Keiko Fujimori al potere in Perù…

… riapre una ferita che non si è mai rimarginata. Tra il 1996 e il 2000, durante la dittatura di Alberto Fujimori, padre della neopresidente, circa 300mila donne provenienti dalle aree rurali delle Ande e della Selva amazzonica furono vittime di sterilizzazioni forzate nell’ambito di un distopico “Programma nazionale di pianificazione familiare”. Morto nel 2024 senza un processo, l’ascesa della figlia rischia di far sprofondare il tutto nell’oblio. Il racconto delle donne che lottano per ottenere giustizia e riparazione

di Letizia Molinari (*)

A 26 anni dalla fine della dittatura il fujimorismo torna ufficialmente al potere in Perù. Eletta lo scorso 7 giugno, Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore Alberto, è il nuovo volto dell’estrema destra peruviana, sulla scia del più ampio spostamento politico ultraconservatore che attraversa il Sud America, seguendo Argentina, Cile e Colombia.

“La sua elezione riapre una ferita che in Perù non si è mai rimarginata. È un giorno buio per il nostro Paese”, racconta ad Altreconomia l’attivista peruviana Maria Esther Mogollón. Nata e cresciuta a Lima, è tra le fondatrici dell’Associazione che riunisce le donne vittime delle sterilizzazioni forzate (Ampaef), imposte negli anni Novanta durante il regime di Alberto Fujimori e che da oltre vent’anni si batte per ottenere verità, giustizia e riparazione.

Morto Fujimori nel 2024 senza un vero processo e senza aver mai riconosciuto le proprie responsabilità sulle sterilizzazioni forzate, l’ascesa politica della figlia rischia, secondo Mogollón, di far sprofondare nell’oblio una delle pagine più oscure della storia recente del Perù: “Oggi raccontare la nostra battaglia è più necessario che mai”. Dopo l’autogolpe del 1992 Alberto Fujimori ha inaugurato una stagione di profonde riforme neoliberali accompagnate da una sistematica repressione degli oppositori e delle fasce più vulnerabili della popolazione. Tra il 1996 e il 2000 nell’ambito del Programma nazionale di pianificazione familiare, presentato come strumento di lotta alla povertà, circa 300mila donne e 30mila uomini sono stati sottoposti a sterilizzazione forzata.

Le principali vittime furono donne indigene delle Ande e della Selva amazzonica, campesinas, migranti e abitanti dei quartieri più poveri di Lima. “In quegli anni militavo a Lima per i diritti delle donne -ricorda Mogollón-. Quando sono arrivate le prime segnalazioni dalle comunità rurali di Cusco e Huancavelica abbiamo capito subito che stava accadendo qualcosa di gravissimo”.

Insieme ad altre attiviste è iniziato un paziente lavoro di raccolta delle testimonianze. “Le donne ci raccontavano di essere prelevate dai villaggi a gruppi di 10 o 15, operate senza sapere che cosa stesse accadendo ai loro corpi. Quando veniva fornita qualche spiegazione, non era mai nella loro lingua. E se cercavano di opporsi, venivano minacciate e costrette al silenzio”.

(*) Leggi l’articolo completo su: https://altreconomia.it/keiko-fujimori-al-potere-in-peru-riapre-una-ferita-che-non-si-e-mai-rimarginata

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