Contro l’invasione arriva Brambezio

I – Questione di numeri
Se la maggior parte dei politici e dei giornalisti italiani facessero bene i conti forse la questione dell’immigrazione verrebbe affrontata in modo diverso. Per esempio l’economista Nicola Cacace scrive («Unità» del IV aprile) che se dobbiamo dar retta all’Istat – i numeri sono il loro mestiere – non c’è alcuna invasione di immigrati, e meno che mai dal mare visto che da lì arriva solo il 10 per cento del «saldo migratorio». Interessante ma il deputato Brambezio contesta Cacace e l’Istat perchè nei loro conti usano i numerio arabi. Come dite? “Non esiste un deputato Brambezio”? Per ora, ma arriverà anche lui. Noi, in attesa dei numeri celtici, usiamo quelli romani che almeno son comunitari. Non è per essere ironici ma è che portiamo rispetto a Brambezio.
II – Deve/devono
«L’Europa deve integrare i suoi 10 milioni di rom» e sotto «i bambini nomani devono tutti studiare»: così «La stampa» titola una lunga intervista (V aprile) a Viviane Reding, commissario per la Giustizia dell’Unione europea. Due volte il verbo «dovere».
III – Lampedusa e il vuoto intorno
Grande successo sui media del demenziale film «L’Italia sola contro l’Europa e l’invasione dal mare»: storia esile, incongruenze a ogni scena, protagonisti pessimi eppure il filmaccio viene replicato a ogni ora. Impossibile qui raccontare tutte le fanfaronate e bugie che i governanti italiani hanno messo insieme in pochi giorni. Ovviamente con il terrore di essere controllati per cui l’accesso ai Cie è stato vietato alle organizzazioni umanitarie, ai giornalisti, agli avvocati e persino ad alcuni parlamentari (come Furio Colombo).
IV – Inizia per N, finisce per E (sette lettere)
Nel commentare il brutto film di cui sopra, Alessandro Del Lago  (su «il manifesto» del V aprile) inizia così un suo articolo: «In qualsiasi Paese normale, un ministro come Maroni…». Forse è inutile leggere perchè l’Italia non è un Paese normale avendo appunto Maroni come ministro e per capo del governo il signor P2-1816, un ex iscritto a un’organizzazione segreta e illegale (la P2 appunto).
V – L’Europa condanna l’Italia
Sotto tono sulla maggior parte dei media la notizia che il V aprile «i giiudici di Straburgo» (insomma la Corte europea per i diritti dell’uomo) ha condannato l’Italia per il rimpatrio di Toumi Ben Sassi in Tunisia, in un Paese cioè dove abitualmente si pratica la tortura. E’ la terza volta che l’Italia viene condannata da Strasburgo per vicende di questo tipo.
VI – Cinesi da buttare
Pochissima attenzione (ma fa eccezione «La stampa» del VII aprile) dei media anche per i due cinesi, trovati morti in strada a Prato. Le ipotesi parlano di super-lavoro, doping e poi un maldestro tentativo di far sparire quei 4 cenci che prima erano una donna e un uomo. Fra i tanti dubbi non bisogna dimenticarne uno: di che nazionalità sono gli sfruttatori?
VII – Morire di mare
I tragici naufragi di aprile nel Mediterraneo inducono qualche giornalista a fare i conti e/o a cercare interessanti paralleli storici. A esempio il VII aprile «La stampa» cita l’osservatorio Fortress Europe e parla di quasi 16 mila persone morte in pochi anni mentre cercavano di raggiungere l’Europa; oltre 4 mila annegate nel Canale di Sicilia. Analoghi dati sul «Corriere della sera» dello stesso giorno che in un occhiello dà questa sintesi impressionante: «ogni cento extracomunitari che toccano terra cinque affogano; sono mille i morti stimati negli ultimi tre mesi».  Ancora il «Corsera» (il giorno dopo) affida a Gianantonio Stella il racconto di «quando i naufraghi eravamo noi» ovvero come morirono in mare migliaia di emigranti italiani. Istruttivo per chi ha voglia di sapere e pensare (non mi riferisco dunque a Brambezio e soci che considerano l’ignoranza una virtù).
VIII – Le buone notizie…
… piacciono poco ai giornalisti, se poi si riferiscono ai migranti son peggio della peste. Invece «Il fatto» le cerca. Così il VII aprile Ferruccio Sansa racconta di Airole (in Liguria) dove un abitante su tre è immigrato e…. tutto procede ottimamente.
IX – Li avete uccisi voi
Così, sempre il VII aprile «Il fatto» titola un racconto-commento del regista Andrea Segre (co-autore fra l’altro di «Come un uomo sulla terra») a proposito dei naufragi.
X – Estorcere o uccidere?
Per ora è solo una proposta. Il leghista Gianluca Buonanno vuol tassare le rimesse dei migranti. L’idea della nuova tassa arriva quasi in simultanea con l’ennesimo naufragio nel canale di Sicilia. Passa qualche giorno e, guarda caso, mentre avviene un’ altra tragedia in mare (il XII aprile) Roberto Castelli, leghista neanche a dirlo, spiega che «per ora sparare agli immigrati non si può». Per ora.
XI – Pescatori… di vite
Qualcuno trova lodevole, nei giorni dell’odio, encomiare chi salva vite umane in mare. «Siamo pescatori, gente che lavora più col cuore che con la testa» racconta («Il fatto», VIII aprile) uno di loro.
XII – Pacchetto o pacco?
Di nuovo la Corte costituzionale smantella le illegalità del pacchetto detto «sicurezza»: in sostanza i sindaci non possono fare gli sceriffi. Il ministro Maroni parla di «un errore»…. della Corte, è ovvio.
XIII – Ma lo chiamano sport
L’VIII aprile molti giornalisti raccontano gli insulti razzisti contro Abiola Wabara, un’atleta italiana di origini africane durante una partita di basket (due sere prima). Gli arbitri però non se ne accorgono – ohibò – e alcuni dirigenti sportivi parlano di «maleducazione» dei tifosi oerò precisano che a fine partita, mentre ancora l’insultavano, la Wabara non doveva mostrare il dito medio. Mettere sullo stesso piano chi è aggredito e chi aggredisce… vecchio trucco. Per fortuna si decide che al prossimo turno di campionato le giocatrici si tingeranno la faccia di nero, una efficace e visibile protesta contro il razzismo. Però mi telefona Brambezio e mi dice che poi non l’hanno fatto… Chi ha ragione?
XIV – Leggere che fatica
Il rapporto annuale del Dipartimento di Stato (come dire “la politica estera”) degli Usa considera «disumane» le politiche di Italia e Francia con rom e migranti. Lo segnala il corrispondente da New York di «La stampa» (IX aprile) ma pochi politici italiani ci fanno caso; il titolo era bello grande ma forse è dura leggere fino a pag XVII.
XV – Storie strappate all’oblio
Come a Ellis Island c’è un museo dei migranti (molti italiani) che 100 anni fa andarono negli Usa, a Lampedusa (lo racconta «La stampa» del XIV aprile) da tre anni c’è chi raccoglie «Lettere, foto e amuleti: il povero tesoro dei migranti».
XVI – Dispetti?
Racconta «Repubblica» (XV aprile) che Riace e altri 40 comuni calabresi vogliono «più immigrati». Ma il governo no, proprio non glieli vuol dare.
XVII – Titoli che… mutano
Buffo sul «Corsera» del XVII aprile. L’articolo di Franco Venturini in prima pagina si intitola «La scelta francese di molti sindaci» ma all’interno si chiama «Immigrati, se i muri alla Sarkozy sono alzati dai nostri sindaci». Abbastanza simili eppure…
XVIII – Epidemia
Anche in Finlandia le elezioni premiano il partito anti-immigrati.
XIX – Altri numeri
«Ma lo straniero costa sempre meno» e poi «Immigrati, salari più bassi del 30 per cento» titola «Il fatto» (XXI aprile): basandosi sui dati della Caritas e dell’Inps. Chiedo un parere a Brambezio: «che costoro vengano pagati meno è solo una incredibile coincidenza, in ogni caso sono conti fatti con numeri arsabi, dunque extracomunitari e per ciò stesso ogni persona di buon sangue, volevo dire di buon senso, deve considerarli inattendibili».
XX – Sempre numeri
Intervistato da «Il fatto» (stesso giono) lo scrittore Edoardo Nesi dice che a Prato ci sono quaranta mila cinesi su centottantamila abitanti. Così per sapere: dove ha trovato questo dato visto che gli studiosi parlano di ventimila e il sindaco (di destra) di settantamila? Nel suo bel libro Stefania Ragusa (se ne parla su codesto blog proprio stamattina) racconta quanti giochini – o errori – si fanno. «Cinese più, cinese meno son sempre miliardi» assicura Brambezio.
XXI – C’è un nesso?
Due donne si tengono per mano e vengono insultate a Roma il XXI aprile. L’aggressore dice a Paola Concia: «ti ho riconosciuto sporca lesbica, non mi frega niente che sei deputata». Due giorni dopo, di fronte a una pubblicità dell’Ikea con due uomini che si tengono per mano, il sottosegretario Carlo Giovanardi parla di «offese alla Costituzione». Ovviamente sono due notizie che non dovrebbero stare insieme… O no?
XXII – Segre
Sempre il regista Andrea Segre (vedi sopra) su «Il fatto» del XXIII aprile racconta, con Stefano Liberti, la vicenda di Yusuf ragazzo nigeriano, già protagonista di un drammatico documentario, «A sud di Lampedusa», che sta per partire di nuovo su un barcone verso l’Italia, pur sapendo di rischiare la vita. Storie che raramente i giornalisti raccontano eppure il settimanale più interessante, cioè «Internazionale», ha scelto proprio un film di Segre («Il sangue verde») per parlare dei migranti. Se lo perdete in edicola, lo potete recuperare attraverso il sito.
XXIII – Più buoni forse no
I rom cacciati dalle baracche si rifugiano in una basilica di Roma. Siamo nel periodo della settimana santa e dunque tutti dovrebbero essere più buoni. Ma la storia non finirà bene. Forse il Dipartimento di Stato Usa e la signora Viviane Reding (vedi sopra) disapproveranno.
XXIV – Ma cattivi uguale
Scioperi della fame, atti di autolesionismo, minacce di suicidio. Crescono le proteste disperate di migranti (licenziati o espulsi) che – da Massa a Reggio Emilia – cercano così di richiamare l’attenzione dei giornalisti. Che però non ci cascano. E mica potete dire che sono razzisti: infatti ignorano allo stesso modo anche gli italiani disperati. Libertà di stampa, si sa, è criticare l’abito di Kate.
XXV – Vite da schiavi…
… è il titolo, molto forte, su «La stampa», per una serie di testimonianze in un processo a Palmi per associazione a delinquere e sfruttamento della manodopera clandestina. Gli immigrati hanno potuto essere ascoltati perchè “diventati regolari”. Suggerisco un quiz di logica: se in Italia fosse più facile uscire dalla “irregolarità” le organizzazioni criminali se ne avvantaggerebbero o no?
XXVI – Vite da disabili
Aprile finisce con qualche giornalista che ricorda come a Bacoli (in Campania) il Comune non si impegni più a garantire le escursioni dei bambini disabili su un terreno sottratto alla camorra. Come finirà?
XXVII – Vite da italiani (e da bambini)
Ancora «La stampa» del XXVII aprile. A pag XIX due articoloni. Il primo sulle difficoltà dei figli di immigrati che, pur nati qui, faticano ad avere la cittadinanza. Il secondo articolo riporta un allarme dell’Ocse sull’aumento della «povertà infantile» in Italia. E se in realtà fosse lo stesso discorso politico? Ho scritto «politico».
XXIX – Vite da europei
Ennesima bocciatura dell’Unione europea alle leggi italiane sui migranti: «no al reato di clandestinità». E’ la conferma: durissimo vivere in Europa per i ministri Maroni.
XXX – Gerenzano, Texas
In rete e poi su «Il fatto» (IV maggio) si scopre che Cristiano Borghi, assessore leghista di Gerenzano (che risulta in provincia di Varese ma probabilmente è in Texas o Alabama) scrive che chi ama la città «non vende e non affitta agli extracomunitari».
10 – Questione di democrazia
Brutti tempi. Nei quali bisogna tener presente quel che l’Italia ha fatto di meglio, a esempio la Costituzione. In particolare l’articolo 10. Numeri arabi sì, perchè la sensatezza (come il suo opposto) non ha patria, lingua, colore, sesso o religione.
SOLITA NOTA
Notizie sparite, notizie sparate. Certezze, mezze verità, bufale, voci, articoli scritti… secondo copione cioè prima dei fatti o prescindendo da essi. Questa rubrica esce sul mensile «Come solidarietà» (e su codesto blog) per recuperare e/o commentare una parte di quel che i media tacciono e/o invece pompano (oppure rendono incomprensibile, con il semplice quanto antico trucco di de-contestualizzarlo) su migranti, razzismi e dintorni. Se non capite perchè considero razzismo anche l’omofobia e la discriminazione verso i disabili… vuol dire che ultimamente avete frequentato troppo Brambezio. (db)

Redazione
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