coronabond: “Quella parola è solo uno slogan” replica  il presidente del consiglio Conte: “Qui c’è un appuntamento con la storia. L’Europa deve dimostrare se è all’altezza” (qui)

il 28 marzo arriva dall’Albania un team di 30 medici e infermieri albanesi è partito per l’Italia per aiutare il nostro Paese ad affrontare l’emergenza Coronavirus.

qui

il 29 marzo Boris Johnson dice: “E’ importante che  io sia chiaro con voi: sappiamo che le cose peggioreranno prima che inizino a migliorare” (qui).

probabilmente la sera prima aveva guardato Oltre il giardino), prendendo spunto da Chance il giardiniere (qui)

e sempre Peter Sellers aiuta a capire la logica della coalizione dei ripugnanti (qui), quella logica schifosa per cui prima devi avere l’assicurazione medica, o una carta di credito ben piena e allora ti curiamo, se non hai quelle due caratteristiche al massimo un paio di aspirine e poi crepa a casa tua, se ce l’hai , o in strada.

Il Dipartimento di Stato USA ha criticato Cuba mercoledì scorso per aver inviato medici in diversi paesi in crisi a causa del coronavirus. Inoltre, l’ambasciata americana a L’Avana, ha esortato i paesi che ricevono la cooperazione medica cubana a rifiutare questo aiuto, nonostante la pandemia di COVID-19.

Il ministero degli Esteri cubano, tuttavia, ha respinto questa posizione di Washington, definendola “offensiva per Cuba e il resto del mondo”, mentre il mondo intero è minacciato dalla pandemia di COVID-19.

Allo stesso modo, ha sollecitato la “cessazione e sospensione di ingiusti blocchi e misure unilaterali coercitive”, nonché “meschinità e ostilità”, come sostenuto dalle Nazioni Unite, ha ricordato.

Inoltre, Palacios ha sottolineato la necessità di impegnarsi per “promuovere la solidarietà e aiutare coloro che ne hanno bisogno” in questi momenti critici.

Il portavoce ministeriale cubano, ha assicurato che il paese caraibico continuerà a “inviare i dottori necessari negli angoli più bui del mondo. Medici e non bombe”, ha precisato.

(qui)

 

(*) “Questo discorso è ripugnante nel quadro dell’Unione europea. Questa è la parola giusta: ripugnante, perché noi non siamo pronti per ascoltare ancora una volta ministri dell’Economia olandesi”. Così il premier portoghese Antonio Costa attacca il ministro olandese Wopke Hoekstra, ricordando le parole che il suo predecessore Jeroen Dijsselbloem aveva durante la crisi economica. Lo scontro è ancora una volta di natura economica: il Portogallo è schierato con i Paesi Ue che sostengono la necessità degli eurobond, su tutti Italia e Spagna. Un’ipotesi che non piace, tra gli altri, all’Olanda e che avrebbe spinto Hoekstra a chiedere alla Commissione Ue di avviare un’indagine sui bilanci dei Paesi che vorrebbero gli eurobond per far fronte all’emergenza coronavirus.

Il governo del Portogallo ha deciso di concedere il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati che ne hanno già fatto richiesta, almeno fino al primo luglio, per garantirgli di affrontare al meglio l’emergenza coronavirus. Il governo di Antonio Costa ha approvato la sanatoria per i richiedenti asilo e per tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno che abbiano chiesto di accedere ai servizi sanitari.

da qui

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

3 commenti

  • Giorgio Chelidonio

  • susanna sinigaglia

    forte e finalmente senza peli sulla lingua ‘sto andrea costa. gli altri invece hanno tanto pelo sullo stomaco!!!

  • La Bottega del Barbieri

    L’Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba ha proposto al Comune di Crema di inviare direttamente alla casella comunicazione@comune.crema.cr.it tutti i messaggi che arrivano quotidianamente di sostegno per i medici in forza all’ospedale di Crema.

    L’impegno dell’Associazione, come si evince dal comunicato congiunto qui allegato, è anche di produrre in futuro insieme al Comune una pubblicazione che raccolga queste manifestazione di vicinanza e solidarietà.

    Nel comunicato dichiarazioni del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, e della presidente dell’Associazione, Irma Dioli.

    Comunicato stampa
    CREMA – 29 MARZO 2020 – Fin dal primo momento in cui si è saputo dell’arrivo della brigata di medici cubani a Crema per aiutare i colleghi di città nell’ospedale da campo (inaugurato martedì 24 marzo) si sono moltiplicati i segni di affetto, di supporto, di solidarietà e anche i messaggi di ringraziamento da parte di molti cittadini da tutto il Paese e anche dal resto del mondo.

    Sia l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba che il Comune stesso ricevono ogni giorno numerosi messaggi di persone che vorrebbero esprimere il più sentito dei grazie ai medici ospiti di Crema, così è nata l’idea di indirizzarli tutti alla medesima casella di posta elettronica: comunicazione@comune.crema.cr.it.

    A questo indirizzo mail, grazie all’avviso che entrambi pubblicheranno sulle rispettive pagine online, tutti potranno inviare i messaggi di saluto, ringraziamento e vicinanza, che saranno in seguito recapitati al Responsabile della Brigata Dott. Carlos Ricardo Pérez Diaz.

    L’iniziativa non finisce qui. Gli stessi messaggi verranno raccolti per la realizzazione di una pubblicazione promossa dal Comune di Crema in collaborazione con l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

    Una proposta subito accolta dal sindaco, Stefania Bonaldi, che nel contatto della presidente dell’Associazione, Irma Dioli, riconosce lo spirito di amicizia che è nata tra due popoli in questa occasione tanto drammatica ma anche piena di speranza:

    “Come ho avuto modo di dire agli operatori sanitari cubani a cui nei giorni scorsi abbiamo dato il benvenuto, il Paese di Cuba da sempre investe in particolare su due diritti fondamentali; l’Istruzione e la Salute; siamo riconoscenti che medici e infermieri cubani si siano offerti di attraversare l’Atlantico per garantire il diritto alla salute dei cittadini Lombardi, e Cremaschi, in un momento così complicato. Siamo dunque felici di questa possibilità, che consentirà di fare arrivare agli operatori sul campo la grande vicinanza che Italiani e Cubani avvertono per questo gesto generoso e solidale”.

    Irma Dioli, presidente dell’Associazione, nata nel 1961 con sede a Milano e composta da 60 circoli in tutto il territorio nazionale, sottolinea come il suo scopo sia quello di promuovere l’amicizia e la solidarietà tra il popolo italiano e quello cubano.

    “La nostra Associazione da sempre è impegnata per il superamento dell’embargo a Cuba. In questo momento drammatico abbiamo scelto di privilegiare la battaglia che è di tutti contro la pandemia del coronavirus. Al sindaco di Crema riconosciamo la lodevole gestione dell’accoglienza al personale sanitario cubano e le abbiamo proposto di pubblicare a nostro carico tutti i messaggi diretti alla brigata medica cubana che sta lavorando gomito a gomito con i sanitari italiani; questo rappresenta per noi una importante dimostrazione della amicizia e solidarietà tra il popolo italiano e il popolo cubano, verso chi è disposto ad arrivare in ogni parte del mondo a difesa del sacrosanto diritto alla salute per ogni essere umano”.

    «Medici, no bombe». La lezione di Cuba è
    sempre valida
    – Roberto Livi, 31.03.2020
    Emergenza Covid-19. Dall’Avana, verso anche l’Italia, riparte la globalizzazione della solidarietà. La reazione dell’amministrazione Trump? Miserabile.

    Medici, no bombe». In un discorso pronunciato a Buenos Aires nel 2003 Fidel Castro affermava che «mai Cuba avrebbe attuato attacchi armati preventivi contro altri paesi, ma sempre sarebbe stata disposta a inviare i suoi medici in qualunque angolo del mondo in cui fossero richiesti». Già allora il leader cubano alla globalizzazione basata sul controllo del mercato da parte di poche
    mani e garantito dalla potenza militare Usa contrapponeva una globalizzazione della solidarietà. Riaffermando così l’interdipendenza delle nazioni e la necessità di dare alle grandi crisi e sfide ambio climatico ed epidemie una risposta collettiva basata sulle conoscenze scientifiche, la volontà
    popolare e il bene comune.
    A 17 anni di distanza, il governo cubano retto da una nuova generazione ribadisce le scelte del lider maximo: più di 800 tra medici, infermieri e biologi cubani sono stati inviati in tredici paesi che ne hanno richiesto l’aiuto per combattere il Covid-19.
    L’ultima spedizione sabato (49 medici e infermieri) in Andorra, secondo paese europeo, dopo l’Italia, a chiedere l’aiuto di Cuba. Ma forse non ultimo, come ci assicura un responsabile di mediCuba Svizzera/mediCuba Europa –che hanno già raccolto 100 mila euro per acquisto di materiale sanitario, su indicazione del Ministero della salute pubblica cubano- anche il Canton Ticino starebbe trattando un possibile aiuto da parte di medici cubani.
    La reazione dell’Amministrazione Trump a questa campagna di solidarietà cubana è stata, la settimana scorsa, un richiamo minaccioso e dunque miserabile alle autorità italiane – e in generale europee- a non richiedere personale medico dall’isola per non rendersi complici dello «sfruttamento»
    dei medesimi da parte di un governo definito «dittatoriale».
    Quando il corrispondente della Cnn all’Avana, Patrick Oppmann ha polemicamente obiettato alle autorità del suo paese se questa specie di ukase significava che gli Usa erano disposti a inviare loro un contingente di medici in Italia, apriti cielo. Non solo i falchi di Washington, ma anche buona parte
    dei media se la sono presa con Oppmann quasi che il corrispondente fosse infettato da una «sindrome di Stoccolma», che lo portava a solidarizzare con i carnefici.
    La reazione di Trump and company non sorprende. L’attuale pandemia sta dimostrando la necessità di cambiare profondamente sia le relazioni di forza all’interno degli Stati, sia i rapporti di dominazione con cui gli Stati si relazionano tra loro. A questi cambiamenti si oppogono gli stessi fattori che hanno creato la crisi climatica e la pandemia: neoliberismo e nazionalismo populista, che antepongono entrambi gli interessi di una minoranza a quelli della comunità.

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