«Esigete», cioè esigiamo

A Vienna (8-9 dicembre 2014) cominciamo a liberare il pianeta da tutte le armi nucleari?

Con un appello a cura di Alessandro Marescotti (presidente Peacelink) e Laura Tussi (Peacelink)

La “ribellione” degli Stati non nucleari (contiamo ben 125 dichiarazioni ufficiali) che

è supportata dai movimenti della società civile – come l’Ican internazionale, l’Ippnw, la Wilpf e i Mayors for Peace, a livello internazionale, e fra i vari movimenti e iniziative antinucleari da “ESIGIAMO!” (*) in Italia – rende finalmente possibile un negoziato internazionale che porti a un Trattato per la messa al bando e l’eliminazione di tutte le armi nucleari. Un negoziato che può partire dalla Conferenza internazionale a Vienna l’8 e il 9 dicembre 2014.

Questo l’elenco dei Paesi che attualmente sostengono l’iniziativa umanitaria per il disarmo nucleare: Afghanistan, Algeria, Angola, Antigua e Barbuda, Argentina, Austria, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Belarus, Belize, Benin, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Botswana, Brasile, Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Repubblica Centro Africana, Cile, Colombia, Congo, Costa Rica, Costa d’Avorio, Cuba, Cipro, Rd Congo, Danimarca, Gibuti, Repubblica Dominicana, Ecuador, Egitto, El Salvador, Guinea Equatoriale, Eritrea, Fiji, Filippine, Gabon, Georgia, Ghana, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea Bissau, Haiti, Honduras, Islanda, Indonesia, Iraq, Irlanda, Giamaica, Giappone, Giordania, Kazakhstan, Kenya, Kiribati, Lao Pdr, Libano, Lesotho, Liberia, Libia, Liechtenstein, Madagascar, Malawi, Malaysia, Maldive, Mali, Malta, Isole Marshall, Macedonia, Messico, Mongolia, Montenegro, Marocco, Mozambico, Myanmar, Namibia, Nauru, Nepal, Nuova Zelanda, Nicaragua, Niger, Nigeria, Norvegia, Palau, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Peru, Qatar, Ruanda, Samoa, San Marino, Santa Sede (Vaticano), Senegal, Serbia, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Isole Solomon, Sud Africa, Sud Sudan, Suriname, Swaziland, Svizzera, Tanzania, Tailandia, Timor-Leste, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Tuvalu, Uganda, Ucraina, Emirati Arabi Uniti, Uruguay, Vanuatu, Viet Nam, Yemen, Zambia.

Ed ecco il piccolo elenco dei Paesi Ue aderenti all’iniziativa umanitari (manca, come si vede, l’Italia e gran parte dell’Europa): Austria, Cipro, Danimarca, Irlanda, Malta. Vi sono, fra gli aderenti, Stati europei non membri Ue (Bosnia Erzegovina, Islanda, Liechtenstein, Macedonia, Montenegro, Norvegia, San Marino, Santa Sede, Serbia, Svizzera, Ucraina).

Nessuno dei Paesi (Italia, Germania, Olanda, Belgio, Turchia) che ospitano le armi tattiche USA B-61 nel “teatro europeo” aderisce all’iniziativa umanitaria. Fra i Paesi Nato possiamo mettere insieme un elenco striminzito di aderenti: Danimarca, Islanda, Norvegia.

Per approfondire la problematica della guerra nucleare incombente da evitare e – sperabilmente – rafforzarsi nella convinzione che, dal punto di vista politico ed etico, la “battaglia antinucleare” è prioritaria, si suggerisce la lettura di «ESIGETE! il disarmo nucleare totale», il pamphlet postumo di Stéphane Hessel e Albert Jacquard (in Italia tradotto da Ediesse).

«ESIGETE!» è proposto in Italia come strumento culturale e politico, curato dall’Associazione Energia Felice-Arci, per una sensibilizzazione sull’urgenza assoluta di radicare la Campagna per l’abolizione delle armi nucleari e le altre importanti campagne a essa collegate, nella direzione del disarmo e della pace:

1-     Il sostegno al disarmo atomico totale per motivazioni umanitarie;

2-     La denuclearizzazione del Medio Oriente allargato in attuazione del Tnp.

3-     La rimozione delle testate atomiche Usa a Ghedi e Aviano e l’opposizione comunque al loro “aggiornamento” per la trasportabilità sugli F-35 (anche nel contesto della rimozione di tutte le armi nucleari americane dall’Europa).

4-     L’attuazione del referendum antinucleare vinto dalla cittadinanza attiva in Italia nel 2011.

I curatori dell’edizione italiana di «ESIGETE!» (Mario Agostinelli, Luigi Mosca, Alfonso Navarra) sono disponibili a partecipare a presentazioni del libro e a iniziative collegate alle campagne per la denuclearizzazione.

info: locosm@tin.it, www.osmdpn.it , www.energiafelice.it, 340-0878893, 335-1401703

E’ stato lanciato l’appello «Esigiamo il disarmo nucleare totale» (a cura di

Alessandro Marescotti e Laura Tussi)

Nell’appello, fra l’altro, si legge:

«Noi, sottoscritti, avendo preso atto delle conclusioni della conferenza di Nayarit (Messico), in previsione del nuovo appuntamento lungo lo stesso percorso “umanitario” previsto in Austria per l’8 e il 9 dicembre 2014, lanciamo al governo italiano un appello per la prosecuzione coerente dell’impegno e della lotta per la messa al bando delle armi nucleari. Appello questo che raggiunge e sostiene quello internazionale della più vasta campagna Ican (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons)».

L’appello si può sottoscrivere all’indirizzo http://www.petizioni24.com/esigiamo e è promosso da vari enti ed associazioni nonché da persone impegnate da molti anni sul terreno della denuclearizzazione.

A chi ritiene remota la possibilità di una guerra nucleare, l’appello fa presente che esiste la possibilità anche di un errore dei software militari:«L’olocausto nucleare definitivo potrebbe essere scatenato da calcoli politici folli, ma persino per errore o per caso, sapendo che circa 2000 di queste bombe sono in stato permanente di massima allerta, montate su missili pronti a essere lanciati nel giro di 15 minuti, e tenuto anche conto dei fallibili software di comando, controllo e comunicazione».

Ormai giunti al terzo anniversario della catastrofe di Fukushima, piuttosto che prevenire e trarre insegnamento dagli eventi, nel nostro Paese si ammodernano le B61, bombe atomiche statunitensi, nelle basi Usa di Ghedi e Aviano e si acquistano e perfezionano gli F35, aerei militari atti al trasporto delle bombe nucleari.

La presenza dello smisurato arsenale nucleare nel mondo è certamente il più grave pericolo per la sopravvivenza dell’umanità, perché arma di annientamento e sterminio, creata dall’uomo stesso: la sua eliminazione è dunque il compito prioritario, è una lotta civile umanistica ancora prima che umanitaria perché implica l’alto ideale della tutela della specie umana, del pianeta e dell’ecosistema in cui viviamo e soprattutto del futuro dell’umanità.

(*) per sottoscrivere l’appello vai alla URL: http://www.petizioni24.com/esigiamo)

Redazione
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