Argentina: i molteplici volti del peronismo

Due libri di Rogas Edizioni analizzano e cercano di interpretare un fenomeno politico da sempre al centro della società argentina.

di David Lifodi

Il peronismo è una corrente politica che da decenni attraversa la politica, e la vita, della società argentina, almeno dal 1946, quando Juan Domingo Perón giunse al potere.

Rogas Edizioni ha deciso di dedicare al peronismo due volumi per analizzarne tutti gli aspetti: Perché studiare il populismo argentino, recentissimo, di Pasquale Serra, e L’altro volto del peronismo – Lettera aperta a Mario Amodeo, ad opera del grande intellettuale Ernesto Sábato, curato da Alessandro Volpi.

A partire dal 2003, anno del primo governo di Néstor Kirchner, e, negli anni seguenti, quelli di Cristina Fernández e Alberto Fernández, ad esclusione della parentesi macrista, sono stati definiti come “peronisti di sinistra”. Ad appartenere a questa corrente, sostenendolo con forza, era lo stesso Néstor Kirchner, ma, nel paese, è tuttora presente anche il cosiddetto peronismo di destra.

I due saggi editi da Rogas Edizioni, dunque, cercano di interpretare il peronismo che, Pasquale Serra, definisce non a torto come un fenomeno «complesso» e, in parte, «enigmatico». Quando Perón governava il paese, al netto di alcune politiche sociali che strizzavano l’occhio alle fasce sociali più povere dell’Argentina, certo non poteva essere definito progressista, nonostante la presenza ai suoi comizi delle classi popolari. Lo scriveva con grande chiarezza Ernesto Sábato, sottolineando l’ambiguità della «demagogia sociale» di Perón, che, da un lato, guidava il paese adottando una serie di misure favorevoli all’oligarchia, ma, dall’altro, esercitava una certa influenza su quelle masse operaie definite con disprezzo descamisados dai partiti progressisti.

Serra cerca di comprendere e studiare il fenomeno peronista utilizzando, in particolare, i testi di Alejandro Grimson, Che cos’è il peronismo? Da Perón a Kirchner: il movimento che non smette di smuovere l’Argentina (2019), in cui l’autore sottolinea che rinunciare a comprendere il peronismo significa rinunciare a comprendere l’Argentina, Gino Germani, il quale segnalava le differenze tra populismo argentino e fascismo europeo, fino al filosofo Ernesto Laclau.

Serra, nel suo volume, evidenzia le difficoltà legate al «problema della rappresentazione, e, dunque alla possibilità di definire o meno una unità politica nel mondo contemporaneo e in quale forma definirla». Sotto questo aspetto, prosegue, il confronto con la cultura argentina è di straordinaria importanza, poiché, proprio quest’ultima «è passata dalla teologia politica autoritaria alla teologia politica democratica che è la sola prospettiva in grado di fondare in senso pieno una concezione integralmente democratica della unità e di tenere così sempre aperta la prospettiva di cambiamento».

Lontano da un approccio schiacciato esclusivamente su una visione europea della politica latinoamericana, e di quella argentina in particolare, Serra si dichiara certo che per esprimere dei giudizi sul sistema politico dell’Argentina occorre comprendere meglio il nostro, e, per questo, cita Torcuato Di Tella, lo studioso del populismo argentino convinto sostenitore dell’idea che «mentre il peronismo si stava trasformando in una variante latinoamericana della socialdemocrazia europea, e stava approdando compiutamente alla democrazia, l’Europa stava passando dalla socialdemocrazia al populismo».

Auspicando un incontro fecondo tra pensiero europeo e tradizione argentina, finora non del tutto verificatosi, soprattutto per via della riluttanza delle scienze storiche e sociali europee a misurarsi con il fenomeno peronista, Serra sostiene che la politica argentina parla alla crisi della democrazia nel vecchio continente, guardando, in particolare, al protagonismo delle masse.

È significativo, a questo proposito, ciò che scrive Sábato ne L’altro volto del peronismo ricordando la caduta di Perón: da una parte gli intellettuali che festeggiano la caduta del tiranno, dall’altra due cameriere indigene che piangono. In questo libro Sábato, rispondendo al testo del militante della Revolución Libertadora Mario Amodeo, Ayer, hoy, mañana, ricordava già allora che il tentativo di unire il paese dipendeva da come si interpretava il peronismo.

Alessandro Volpi, curatore di questo libro, sottolinea gli attacchi di Sábato a Perón,. L’intellettuale argentino definiva la sua politica come antidemocratica, pericolosamente vicina al nazismo e infiltrata dalla corruzione, fino ad auspicare la de-peronizzazione del paese, ma rimarcava anche l’aspetto centrale della riflessione dello scrittore, «lo storico divorzio tra dottori e popolo», fra «antiperonisti che inevitabilmente si collocavano in alto, data l’adesione in massa delle classi popolari al regime, e movimento peronista che si identificava con queste», in una frattura realmente drammatica.

Il dibattito sul peronismo resta aperto, così come sulla izquierda peronista a cui sono legati il kirchnerismo e l’attuale governo di Alberto Fernández, che hanno condotto l’Argentina a conquiste storiche, dal recente diritto all’aborto al percorso all’insegna della verità e della giustizia per i desaparecidos vittime della dittatura militare.

Perché studiare il populismo argentino, recentissimo

di Pasquale Serra

Rogas Edizioni

Giugno 2022

 

L’altro volto del peronismo

di Ernesto Sábato

Rogas Edizioni (a cura di Alessandro Volpi)

Gennaio 2021

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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