Jorge Luis Borges: «Il Sud»

71esimo appuntamento con “la cicala del sabato” (*)

IL SUD

Da un tuo cortile aver guardato

le antiche stelle,

dalla panchina in ombra aver guardato

quelle luci disperse

che non so ancora chiamare per nome

né ordinare in costellazioni,

aver sentito il cerchio d’acqua

nel segreto pozzo,

l’odore del gelsomino e della madreselva,

il silenzioso uccello addormentato,

la volta dell’androne, l’umido

forse son queste cose la poesia.

[da «Fervore di Buenos Aires», traduzione di Tommaso Scarano]

EL SUR

Desde uno de tus patios haber mirado

las antiguas estrellas,

desde el banco de sombra haber mirado

esas luces dispersas,

que mi ignorancia no ha aprendido a nombrar

ni a ordenar en constelaciones,

haber sentido el círculo del agua

en el secreto aljibe,

el olor del jazmín y la madreselva,

el silencio del pájaro dormido,

el arco del zaguán, la humedad

esas cosas, acaso, son el poema.

(*) Ricordo che qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, codesta cicala da tempo – da 15 anni – invia ad amiche/amici per 3 o 4 giorni alla settimana i versi che le piacciono; immaginate che gioia far tardi la sera oppure risvegliarsi al mattino trovando una poesia. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana fra le ultime poesie che ha inviato quella da regalare alla “bottega” e io posto. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni. Ma ora mi assale un dubbio: talvolta le “cicale” vanno in ferie? Chiederò a chi sa di zoologia e versi. In ogni modo a presto ritrovarsi. (db)

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