Mail-art contro i razzismi

«Voci del verbo essere: siamo cittadini italiani»: un progetto di Patrizia Baldini per dare voce ai “nuovi” e “vecchi” italiani  

Il presente progetto (qui sintetizzato) rientra nelle attività di tirocinio previste dalla Scuola di formazione in Arteterapia della Pro Civitate Christiana di Assisi.

In Italia il diritto per ottenere la cittadinanza segue la logica dello ius sanguinis, cioè il bambino che nasce in Italia diviene, di fatto e di diritto, cittadino del Paese originario dei genitori. Lo ius sanguinis, secondo la legge 92 del 1992, è l’unico mezzo di acquisto della cittadinanza a seguito della nascita, mentre l’acquisto della cittadinanza per ius soli rimane limitato ai figli di ignoti e apolidi.

La cittadinanza italiana si ottiene al compimento del 18mo anno di età e deve essere richiesta entro un anno.

Le distorsioni che scaturiscono da questa normativa sono evidenti:

  • i bambini figli di migranti acquisiscono la cittadinanza di Paesi che, spesso, sono a loro estranei. Essi infatti non solo vengono al mondo in Italia, ma qui crescono, vanno a scuola, hanno amici, parlano la lingua, ne acquisiscono la cultura. Sono di fatto apolidi, non potendo riconoscersi nel Paese del quale sono cittadini, e non essendo cittadini del Paese nel quale percorrono la loro strada.

  • Il bambino figlio di migranti è da considerare una ricchezza per il nostro Paese, in quanto apporta le proprie radici di origine dentro la cultura autoctona, creando in questo modo intercultura. Per questo motivo è una contraddizione considerarlo “straniero”

  • L’interazione tra nuovi e vecchi cittadini è sicuramente più agevole se parte della famiglia (i figli) è già “in diritto” e non soltanto “di fatto” cittadina italiana.

Nello scorso anno 2011 diverse reti di soggetti facenti parte del movimento «L’Italia sono anch’io» hanno promosso una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata alla trasformazione dello status derivante dallo ius sanguinis in cittadinanza acquisita per ius soli.

Lo ius soli fa riferimento alla nascita sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori. Secondo questo criterio il bambino nato in Italia ne diverrebbe cittadino originario

La presente idea vuole continuare l’opera di sensibilizzazione al problema del diritto di cittadinanza ai bambini di seconda generazione, integrandosi nelle iniziative già attuate in passato e incentivando la visibilità dei cittadini “invisibili” presso la cittadinanza autoctona e presso le istituzioni.

  • stimolare l’opinione pubblica sul tema del diritto di cittadinanza

  • approfondire, direttamente con i migranti, ma anche con i cittadini nativi, le problematiche incontrate dai loro figli e dalle famiglie nel quotidiano, a causa di questo diritto mancato.

E più nello specifico:

  • Stimolare l’acquisizione di strumenti per le famiglie di migranti con figli nati in Italia. (I bambini figli di immigrati sono di fatto apolidi: sono considerati cittadini del Paese di origine dei genitori quando, molto spesso, non vi sono mai stati, ma non sono cittadini italiani, pur avendo sempre vissuto in questo Paese).

Il progetto viene inserito all’interno di progetti esistenti di organizzazioni non profit, che avranno inoltre la possibilità di partecipare a selezioni e bandi pubblici per il finanziamento.

L’individuazione delle organizzazioni partner avviene tramite conoscenza diretta, tra quelle, in diverse città italiane, già impegnate sul tema del diritto di cittadinanza.

La mail art è una tecnica di manifestazione delle proprie opinioni attraverso la produzione cartacea di cartoline e/o lettere artistiche, illustrate e/o scritte e successivamente materialmente spedite ad un destinatario finale.

Verranno utilizzati materiali di riciclo, colori, colle, cartoncini. Attraverso attività di questo tipo:

  • realizzazione di laboratori di mail art, duranti i quali, dopo un momento di discussione e sensibilizzazione al tema, verranno prodotte cartoline e lettere artistiche sul tema oggetto del progetto

  • raccolta, attraverso la promozione via internet, anche a mezzo social networks, di cartoline e lettere prodotte “a distanza”

  • realizzazione di iniziative pubbliche e mostre fotografiche dei prodotti realizzati

  • spedizione di tutte le cartoline e lettere al Presidente della Repubblica

I laboratori verranno realizzati in organizzazioni, eventi, scuole di alcune città italiane, fra cui le province di Modena, Milano e Perugia con inizio aprile 2013 e termine marzo/aprile 2014. Sono in corso di individuazione organizzazioni di altre province.

  • Tutti gli elaborati verranno esposti in occasione di alcune mostre in varie città italiane

  • verrà data comunicazione delle iniziative attraverso i media.

Su baldini.montale@gmail.com potete contattare l’autrice.

Redazione
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