L’insurrezione del wireless

di Gianluca Cicinelli

Più wireless per tutti, prometteva tre anni fa la campagna elettorale del centrosinistra per la Provincia di Roma. Che uno pensa che magari non è l’aspirazione del popolo, meglio una brioche ma sono gusti, però è una proposta utile. Al punto che chi l’ha fatta è stato eletto e, nella debacle del sistema capitolino di potere veltronian rutelliano, Nicola Zingaretti è risultato l’unico sopravvissuto, circondato da Alemanno al  Comune e dalla Polverini alla Regione.
A lungo i manifesti della Provincia hanno celebrato l’avvenimento. Entro l’anno compiremo il miracolo, annunciavano i primi. Stiamo lavorando per connettervi, precisavano poi. Infine un giorno, alcuni sostengono di ricordare che il sole brillasse alto nel cielo, ci siamo svegliati nell’era digitale del centrosinistra: da oggi tutta la Provincia ha la connessione wireless. A casa mia siamo gente sobria, ma una lacrimuccia c’è scappata: non avremo un’idea di quale futuro proporre, ci siamo detti amari, abbiamo perso anche le elezioni condominiali, constatammo lucidamente, stiamo sulle palle a mezza Italia, riflettemmo corrucciati, ma il nostro cazzo di wireless nella Provincia di Roma ce lo siamo conquistato e indietro non si torna, viva Mao, viva Lenin, viva Zingaretti.

Ho un amico che è uno scroccone compulsivo. Non è cattivo, non avrebbe bisogno materiale, ma ha cominciato fingendosi eccentrico e ha finito col diventare uno di quei fissati, visti dagli altri come socialmente pericolosi, che praticano, oltre a teorizzare, una vita eco sostenibile. Lui ha in casa quattro buste della mondezza, carta e vetro, alluminio, plastica, e altro, che a voi potrà sembrare banale, ma per chi vive a Roma rappresentano la più alta e raffinata forma di vita intelligente in un’abitazione. Quando ceniamo da lui noi amici usiamo solitamente la busta con scritto “altro” per liberarci delle nostre barre di uranio radioattivo accumulate nella settimana, questo per dire quanto è ospitale. Però di pagare venti euro al mese per l’adsl proprio non gli va giù al mio amico, che di notte, liberatosi di noi amici e dopo aver riammucchiato tutta la mondezza in un’unica busta più facile da trascinare fino al secchione, esce in cerca di connessione. Ecco, adesso non fate le battute solo perchè è la città dove girano Marrazzo e Berlusconi: la connessione che lui cerca non è a pagamento e soprattutto è virtuale.

Con il tempo il mio amico è diventato il più grande testatore vivente, nonchè l’unico, del potente sistema wireless della Provincia di Roma. Noi tutti saremmo anche disposti ad ospitarlo a turno nelle nostre case, ma lui non riesce più a rinunciare al brivido di una corsa in macchina in piena notte, a fari accesi nonostante Mogol, verso la connessione con i bytes lontani nell’universo. Prende il suo Mac e vola felice inghiottito dalle oscurità romane, indossando, ahinoi, un impermeabile sgualcito e poco rassicurante, sale in macchina e come un rabdomante, guidato dalle barre che individuano la presenza di un segnale wireless sul suo portatile, va in verca di cenni di vita digitale nella capitale. Alla fine è costretto a fermarsi da tre anni in un unico punto: davanti all’Auditorium. Quella zona, nel vecchio villaggio olimpico che ospitò i giochi di Roma ’60, ad altissima densità di nostalgici veltroniani, ma anche la zona a più alta densità di prostituzione transessuale, è l’unica, parliamo di un chilometro quadrato, dove si possa trovare una connessione gratuita wireless della Provincia. Ce ne sarebbe anche un’altra veramente, all’interno di Villa Borghese, deve essere sfuggita al controllo, però non abbiamo avuto la forza di dirlo al nostro amico perchè non si può entrare in macchina a villa Borghese e lui, pur cultore dell’eco sostenibilità, è un maledetto ciccione e a piedi non muove nemmeno un passo.

Così la mattina, dopo una notte in cui incontra altri utenti gratuiti del pubblico wireless in libera provincia nel parcheggio dell’Auditorium, torna a casa con le borse sotto gli occhi, la faccia scavata e la barba sfatta, ma soddisfatto di aver digitato bene e digitato tutto. Spesso va direttamente al lavoro, dove ha un pc da tavolo, ma quella sensazione orgasmica che gli procura il brivido della connessione gratuita notturna non gliela restituirebbe nemmeno il super computer della Nasa. Con lui abbiamo fatto il giro di tutti e diciannove i municipi di Roma ricavandone sempre lo stesso risultato certificato dal segnale sul computer: Auditorium, un chilometro quadrato, e area circolare adiacente la Casa del Cinema all’interno di villa Borghese, duecento metri quadrati, sono gli unici punti a Roma in cui funziona il wireless gratuito della Provincia. Ci siamo spinti anche fuori Roma in direzione sud: nessun segnale ad Ariccia, segnale di un’altra rete pubblica ma non della provincia verso Vetralla, un piccolo segnale nei dintorni di Genzano e poi più niente fino a Velletri.

Se non fosse senza fili questa connessione ce la saremmo legata al dito, soprattutto perchè a quanto risulta nessuno si è mai lamentato, tale è l’ignoranza della maggior parte della gente sui pc, sul wireless e, soprattutto,  su se esiste e cosa faccia la Provincia. Insomma sono stati spesi molti ma molti milioni di euro per questo progetto ma i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Così siamo rimasti sorpresi due sere fa quando è apparso in televisione un certo Parisi, presidente di Assotelecomunicazioni-Asstel di Confindustria ed ex amministratore delegato di Fastweb che ha attaccato duramente Zingaretti: “la propaganda di Internet gratis assomiglia a un esercizio demagogico, una vera e propria concorrenza sleale che vorrebbe statalizzare uno degli interventi di natura più decisamente privata.”, ha tuonato da non so più quale canale. Pensavamo che anche lui si era ridotto come il nostro amico di notte con un impermeabile ad elemosinare connessione all’auditorium, ma dalla risposta senza esitazioni di Zingaretti abbiamo capito che due su tre dei presenti, noi eravamo i terzi, mentivano: “Portiamo il Web libero, gratuito e accessibile a tutti nei luoghi pubblici”, è stata la secca replica del compagno presidente della Provincia di Roma, fiero come fosse stato Trotzkij dopo aver ridotto al silenzio le Armate bianche

Quindi, riassumendo, adesso noi dovremmo difendere Zingaretti e la sua lotta determinata per una connessione democratica contro gli squali che vogliono trasformare in mercato il diritto di ciascuno alla connessione. Allora facciamo così: ci colleghiamo alla rete privata spendendo i nostri ultimi soldini, perchè solo così potremo stare connessi a qualcosa, e da lì potremo veicolare la nostra battaglia per il diritto a una connessione gratuita per tutti. Che bel controsenso, che paradossale contraddizione. Chissà perchè, ma continuo a vederci una splendida metafora dell’incapacità complessiva del centrosinistra ad essere credibile, ad essere efficace, ad essere qualcosa.

ciuoti

4 commenti

  • Il centrosinistra è “qualcosa”, è complice…

  • Mi sono cliccato da solo “mi piace” su questo post ,per sbaglio, che è un po’ antiestetico. Rimedierò chiedendomi l’amicizia su facebook e rifiutandomela.

  • mi son divertito molto a leggere sta storia del uairless a la vaccinara. l’amico di ciuti somiglia a un amico mio napoletano che ai primi ottanta, a milano, quando gli chiedevi un passaggio in machina ti toccava stare in giro mezza giornata con lui perchè, col suo cellulare da mezzo chilo di ferraglia doveva beccare la casa giusta: dove qualcuno ci aveva il telefono cordless dimenticato aceso, x infilarsi nella linea sua e telefonare a sbafo a mamma e papà pr le sue belle orette. non siamo più amici da un pezzo

  • Sai Pabuda che la cosa curiosa è che pure io non sono più amico da un pezzo di questo tizio dell’articolo? E’ di quelli che hanno il bancomat alla banca Sella, uno sportello solo in tutta Roma, e per non dare la soddisfazione alla sua banca di addebitargli un euro prendendo i soldi dallo sportello di un altro istituto, spende dieci euro di benzina per prelevare solo lì. Potremmo farli incontrare e osservarli per un mesetto, ci uscirebbero decine di racconti!!!! Ti leggo sempre con piacere, ciao.

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