Metal Hurlant 4 – Uno sciopero del ’70

 

Fiutando il vento di carbone, sale e ruggine
della fabbrica d’acciaio in riva al mare
scrutavi nuvole invisibili
alla tua porzione di cielo da suburbio
così alla cura del sole rubavi panni ancora umidi
– c’è puzza, pioverà
Ti chiedevo di quei cori dal fiume tutto blu
e di striscioni rossi
all’epico vociare dei mille caschi gialli
tra quinte di vili serrande già socchiuse
Tu – sciopero – affermavi
– sciopero – e tacevi
Mi era campetto il balcone lungo
e alto sugli operai
il Brasile troppo forte
un ghiacciolo venti lire
 
Madre mia
quale compenso da insonni ricordi
se non il giudizio di giorni svenduti
la muta condanna di spenti talenti
Io manutentore di sogni stanchi
accartoccio origami di rabbia
Il mio provvisorio cadavere
brama la piena del fiume

.

.

poesia di Luigi Di Costanzo

 

Clelia

3 commenti

  • Giuliano Bugani

    Bella. Un abbraccio. Giuliano.

  • Quando la rabbia sale.
    Quanto mi sia piaciuta non te lo avevo ancora detto. Chissà perchè a volte sembra tutto scontato.
    Grazie, Gino.

    c.

  • – Grazie mille, Giuliano.
    Mio padre, entrambi i nonni e tre zii, tutti operai dell’Italsider di Bagnoli, tutti scomparsi prima di vedere questo scempio… ma dovrà finire, finirà.
    Domani questo modesto architetto sarà in piazza a Pomigliano, malgrado la cgil…

    – Socia mia, noi ci leggiamo dentro… 🙂

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