Chiudere la prigione di Guantanamo

una campagna lanciata da Amnesty International e sostenuta da Peacelink

 

Dal 31 agosto è partita la «Campagna Guantanamo» e chiunque può firmare la lettera che invieremo al presidente del Consiglio Mario Draghi. L’obiettivo è fare pressione sul governo italiano perché richieda al presidente USA Joe Biden la chiusura della prigione americana di Guantanamo, luogo di torture e di violazioni dei diritti umani, oltre che delle Convenzioni di Ginevra. Guantanamo si trova geograficamente nella base USA dell’isola di Cuba.

#ff0000;">Si può firmare qui: https://www.peacelink.it/guantanamo

 

Materiale informativo lo trovi qui:

Per la Campagna Guantanamo

Alessandro Marescotti

ECCO IL TESTO

Al Presidente del Consiglio Mario Draghi

in questo delicato momento in cui si invoca il rispetto dei diritti umani in Afghanistan, noi crediamo sia importante dare il buon esempio chiedendo al tempo stesso che venga posta fine alla violazione dei diritti umani nella prigione di Guantanamogestita dagli Stati Uniti a Cuba.

E quindi le scriviamo affinchè lei richieda formalmente al Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, un gesto importante e altamente significativo come la chiusura della prigione di Guantanamo.

Amnesty International non solo ne chiede la chiusura ma chiede che vengano processati i responsabili di quella vergognosa e criminale esperienza di sospensione del diritto umanitario. Noi concordiamo con tale richiesta di Amnesty International.

Non si può essere credibili nel chiedere ai talebani il rispetto dei diritti umani se poi noi quel rispetto non lo chiediamo agli Stati Uniti.

Quella prigione è come la Bastiglia e non ha più ragione di esistere. E’ il simbolo odioso delle torture e degli abusi, in aperta violazione delle Convenzioni di Ginevra, compiuti in nome della lotta al terrorismo. Quell’orribile prigione, quella vergogna della storia non ha più alcun appiglio per restare in piedi.

Le chiediamo pertanto di rispondere a questa nostra richiesta di giustizia internazionale. Oggi – in questo contesto di grandi cambiamenti – la chiusura del carcere di Guantanamo ha molta più possibilità che in passato. Farebbe onore all’Italia, a cui tra l’altro era stato affidato il compito di riformare il sistema giudiziario in Afghanistan, farsi promotrice – anche in seno all’Unione Europea – di un passo verso la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

Per essere credibili in Afghanistan bisogna dare il buon esempio a casa propria.

PRIME ADESIONI

Vittorio Agnoletto, Gianni Alioti, Lino Balza, Angelo Baracca, Mauro Biani, Patrick Boylan, Annamaria Bonifazi, Tiziano Cardosi, Chiara Casella, Adelmo Cervi, Marcella Costagliola, Fabrizio Cracolici, Giorgio Cremaschi, Massimo de Magistris, Adriana De Mitri, Tonio Dell’Olio, Alessio Di Florio, Irma Dioli, Antonino Drago, Domenico Gallo, Lidia Giannotti, Agnese Ginocchio, Fulvia Gravame, Francesco Iannuzzelli, Mimmo Lucano, Linda Maggiori, Gianfranco Mammone, Fabio Marcelli, Alessandro Marescotti, Aniello Margiotta, Francesco Monini, Moni Ovadia, Elio Pagani, Domenico Palermo, Maria Pastore, Gaia Pedrolli, Enrico Peyretti, Maurizio Portaluri, Olivier Turquet, Laura Tussi, Alex Zanotelli

Aderisci:

Adesioni dal 26 agosto 2021: 392 persone , 28 associazioni

 

Redazione
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Un commento

  • da PEACELINK
    Adesso è venuto il momento della resa dei conti. Gli USA hanno perso la guerra, e anche la Nato. Adesso è il momento di essere intransigenti in modo nuovo, rivoltando la questione dei diritti umani sui paladini dei diritti umani che sono stati cacciati dall’Afghanistan.
    La nostra Campagna Guantanamo deve diventare a mio parere la base di partenza per una critica della guerra a partire dai diritti umani, ossia da una base su cui gli Stati Uniti hanno lanciato le loro guerre umanitarie.
    Occorre porre sotto accusa chi ha compiuto, in particolare dopo l’11 settembre 2001, crimini di guerra. La quest’unione dei crimini di guerra non è stata sufficientemente presa in mano dal movimento pacifista, così mi pare. Nessuno chiede di processare per crimini di guerra coloro che li hanno commessi, ed è per questo che allego il PDF (lo trovate sotto).
    Scaricate questo documento e – se ne avete voglia, come spero – leggetelo perché contiene a mio parere tutto quello che occorre per la nuova strategia pacifista finalizzata a porre sotto accusa i criminali di guerra che ci hanno guidato nella guerra infinita. Deve essere, il nostro, un cambio di paradigma e di narrazione, il nostro. I diritti umani sono stati usati per mettere sotto accusa i “nemici” dell’Occidente, mentre siamo stati noi a primeggiare nei crimini di guerra a livello globale. Questo è ciò che penso. Invio il documento anche ad altre persone amiche.
    Ripeto: è il momento della resa dei conti, e di passare all’attacco. Per mettere sotto accusa la “guerra umanitaria” partendo proprio dai diritti umani violati e partendo in primo luogo dalla enorme quantità di crimini compiuti in questi venti anni. L’11 settembre non può più essere narrato come prima, come inizio della guerra al terrore. È stato il terrore esercitato da noi, in modo inumano, l’inizio di uno dei più bui periodi per la storia degli Stati Uniti e della NATO. Dobbiamo far capire che è il momento di provare vergogna.
    Buona lettura
    Alessandro
    Campagna Guantanamo http://www.peacelink.it/guantanamo
    https://www.hrw.org/sites/default/files/related_material/us0711itsumandrecs.pdf

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