Laura Bassi che vide in faccia Minerva

O, se preferite un bel titolo polemico, «1732, l’utero entra all’università»  

Pochi mesi prima, il Collegio «dei dottori leggisti» di Bologna aveva rifiutato a una ragazza la laurea in legge. Ma il 17 aprile 1732 con Laura Bassi la “dotta” si arrende e per la prima volta una donna è ammessa nelle aule accademiche.

Bologna celebra con molte iniziative, fra cui una bella mostra, il terzo centenario (31 ottobre 1711) della nascita di Laura Bassi.

Figlia di un avvocato, studiò privatamente (le donne non erano ammesse all’università). Non solo si laureò in Biologia e Filosofia ed entrò a far parte della Accademia delle scienze ma fu la prima donna in Europa a diventare «professora e filosofessa» – questi i termini dell’epoca – nell’università. Ma soltanto nel 1776, poco prima della morte, le fu conferita la cattedra.

Si sposò con Giuseppe Veratti ed ebbe 8 figli: altro scandalo perché all’epoca le poche donne “studiose” erano destinate alla clausura. Con il marito divise passioni scientifiche e una vita fra impegno intellettuale e clamore permanente.

Fino al 13 novembre 2011 la sua città la ricorda con la mostra «Laura Bassi e le altre filosofesse di Bologna. Nelle vetrine si nota una medaglia d’epoca a lei dedicata: «L’unica donna che ha potuto vedere in faccia Minerva, la sapienza». Pensandoci bene è un gran complimento a lei e un insulto a tutte le altre. Comunque lei non si accontentò del ruolo di «Minerva bolognese». Si gettò nel dibattito culturale re scientifico europeo (fra Voltaire, Beccaria e Volta) e ricercò in molti campi: mareee, gas, astronomia, elettricità, microscopi, calcolo integrale… Fu anche «disputante» alla funzione anatomica pubblica, una sorta di duello scientifico davanti a professori e studenti (tutti maschi appunto).

I suoi funerali furono davvero di popolo perché evidentemente una parte della città molto l’amò. Non tutti però. Trattati e poemi con titoli come «Le dottoresse ignoranti» o «Disgrazie di donna Urania» avevano lei nel mirino. Fra il 1771 e il ’72 si svolse a Bologna persino «la disputa sull’utero pensante» a partire da un libretto del medico Petronio Zecchino dove si sosteneva (ed era teoria diffusa) la dipendenza dell’intelletto femminile «dai movimenti dell’utero» e perciò «la necessità di una guida maschile per le donne».

In questo senso il manifesto che pubblicizza le iniziative per ricordarla è un capolavoro di ironia: in primo piano c’è il viso di Laura Bassi ma sotto la gonna è visibile il “teatrino” accademico riunito. Nei locali della mostra è possibile vedere anche spezzoni di «Laura Bassi, una vita straordinaria», un bel documentario di Enza Negroni. Ci sarà poi il convegno internazionale «Donne docenti. L’eredità di Laura Bassi» (all’università bolognese) e il seminario interdisciplinare «Mettere il genere in agenda» (san Filippo Neri).

Oggi un cratere su Venere porta il suo nome mentre a Bologna le sono intitolate una scuola e una via (altrove non risulta). Ma davvero, nell’anno a lei dedicato, almeno chi abita a Bologna la conosce? Piccolo test: 10 fra studenti e studentesse in zona universitaria, a casaccio. «Conoscete Laura Bassi? E Lazzaro Spallanzani?». Solo due dei 10 hanno idea di chi fosse lei, mentre 5 sanno qualcosa del suo allievo cioè Spallanzani. Se Minerva era ed è donna sembra che l’informazione tuttora circoli pochino.

NOTA PER COLLEGARE 1711 e… 2013

La «scor-data» di Valentina Bazzarin (cfr in blog il 16 aprile 2013) mi ha fatto tornare alla memoria questo appunto che avevo scritto – e si era perso chissà dove – per il 31 ottobre 2011 cioè per i 200 anni dalla nascita di Laura Bassi e le relative iniziative a Bologna per ricordarla. Già che ci sono lo posto qui (db)

 

Valentina Bazzarin
Valentina Bazzarin lavora stabilmente come ricercatrice precaria (assegnista) all'Università di Bologna sin dal 2009, anno in cui ha ottenuto il Dottorato in Psicologia Generale e Clinica. Collabora in maniera saltuaria con la Bottega e con il Barbieri, scrivendo e descrivendo quel che vede e pensa durante i suoi numerosi viaggi.

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