Genealogie

Di Mauro Antonio Miglieruolo

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Sono incavolato nero, avvelenato proprio. Se mordo qualcuno la mando all’altro mondo (cerco di non mordermi la lingua, per altro).

Mai avrei creduto possibile morire democristiano. Se negli anni novanta qualcosa sembrava acquisito, era proprio questa: la morte della DC. Invece no. Il peggio è che non solo non è morta ma si è trasformata in una sorta di zombi affamato di viventi: affamata delle nostre vite, delle quali usa e abusa a piacimento.

13nov-fig b - albero_genealogicoSi è, lentamente molto lentamente, installata in Italia, nel soave stile curiale che ci caratterizza, una sorta di presa per i fondelli post democristiana che assomiglia tantissimo al passato, ne imita le perversioni e i vezzi, ma è portata avanti prevalentemente di mezze calzette che si vergognano (non di essere mezze calzette, che anzi rivendicano questa loro mediocrità; si vergognano piuttosto di ammettere di essere una sorta di residuo putrescente del passato). Gente che non sa far altro che inciuci, sgambetti e inganni. Capaci al più, i migliori, diciamo pure il migliore, che infatti è un ex-migliorista diventato nel frattempo peggiorista, a lanciare moniti.

Almeno i DC d’antan, Moro, De Gasperi, Andreotti, godevano di una sorta di scellerata grandezza che, valutando a posteriori, lontano dalla loro grinfie, mi induce quasi a rimpiangerli. Servivano il capitale, è vero, ma lo facevano guidandolo, indirizzandolo, cercando di temperarne i peggiori eccessi, non lasciandosi guidare da esso come pecore al pascolo, come i democristiani di oggi (Pd, Montiani e simili) che sanno solo prendere ordini e ubbidire. Ubbidire anche quando sarebbe nell’interesse del loro padrone non farlo (il padrone vero, che non è uno, grande o piccolo che sia, ma l’insieme dei padroni). Servi smaniosi di obbedire che a volte nemmeno comprendono le indicazioni che vengono dall’alto (dal loro alto). Li avete mai visti impegnati a studiare l’introduzione della patrimoniale che pure qualche voce tra i potenti timidamente chiede? Macché! Non se ne parla neppure: patrimonio per loro sono soltanto le case dei cittadini qualsiasi, i fondi pensioni e i fondi per le spese sociali che taglieggiano furiosamente. Lo fanno per indifferenza o malanimo nei confronti dei meno abbienti e perché lo dice l’Europa (che cavolo di motivazione, da gente senza spessore, priva di argomenti, resa ottusa dalla paura di perdere privilegi tanto malguadagnati). Tuttavia le parole dell’Europa vengono ascoltate solo quando conviene, quando fa comodo, quando si tratta di colpire quelli che invece dovrebbero rappresentare, non quando si tratta di assumersi le dovute responsabilità per fare del nostro un paese più civile. Basta ricordare per rendersene conto la recente indegna commedia sulle carceri strapiene messa su di recente: strapiene di persone in attesa di giudizio e di altri che non hanno altro da scontare che il mero fatto di esistere e pretendere di spostarsi liberamente nel mondo. I capitali sì, possono; le persone no. Ma su questa contraddizione non si interviene, al massimo un raro mugugno; e sul resto, interventi razionali per diminuire la popolazione incarcerata cancellando reati che tali sono solo sulla carta (esempio, detenzione di droga) o immaginando pene alternative al carcere, molte chiacchiere e nessun provvedimento. In realtà non intendono uscire dalla stretta prospettiva, anche qui, del loro interesse, essendo le scarcerazioni anticipate una bella occasione per tirar fuori colletti bianchi e doppioppetti incappati nelle maglie della legge.

13nov-caricBerluscaAl dunque, tenere dentro i poveri diavoli e stabilire vie di fughe per chi ruba bene perché ruba assai. Tant’è che a distanza di mesi non si riesce a sbattere fuori dal Parlamento un frodatore fiscale conclamato!

Questi tipi che “occupano le istituzioni” (le usurpano in verità), non comprendono che la loro vera funzione è quella di centralizzare la volontà del capitale complessivo, anche contro quella dei capitalisti individuali. Quando è in gioco la sopravvivenza del capitalismo, e oggi lo è, quello che conta, o conterebbe, è contrastare le cieche e anguste prospettive dei singoli imprenditori che pensano solo a assicurarsi la loro personale sopravvivenza e sia pure il diluvio, dopo di loro. Ma per costoro è impossibile anche solo immaginare di fare il fermo, un bell’altolà, a un tipo come Marchionne che con le sue politiche, per salvare la Fiat, rischia di ulteriormente compromettere il precario rapporto tra capitale e lavoro. Un rapporto di subordinazione faticosamente costruito da sindacati gialli, cioè tutti i sindacati attuali (escludo solo la FIOM e le Rappresentanze di Base); dai partiti di destra e dai partiti di sinistra che di sinistra, partiti che di sinistra hanno solo l’abito, un abito pieno di toppe che certamente non fa il monaco.

Bismarck, nonostante fosse uomo di superdestra, questa necessità l’aveva compresa. Infatti è lui il vero inventore del welfare state, il primo a introdurre consapevolmente limiti allo strapotere dei singoli capitalisti (esempio: la limitazione della giornata lavorativa, che all’epoca arrivava spesso alle 16 ore giornaliere!), Costringendo in questo modo i singoli, per poter continuare a espandere il profitto, all’innovazione, a ricorrere alla tecnologia e all’intensificazione dei ritmi di lavoro (intensificazione che ha limiti molto più larghi della giornata di lavoro).

Purtroppo noi italiani subiamo il peso di una storia poco esemplare che ci condanna. Che moltiplicando e concentrando le contraddizioni, ci sta portando verso il disastro. All’origine del negativo che ci ha portati allo stato di cose presenti c’è la torbida alleanza tra baroni del sud e burocrati del nord della seconda metà dell’Ottocento, alleanza che imprime un disastroso indirizzo all’unità d’Italia. Un indirizzo degenerato che ha prodotto la degenerazione del trasformismo, che è alla base del degenerato trasformismo fascista, che ha prodotto la degenerazione democristiana, che è all’origine della degenerazione del PD.

13niov-LettaChe produrrà cosa, quale altra degenerazione? Per intanto il Napolitano bis e il governo Letta, con l’ultradegenerazione delle “larghe intese”.

Basta così (anzi è pure troppo), contentiamoci, non pretendiamo altro male. Non prevediamolo. Speriamo solo di sopravvivere.

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