L’eredità di Manzoni

susanna sinigaglia

L’eredità di Manzoni

con

Lella Costa

Regia

Serena Sinigaglia

È stata un’iniziativa divertente e originale quella proposta dal Teatro Carcano la prima settimana di dicembre: il “quiz show” su I promessi sposi – genesi dell’opera, trama e personaggi – e sulla vita di Alessandro Manzoni di cui si celebra quest’anno il 240° anniversario della nascita, il 1785. Del quiz sono stati protagoniste due squadre di spettatori, sei ciascuna, che si sono candidati i giorni precedenti, ogni sera due squadre

diverse. Erano dotate di un pulsantone da azionare per avere la precedenza nella risposta: uno che – premuto – emetteva un suono simile a un nitrito mentre l’altro abbaiava. A ogni risposta esatta veniva assegnato un punto e, naturalmente, vinceva la squadra che si fosse aggiudicata il punteggio più alto. A un certo punto, l’attrice-conduttrice ha coinvolto anche il pubblico in sala rivolgendogli alcune domande e invitandolo a scegliere fra una rosa di possibili risposte per alzata di mano.

È stato uno spassoso ed emozionante ripasso collettivo del romanzo studiato nelle aule scolastiche e poi magari ripreso in età adulta, come per esempio capitava a mio padre che continuò a rileggerlo per tutta la vita.

Così sono sfilate davanti ai nostri occhi le immagini di personaggi indimenticabili: Renzo e Lucia naturalmente, Agnese, Don Abbondio e Don Rodrigo, la Perpetua, Fra’ Cristoforo, i bravacci, la monaca di Monza,Pedro e Don Ferrante, il temibile Innominato, il cardinal Borromeo… e poi la folla.

 

I personaggi sono presentati con pochi tratti ma essenziali e li si può anche scorgere sotto una luce diversa da come li avevamo considerati la prima volta; per esempio la Perpetua

che, viene sottolineato, suggerisce a Don Abbondio, non ascoltata, l’unica scelta per lui sensata: denunciare alla pubblica autorità la macchinazione di Don Rodrigo.

Lella Costa evidenzia come appaiano meschini, arroganti o pusillanimi i personaggi maschili e quanto coraggiosi e nobili i personaggi femminili pur con le loro fragilità. Ricorda le frasi celebri che sono entrate nel nostro linguaggio abituale: Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai; Carneade! Chi era costui? E la sventurata rispose; Il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare; Adelante Pedro, con juicio… E a proposito dei capponi che Renzo porta all’avvocato Azzeccagarbugli per convincerlo a patrocinare la sua causa …quelle povere bestie… s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.

Lo spettacolo si srotola fra domande cui devono rispondere le squadre e la lettura, da parte della sempre bravissima e simpaticissima Lella Costa, dei passaggi più famosi del romanzo come lo struggente “Addio ai monti” di Lucia, quando deve abbandonare il paese

natio diretta in luoghi sconosciuti, o la scena altamente drammatica della peste a Milano, con “la madre di Cecilia” che scende le scale portando in braccio la sua bambina morta

per consegnarla al carro dei monatti: brani indimenticabili!

Alla fine è risultata vincente la squadra che all’inizio aveva accumulato il punteggio più basso, ma con una sorprendente rimonta si è poi aggiudicata la vittoria e il meritato premio. Anche se, come si è osservato, il premio per entrambe le squadre consisteva già nella semplice partecipazione al gioco…

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