«A love supreme»: il concerto perduto

Un 22 ottobre che le persone jazz-pazz non dimenticheranno ma db consiglia a tutte/i di aprire le orecchie e quel che c’è intorno

foto di Steve Weinik

Il menù prevede:

  • la breve confessione di db
  • cosa accade il 22
  • anche i sassi hanno un nome (se glielo chiedi) e conoscono “Trane”
  • per saperne di più: i consigli di Fabio Ravaglia
  • a mo’ di (doppio) PS

CONFESSO

Lo confesso: sono “ossessionato” da «A love supreme». Mi accorgo adesso di averne scritto almeno 3 volte qui in “bottega”. Perciò mi fermo subito e cedo la parola ad altri.

DI COSA STIAMO PARLANDO

Esce il 22 ottobre «A Love Supreme: Live In Seattle». Grande musica  ma anche spiritualità. Giustamente ha scritto Luigi Onori (su «il manifesto» del 20 ottobre) «La suite, difficile e complessa, resta di una bellezza accessibile e mantiene, pur dilatandosi, il carattere di una risposta di fede da parte di un artista che conosceva le brutture e le violenze del suo tempo ma cercava un positivo messaggio sonoro universale, per tutti gli esseri umani di tutte le religioni. Qui tutto l’articolo: Un messaggio sonoro universale per l’ultimo Coltrane in settetto

Continuate a leggere e ne saprete di più.

A Love Supreme

da chiedoaisassichenomevogliono (*)

Il mio compito di musicista è trasformare gli schemi tradizionali del jazz, rinnovarli e soprattutto migliorarli. In questo senso la musica può essere un mezzo capace di cambiare le idee della gente”. (John Coltrane)

Sono passati quasi sessant’anni da quando esiste A Love Supreme, il brano più iconico dell’intera discografia di John Coltrane. Impulse pubblicherà, questo 22 ottobre, la registrazione di una ormai mitica performance al club The Penthouse, a Seattle. Al Classic Quartet, la formazione tipo con cui Coltrane si esibiva, con McCoy Tyner al piano, Elvin Jones alla batteria, e Jimmy Garrison al contrabbasso, in quell’occasione – e in altre a seguire – si aggiunsero il sax tenore di Pharoah Sanders (considerato il suo erede naturale insieme ad Archie Sheep), il contralto di Carlos Ward, e il contrabbassista Donald Raphael Garrett. Roba che, se fosse Fantacalcio, si vincerebbe facile. Seppure ne esistano dal vivo numerose altre registrazioni, questa assume una rilevanza del tutto particolare, poiché Coltrane non riprodusse quasi mai dal vivo l’intera suite in quattro movimenti proposta nella prima edizione in studio. La registrazione – privatissima – è rimasta pressoché sconosciuta, se non a pochi fortunati eletti, poiché gelosamente custodita nella collezione privata del sassofonista Joe Brazil. Tuttavia, ogni singola versione di A Love Supreme non appare come semplicemente riproposta o, a seconda dei punti di vista, rinata, sembra piuttosto proseguire in un loop vertiginoso e definitivo, come se non smettesse mai di riprodursi all’infinito, come non avesse inizio, pure fosse senza fine. Riparte, piuttosto, da dove s’era interrotta l’ultima volta, s’arricchisce d’arabeschi orientali, di pulsioni identitarie, di spirito e corpo. Concepita come opera spirituale, religiosa, travalica le dimensioni consuete della liturgia e diviene immanente, materica, palpabile. Dentro c’è la storia del Jazz, il blues, l’estasi quasi orgasmica del Gospel, le atmosfere soffuse e dilatate del jazz modale, le feroci improvvise staffilate del free. A Love Supreme è opera politica in senso stretto, ne recupera, potremmo dire, l’etimologia più pura, dal concetto stesso di Polis. Pure, in questo senso, è opera eversiva, anche qui nel senso più autentico dell’e-vertere latino, il cambiare direzione radicalmente. Va oltre il senso d’una ricerca interiore, d’una esecuzione perfetta – che con quel po’ po’ di band non doveva essere nemmeno complicato si realizzasse a livelli elevatissimi – ma avvolge chi l’ascolta, lo trascina dentro una nuova consapevolezza, rendendolo partecipe di un progetto umano evolutivo, ancor prima che musicale. Il sax di Coltrane, ben prima che si concluda la prima parte, Acknowledgement, è strumento d’un afflato comunitario, penna d’abilissimo narratore. L’omaggio a Dio è al contempo inno ad un’umanità ritrovata, o forse sperata, abbraccio di fratellanza, fusion tra corpo ed anima, fra trascendenza e sangue e sudore. Il tappeto ritmico, potente ed ossessivo, ipnotico, appare letteralmente straziato dalle note tirate del sax. Sensazioni distanti, pacate meditazioni, ed urla lancinanti di dolore, si susseguono senza soluzione di continuità, creando una fitta rete emozionale che non è mai contraddizione dicotomica, piuttosto rappresentazione di un complexus sorprendente, dove ogni dettaglio, la meno percettibile sfumatura, ha un ruolo determinante nel definire una narrazione epica.

Non resta che ascoltare, poiché è proprio nella natura dell’opera che sia presente un pubblico che vi interagisce emozionalmente dialogando con musica e musicisti, diventando contrappunto necessario alla partitura della prima incisione in studio, perché questa prosegua il suo intenso e indefinito viaggio di scoperta e trasformazione.

A Love Supreme: Live in Seattle (Impulse! Records/UMe)

A Love Supreme, Pt. 1 – Acknowledgement (Live in Seattle/1965)

Interlude 1 (Live in Seattle/1965)

A Love Supreme, Pt. II – Resolution (Live in Seattle/1965)

Interlude 2 (Live in Seattle/1965)

A Love Supreme, Pt. III – Pursuance (Live in Seattle/1965)

Interlude 3 (Live in Seattle/1965)

Interlude 4 (Live in Seattle/1965)

A Love Supreme, Pt. IV – Psalm (Live in Seattle/1965)

Recorded by Joe Brazil at The Penthouse, Seattle WA.

SE NON SAPETE DI COSA SI STA PARLANDO… INTANTO POTETE ASCOLTARE LA CLASSICA VERSIONE IN STUDIO: DURA 42 MINUTI MA PER MOLTE PERSONE NON HA TERMINE: https://youtu.be/ll3CMgiUPuU

(*) https://chiedoaisassichenomevogliono.wordpress.com si presenta così: «Tutto quanto appare su questo blog è, salvo espressamente specificato, prodotto da me, e poiché ho deciso di essere nessuno, appartiene a nessuno, dunque a tutti. Per cui ne è consentita la riproduzione parziale, totale, a frammenti e schegge, il rimaneggiamento, la mutazione genetica o quant’altro si voglia, senza necessità di citarne la fonte, che del resto non è citabile giacché nessuno non esiste».

FABIO RAVAGLIA: CONSIGLI DI VIAGGIO

«Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. E c’è la necessità di purificare sempre più questi sentimenti, questi suoni, per arrivare ad immaginare allo stato puro ciò che abbiamo scoperto. In modo da riuscire a vedere con maggior chiarezza ciò che siamo. Solo così riusciamo a dare a chi ci ascolta l’essenza, il meglio di ciò che siamo. Ma per farlo dobbiamo continuare a pulire lo specchio.»

John Coltrane

(riportato da Nat Hentoff nelle note di copertina per l’album «Meditations»)

Approfondire, scoprire, riscoprire la musica e la figura di uno dei grandi della musica del 900, vero maestro e protagonista fondamentale nella storia del jazz, come il sassofonista John Coltrane, penso che sia un’esperienza sempre da consigliare vivamente. Questa è una selezione parziale, personale ma credo anche abbastanza completa, delle incisioni discografiche ufficiali di Coltrane e una piccola guida bibliografica, anche questa parziale, sulle pubblicazioni più interessanti uscite su di lui in italiano. Dovrebbero essere tutti volumi ancora reperibili.

DISCOGRAFIA

https://www.youtube.com/watch?v=_BpfcbLX8Jg&list=OLAK5uy_nnIYL-xseL6fcnDUaH-HZRni-O5PVjByI

Bakai (Remastered) da “The First Trane!” ristampa di “Coltrane” 1957

https://www.youtube.com/watch?v=Q9AqN_9H9So

John Coltrane – Blue Train ( Full Album ) 1957

https://www.youtube.com/watch?v=xy_fxxj1mMY

John Coltrane – Giant Steps (2020 Remaster) (Full Album) 1959

https://www.youtube.com/watch?v=yFpMTD97rAE

John Coltrane – Coltrane Plays the Blues – (Remastered 2021) (Full Album) 1960

https://www.youtube.com/watch?v=Nmi2D7b2EHM

John Coltrane – Lush Life (1961)

https://www.youtube.com/watch?v=UlFNy9iWrpE

John Coltrane – My Favorite Things (1961) (Full Album)

https://www.youtube.com/watch?v=wr5BotYA3U8

John Coltrane – Olé Coltrane (Full Album) 1961

https://www.youtube.com/watch?v=LqEouEEw6rU

John Coltrane Quartet – Africa/Brass (Full Album) 1961

https://www.youtube.com/watch?v=xmUCQatedTw

John Coltrane ‎”Impressions” (Full Album) 1961/63

https://www.youtube.com/watch?v=3dKmQGJ7bw4

John Coltrane – Ballads (Full Album)1962

https://www.youtube.com/watch?v=gkdFmq4Nnmk&list=PLL-NbN8uTOiiQTfI9-s5iGJK-BDMguqt9

In a Sentimental Mood – John Coltrane e Duke Ellington (Full Album) 1962

https://www.youtube.com/watch?v=eOwW9j0YzgM

John Coltrane – Crescent (1964) (Full Album)

https://www.youtube.com/watch?v=4cq7CzSC7u0

John Coltrane – A Love Supreme (1965) (Full Album)

https://www.youtube.com/watch?v=HRKX-NZTDV

John Coltrane – Ascension (Full Album) 1965

https://www.youtube.com/watch?v=g1X1ftz5SMg

John Coltrane ‎”Kulu Sé Mama” (Full Album) 1965

https://www.youtube.com/watch?v=fwj4Cx7Xz3A

John Coltrane / Transition (Full Album) 1965

https://www.youtube.com/watch?v=TuzfMR-7v1I

John Coltrane – Meditations (Full Album) 1966

https://www.youtube.com/watch?v=7JDHvAm-od0

John Coltrane – Expression (Full Album) 1967

https://www.youtube.com/watch?v=aa6gNwpt5sY

John Coltrane – Live At The Village Vanguard (Full Album) 1961

BIBLIOGRAFIA

Blue Trane. La vita e la musica di John Coltrane

di Lewis Porter edito da Minimum Fax, 2006

 John Coltrane. Un sax sulle vette e negli abissi dell’io

di Marcello Piras Salvatore G. (cur.) edito da Stampa Alternativa, 1994

 Coltrane secondo Coltrane. Tutte le interviste

di DeVito C. (cur.) Martinelli F. (cur.) edito da EDT, 2012

Ascension. Vita e musiche di John Coltrane

di Eric Nisenson edito da Odoya, 2015

A love supreme. Storia del capolavoro di John Coltrane. Ediz. ampliata

di Ashley Kahn edito da Il Saggiatore, 2019

La filosofia di John Coltrane. Con un’intervista a Claudio Fasoli

di Ghidelli Giacomo D. Claudio Fasoli edito da Mimesis, 2019

 Coltrane – Biografia a fumetti

di Paolo Parisi edito da Coconino Press, 2017

A MO’ DI (DOPPIO) PS

In “bottega” cfr Krzysztof Komeda quartet – Requiem for John Coltrane (1967) , John Coltrane: (il mio) «A love supreme», Se domenica siete a Palermo cercate John, PER FORTUNA JOHN e Siccome sono un “pazzo di jazz”… (dove si racconta di «The Lost Album» che era perduto sì… ma non l’ultimo dei perduti) ma volendo anche My Favorite Things, Scor-data: 9 dicembre 1964 e Scor-data: 23 settembre 1926.

Ai consigli di Fabio Ravaglia db aggiunge «Chasing Trane», un film (1 ora e 40 minuti) di John Scheinfeld con la voce di Denzel Washington: interviste molto interessanti, fra l’altro a Carlos Santana e Cornell West (appare anche Bill Clinton ma per fortuna sparisce quasi subito). Lo si trova anche su Netflix.

La Bottega del Barbieri

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