28 giugno 1969: i moti di Stonewall

    Lella Di Marco riflette sul World Pride mondiale chiacchierando con Franco Grillini, icona del movimento gay in Italia

Quest’anno ricorre il 50° anniversario della prima rivolta (negli Usa) per i diritti degli omosessuali che decisamente cambiò la mentalità e i comportamenti anche in altre parti del mondo. Il 2019 è stato considerato anno internazionale per “il popolo gay” con iniziative e festeggiamenti che ormai da mesi sono attivi ovunque. Anche  a New York il Pride viene festeggiato  nei 5 distretti della città con 50 eventi in 5 giorni per concludersi il 30 giugno in una grande marcia alla quale sono attese circa 5 milioni di persone da tutto il mondo.

I moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York. Il primo scontro avvenne la notte del 27 giugno 1969 poco dopo l’una quando la polizia irruppe nello Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village. Simbolicamente è il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno e per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data del «Gay Pride» o «giornata mondiale dell’orgoglio LGBT».

Simbolo dei moti di Stonewall è la donna transessuale #0000ff;">Sylvia Rivera, che si vuole abbia cominciato la protesta gettando una bottiglia contro un poliziotto. All’epoca molti gay che abitavano in piccoli centri rurali per sottrarsi al controllo e ai giudizi ipocriti (e vivere in modo anonimo) si erano trasferiti nella grande città cominciando a frequentare  bar connotati dalla loro presenza  come lo Stonewal Inn Gay in Christopher Street che poi divenne la base della loro rivolta. La gestione di quel locale era in mano a gente “discutibile” cioè accogliente con i clienti ma pronta a passare subito i loro nomi alla polizia che li teneva d’occhio e metteva continuamente in moto strategie di provocazione in modo da poterli arrestare  per “atti osceni” dando così risposte rassicuranti alle proteste degli omofobi. La tecnica era decisamente perversa, nel senso che l’obiettivo non era colpire il gestore. Infatti i poliziotti in genere arrivavano presto nella serata con preavviso: picchiavano e arrestavano, lasciando il tempo di riprendere l’attività del bar per tutta la notte .

In tale contesto – commenta Franco Grillini – bastava una scintilla per incendiare gli animi, e questa scintilla fu la retata dello Stonewall. In effetti la rivolta del 28 giugno 1969 è considerata un momento di rottura nella storia della comunità omosessuale perché ebbe molte più somiglianze con i movimenti di lotta politica di quegli anni che con i movimenti omofili e la loro lotta per i diritti degli omosessuali. La principale differenza fu che mentre il movimento omofilo cercava di integrare gli omosessuali nella società come era, il nuovo movimento – che si autodefinì, usando un termine gergale, gay – rifiutava l’integrazione in una società giudicata incapace di accettare le diversità, sostenendo che essa andasse rivoluzionata.

Chiedo a Franco Grillini qual è il valore politico di quel movimento, la sua eredità e cosa è cambiato.

«Ritengo che il valore politico sia notevole, soprattutto nel non aver fatto rivendicazioni settoriali al di fuori del contesto storico-politico. Tutto è collegato e decontestualizzare non aiuta a capire né a trovare soluzioni. Su un altro versante è come considerare soltanto causata dai maschi la condizione delle donne; il vedere esclusivamente  nell’uomo – sia marito, compagno, padre o esponente delle istituzioni – tutta la violenza sul genere femminile. E’ ottusità politica oltre che umana ma purtroppo ancora certe femministe la sventolano. Il potere è uno e prospera, si riproduce nella separazione, ghettizzazione, marginalità delle persone e dei problemi.  Molto è stato fatto ma strada ce n’è da fare ancora. Negli USA, a esempio, le cose sono cambiate notevolmente: è il primo Stato ad approvare il matrimonio gay in senso ugualitario, mentre in ben 67 Paesi l’omosessuale vive ancora una situazione di “illegalità” e in altri 8 Paesi rischia la pena di morte. Parliamo di Paesi del Medio Oriente, di area africana maschilista a forte presenza musulmana. Sembra che in un lontano periodo di crisi delle nascite, ci sia stata una “aggiunta” al Corano per considerare punibili con la pena di morte gli omosessuali in quanto non disponibili alla fecondazione… In alcuni Paesi è in vigore la lapidazione o essere collocati in gabbie con maiali. La de-criminalizzazione dell’omosessualità in Italia risale al 1889 ad opera dell’allora ministro della giustizia Zanardelli, a condizione che gli omosessuali vivessero nell’ombra. In Europa il riconoscimento  dei diritti è avvenuto soltanto da qualche decennio».

Tu chi sei veramente?

«Tranquill*  non ho una doppia vita né rivelazioni da urlo da fare».

Grillini riceve il nettuno d’oro

 

Le azioni di Franco Grillini – tra spazio privato e pubblico – sono quelle che conosciamo dai media, dalle innumerevoli interviste rilasciate (1800 soltanto alla Rai), dalle sue apparizioni in Parlamento, dagli innumerevoli riconoscimenti compresa l’assegnazione del Nettuno d’oro a Bologna, e dai suoi 22 anni di lavoro a tempo pieno come eletto nelle istituzioni, oltrechè dai suoi articoli e dalle dichiarazioni politiche.

Franco Grillini – o l’AMOREVOLE, come ironicamente ama farsi chiamare – non è dunque “il caso Grillini” e il suo operato va letto in chiave politica .Oltre il particolarismo o la semplice lotta per i diritti fuori dalla complessità politica. Ma questo non conviene si dica.

«Nella nostra società tutto è merce finalizzata al profitto, il tanto democratico Occidente nulla regala. Qualche pregiudizio è stato abbattuto ma i gay, nonostante alcune reali libertà, sono anch’essi merce lanciata per il profitto con progetti mirati,  dalla produzione di elementi culturali (spesso volgari  come certi spettacoli di “intrattenimento”) alle mete turistiche con locali o alberghi  per soli gay, all’occorrente per le nozze».

L’Amorevole Grillini conosce i meccanismi del potere e della comunicazione e li ha anche saputi usare bene per non lasciare il movimento nel ghetto della dimenticanza o nella rinuncia dei diritti.

Per motivi professionali e personali conosco Franco da quando aveva 16 anni. Ho seguito la sua crescita culturale, umana e politica per cui mi sento di dire che la sua è una dimensione politica totale di fondo. Magari tormentata dal riferimento aduna organizzazione di sinistra che realmente rappresentasse le sue istanze e quelle del movimento omosessuale. Negli anni della sua giovinezza si è formato studiando i classici del materialismo storico senza abbracciarne l’ideologia, avendo assorbito le critiche che negli anni 70 venivano fatte alle ideologie.

Lavorare nel movimento omosessuale per lui ha significato capirne “gramscianamente” la condizione materialistica, individuare le contraddizioni principali: dalla diffusione dell’AIDS al lavoro con gli immunologi, ai centri di terapia  per contrastare le morti, allo studio su comportamentie abitudini sessuali degli italiani FINO ALLE RIFLESSIONI SULLA IDENTITA’ – oggi «liquida», riprendendo la definizione di Bauman – ANCHE SESSUALE DI GIOVANI E GIOVANISSIMI e ancora allo studio – assieme a storiografi e sociologi – della malattia come stigma, marchio sociale, ghettizzazione, esclusione, allontanamento. Per arrivare alla vecchiaia, alla disabilità nella vecchiaia che è causa di ulteriore esclusione sociale, di altra sofferenza. Tutto questo è da Franco teorizzato come prodotto sociale, effetto di una società che non fa nulla per contrastarlo: una società, da quella antica all’attuale, che su questo vive e che per sopravvivere deve dividere e terrorizzare.

La pratica politica di Franco Grillini è dentro il materialismo dialettico di Gramsci. A Franco deve essere arrivata anche la sua esortazione rivolta ai giovani «esercitate i vostri cervelli perché un giorno l’Italia avrà bisogno di voi».

L’AMOREVOLE Franco il 30 giugno sfilerà alla grande marcia di NY con i documentaristi che hanno in programma un filmato sulla sua vita e in occasione del 50° PRIDE hanno realizzato un’intervista con lui che verrà trasmessa nella tv italiana (il 29 giugno alle 23 su RAI 3  all’interno della rubrica La Grande Storia).

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

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