La distruzione della sanità pubblica in Italia
Le questioni maggiormente lamentate dai cittadini utenti del Servizio Sanitario Nazionale della ASL di Lucca, oltre che dai gravi disagi al pronto soccorso, dalla mancanza di posti letto per i ricoveri ospedalieri , con persone anziane che devono aspettare giorni su una barella, anche dai lunghissimi tempi di attesa per ottenere visite specialistiche o esami diagnostici.
Le soluzioni privatistiche ed integrative sono quelle desiderate del circuito politico-affaristico padronale che governa il Paese , “nutrito dal grande dimagrimento di risorse , con il taglio di 37,5 miliardi effettuate dai governi negli ultimi 17 anni.- Dal 2000 al 2021 , la spesa sanitaria italiana in rapporto con il PIL , è stata ogni anno del 2,8%, rispetto al 5,6% degli altri Paesi UE, (il 50% in meno) e per metterci in linea con gli altri Paesi dell’Europa e garantire livelli di cura accettabili, servirebbero 10 miliardi l’anno per i prossimi 5 anni , mentre il governo della Meloni per il 2023 ha destinato alla sanità pubblica 1,9 miliardi di cui 1,4 verranno utilizzati non per motivi di santà ma per compensare l’aumento del gas e della luce e solo 500 milioni per la sanità.
- Per riequilibrare le carenze di organici , dovrebbero essere assunti 15.000 medici ogni anno per i prossimi 10 anni e 80.000 infermieri, per riallinearci agli altri Paesi EU, con una spesa ulteriore di 30,5 miliardi.
- Gli stipendi degli infermieri in Italia sono inferiori del 40% rispetto agli altri Paesi Europei e quelli dei medici di circa il 6% in meno… e per colmare questa misura sarebbero necessari ulteriori 86 miliardi di euro.
- La media Europea del finanziamento della sanità pubblica è dell’83% mentre in Italia arriva al 75%e con la conseguenza che nel nostro Paese aumenta la sanità privata con una spesa media di 1.800 euro l’anno per nucleo familiare utilizzati per esami, visite specialistiche, farmaci non mutuabili.
- In Italia circa un milione di nuclei familiari si impoveriscono a causa delle spese sanitarie e molti di loro finiscono per non curarsi.
- L’Italia spende un settimo di quanto sarebbe necessario. Quello che servirebbe per mantenere un servizio Nazionale pubblico Universalistico , oltre ai 10 miliardi l’anno per 5 anni al fine di recuperare i ritardi dovuti ai tagli degli anni passati (dal 2020 ad oggi) sono necessari ulteriori 5 miliardi l’anno e senza i fondi necessari, non sarà possibile mantenere una sanità pubblica universale , con il risultato di un continuo aggravamento in merito alla carenza di personale medico, infermieristico, specialistico, strutturale, riducendo le prestazioni con una sanità ridimensionata in modo selettivo senza più equità di accesso e qualità.
Come già detto il governo ha ridotto la spesa sanitaria a meno del 50% di quanto ha speso nella finanziaria l’ultimo governo Draghi.
Il governo con il ministro Schillaci , anziché assumere gli organici necessari, sta pensando di fare una legge per fare rimanere in servizio tutti i medici occupati fino a 72 anni su base volontaria.
Si appresta ad effettuare le autonomie differenziate delle regioni costruendo 21 piccoli “Feudi” . Staterelli i quali procederanno a disgregare e distruggere la Sanità Pubblica e la Scuola pubblica a vantaggio delle cliniche private e dei più ricchi. Infatti l’Autonomia Differenziata alle Regioni, definita dal governo di destra, con l’art. 3 del testo di legge (LEP ), predispone per ogni regione i livelli essenziali delle prestazioni, ma i livelli non saranno tutti identici in quanto viene subito falsato dal fatto che nello stesso testo si aggiunge che comunque ogni regione , in più al LEP, può spendere risorse proprie facendo di fatto decadere il “concetto” di solidarietà tra regioni ricche e regioni povere, con una sanità che sarà diversa e più “strimizzita” soprattutto al SUD.
In base a quanto sopra si deduce quindi, che le regioni con un gettito fiscale più alto, come quelle del Nord, potranno spendere le loro risorse solo per le popolazioni locali, non solo senza più solidarietà verso le regioni più povere del Sud, ma non ci sarebbe più l’obbligo di non contrastare l’interesse generale dello Stato , con buona pace di chi ha votato Salvini/Meloni/Berlusconi, nelle ultime elezioni .
Ma quello che sta avvenendo di altrettanto grave è lo sviluppo della sanità “integrativa” nei rinnovi dei CCNL Contratti Nazionali di Lavoro, con la complicità delle OO.SS. di categoria.
È un Fondo a contribuzione definita: i contributi, quelli a carico del lavoratore e quelli a carico del datore di lavoro, stabiliti dalla contrattazione collettiva.