Te doy mis ojos – Iciar Bollain

(visto da Francesco Masala) un film e un cortometraggio spagnoli, da non perdere

 

un film che mostra un quadretto di vita di una coppia dove la violenza è frequente e la paura della violenza è costante e senza fine.
e dimostra che Antonio non è un violento assoluto, è, dice lui, innamorato e geloso, ma non riesce a controllarsi.
Pilar non lo lascia per il ricordo del loro amore, per amore del bambino, soffre, quasi si vergogna a parlarne.
la vita di Pilar è un inferno, Antonio alterna momenti tranquilli a momenti violenti, la partecipazione al gruppo di uomini (malati) che non riescono a relazionarsi a una donna senza sopraffarla, sotto la guida di uno psicologo, serve a poco.
al tempo del film del femminicidio non esisteva ancora il nome, la violenza sì che aveva il nome, è nelle case che succedono la maggior parte dei drammi.
il film non mostra la violenza, che sappiamo che esiste, si respira (solo!) la paura di Pilar, e le violenze non sono solo fisiche, sono psicologiche, sono le terribili parole che feriscono, che annientano, che fanno male, che non lasciano respirare, che uccidono dentro, che lasciano immobili e impotenti, che quasi non si riesce a pensare una via d’uscita.
poi si fugge, ma non si resiste, si viene ripresi nella trappola, per un malinteso senso dell’amore, per i figli, per la normalità.
insomma se pensi di goderti un film che fa ridere lascia perdere.
una regista di serie A, per la quale scrive Paul Laverty (lo sceneggiatore di Ken Loach), attori al meglio, che fanno male a chi vede il film.
ma se vuoi vedere un film grande (e doloroso) non perdertelo.

https://markx7.blogspot.com/2020/03/te-doy-mis-ojos-iciar-bollain.html


 

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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