I poteri forti di Cesena – 1: Germano Lucchi

di Davide Fabbri (*)

Dal 15 agosto, nella mia bacheca e pagina facebook, troverete ogni giorno una puntata dedicata ai “poteri forti” di Cesena, quelli che condizionano pesantemente le scelte politiche e territoriali della nostra città.
Il primo numero parte con un autentico “numero uno” della finanza, dell’economia, delle banche, della politica a Cesena: GERMANO LUCCHI, nato il 29. 04.1936, commercialista di 78 anni, democristiano perfetto, un fantastico uomo d’affari con in mano 216 società (nelle foto trovate un primo elenco), amico di tutti i politici di potere, dalla destra, al centro, alla pseudo-sinistra del Pd.

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Guardate – qui sotto – una delle foto che ho pubblicato: è l’insegna affissa in via Uberti 14 a Cesena, sede dello studio commercialista Lucchi-Gentili, a cui fanno riferimento una miriade di società che fanno capo al nostro Germano Lucchi.
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Una domanda dovrebbe sorgere spontanea: come è possibile che il Germano Lucchi (per tanti anni presidente sia della banca che della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena) possa essere in società col Gabriele Gentili (di Comunione e Liberazione), figlio di Adriano Gentili, direttore generale della Cassa di Risparmio? Nessun conflitto d’interesse nell’accedere a finanziamenti diretti o indiretti della Cassa di Risparmio di Cesena?
Germano Lucchi da sempre è uomo d’affari nel settore immobiliare della speculazione edilizia (nell’ultimo Prg 2000 del Comune di Cesena una marea di aree agricole intestate a Lucchi o a sue società sono diventate edificabili) e ultimamente si è buttato a capofitto – con insuccessi economici – nel settore speculativo della produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto nell’eolico da business industriale in Sardegna e Puglia, affari economici nel settore “pseudo-ecologista” assistito da finanziamenti dello Stato.
Ultimamente – proprio quest’anno – Germano Lucchi è caduto un po’ in disgrazie: è stato scaricato dai soci in affari Francesco e Flavio Amadori, proprio per brutte vicende sulle società legate all’energia (Lucchi deteneva il 10% delle azioni del Gruppo Amadori) e non è più presidente della banca più importante e influente della città: la Cassa di Risparmio di Cesena. Nel lontano 1992 Lucchi venne nominato per la prima volta presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, restò per nove lunghi anni, poi fece altri tredici lunghi anni come presidente prima di Unibanca e poi della Cassa di Risparmio di Cesena.
Negli affari del settore delle energie rinnovabili, Germano Lucchi è stato appunto in società con il Gruppo Amadori e con gli imprenditori forlivesi Alessandro Fornari e Fabio Porcellini, rinviati a giudizio per l’inchiesta giudiziaria sull’organizzazione segreta P3 di Denis Verdini, Flavio Carboni e Marcello Dell’Utri.

Alessandro Fornari e Fabio Porcellini – si legge nell’avviso di chiusura indagine dei pm Capaldo e Sabelli – «partecipavano all’associazione P3 fornendo il sostegno economico diretto a finanziare il sodalizio e i suoi membri e necessario, fra l’altro, a realizzare il piano industriale di intervento nel settore delle energie rinnovabili e a creare la provvista destinata alla corruzione dei pubblici funzionari e ai finanziamenti illeciti in favore di membri del Parlamento; ciò facevano versando ripetutamente a Flavio Carboni, a Denis Verdini e a Marcello Dell’Utri somme ingenti di denaro, quantificabili complessivamente in oltre 6 milioni di euro che prelevavano dalle casse di società da loro gestite».
Nello stesso fascicolo della magistratura si leggono cose molto interessanti: «Il 19 luglio 2009 Flavio Carboni parla con il commercialista di Forlì Fabio Porcellini, inserito con incarichi diversi in numerose società e suo stretto collaboratore. Che al momento della conversazione è in compagnia di tale Sandro, ergo, Alessandro Fornari, presentato come “suo suocero”. Oggetto del discorso: le società in via di acquisizione o di costituzione per la gestione dell’affare energia pulita in Sardegna. “Bisogna creare una società vuota” spiega Sandro “che l’abbiamo già in cui dentro confluiscono dei soci che vogliamo noi”. Meglio detto dei prestanome; intervengono i Carabinieri, che trascrivono le parti d’interesse della conversazione. “Come si chiama la nostra società del Gruppo Amadori, quella?” chiede Carboni e Porcellini risponde: “Fortore” alludendo alla Fortore energia spa con sede legale a Foggia che annovera tra i consiglieri delegati Germano Lucchi di Cesena, presidente di Unibanca spa, la holding a cui fa capo la Cassa di Risparmio di Cesena e Fondazioni di altre Carisp romagnole. Tra i soci del gruppo Fortore, all’interno della Holding Fortore Energia srl, c’è proprio il gruppo Amadori che comprende la “Amadori Finanziaria Spa” (consigliere: Germano Lucchi) e la “Agricola Amadori Spa” (sindaco effettivo: Germano Lucchi), quella dei polli. Discutendo fra loro Carboni, Porcellini e Sandro cercano di ricordare il nome del dirigente della Fortore, ma la cosa è irrilevante: “Chi comanda – concludono i primi due – è Germano Lucchi”, “che ha il 50%, che è nostro socio anche in Slovacchia e ovunque”. Carboni aggiunge: “Anche a Bucarest”. Germano Lucchi non è indagato ma su di lui gli interlocutori sembrano essere ben informati: “Ha il 10% del gruppo Amadori” prosegue Porcellini che aggiunge: “Più più più c’è anche Amadori ecco dentro…” e Carboni rafforza: “E c’è Amadori dentro”. Il discorso prosegue e gli interlocutori fanno la conta delle società già pronte. Porcellini annuncia: “Quelle vuote nuove” sono “tre” e “poi dopo noi abbiamo Puglia, Energeol”. Più avanti Sandro precisa: “Noi abbiamo tre società in cui abbiamo una è l’Idroromagna, poi Puglia Energia e l’altra Energeol”…». (Cesena, 15 agosto 2014)

(*) Mi pare che Davide Fabbri – persona che conosco da molti anni e stimo – abbia fatto un ottimo lavoro e comunque (da giornalista “vecchio stile” quale sono) ho verificato tutto il “controllabile” prima di riproporre in blog questa prima puntata. E conto di pubblicare tutte le altre puntate in blog, magari non al ritmo quotidiano perché il blog ha inevitabilmente altri tempi… Al di là della fotografia mooooooolto interessante che ne esce di Cesena (e non solo) mi pare che il lavoro di Fabbri sia prezioso anche come indicazione di metodo. Da tempo in Italia si ragiona di povertà (vecchie e nuove) più che di ricchezze (antiche e recenti) dimenticando che le seconde vivono delle prime e quasi sempre ne sono la causa: al di là dei reati – che restano ovviamente ipotizzati fino a che non ci sia una sentenza della magistratura – è questo il nodo importante per capire una società, eppure viene volutamente dimenticato dai media presunti grandi e dalla “politica” di partiti, portaborse e leccaculi vari. Da tempo in Italia si discute di povertà (vecchie e nuove) più che di ricchezze (antiche e recenti) dimenticando che la seconda vive della prima e quasi sempre ne è la causa: al di là dei reati – ovviamente ipotizzati fino a che non ci sia una sentenza dell magistratura – è questo il nodo importante per capire una società ma viene volutamente dimenticato dai media presunti grandi e dalla “politica” di partiti e portaborse. (daniele barbieri)

 

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