Norvegia: non sacrificate il territorio mapuche

Su avaaz.org la petizione per imporre a Statkraft di sospendere immediatamente le sue attività che inonderebbero il territorio Mapuche sul sacro fiume Pilmaiquén e di rispettare i diritti degli indigeni, inclusi i diritti al consenso libero, preventivo e informato, al coinvolgimento trasparente e alla responsabilità

Foto: Pablo E. Piovano

 

Il gigante energetico norvegese mira a realizzare un progetto idroelettrico nel cuore del territorio più sacro del popolo Mapuche, minacciando di sommergerlo da un momento all’altro.

La guida spirituale più stimata dalla comunità Mapuche, Millaray Huichalaf, spiega che il Pilmaiquén non è semplicemente un fiume, ma una parte integrante del territorio sacro della comunità: un luogo dove da generazioni i Mapuche mantengono un legame profondo con i propri antenati.

Millaray e i Mapuche Williche si oppongono da anni a questo progetto e sono già riusciti a raggiungere un risultato straordinario: obbligare Statkraft a rinunciare a una precedente diga e a restituire le terre ancestrali sottratte.

Ora puntano ancora più in alto, portando la loro battaglia direttamente in Norvegia con un ricorso legale che richiede al governo norvegese di rispettare i propri impegni in materia di diritti umani.

La Statkraft è un’entità interamente statale, quindi la pressione pubblica sui leader norvegesi potrebbe fermare il progetto rendendolo politicamente troppo costoso da portare a termine. Se saremo migliaia a sostenere Machi Millaray oggi, potremo fermare i lavori prima che l’inondazione sia irreversibile.

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