Pd e candidature dei “nuovi italiani”

di Cècile Kyenge (*)
Le candidature dei nuovi italiani che il Pd ha deciso di portare in Parlamento sono frutto di un percorso politico all’interno di un partito che ha fatto una scelta ben precisa, relativa alla valorizzazione del capitale umano dei migranti, alla partecipazione dei cittadini di origine straniera intesi come risorse che possono dare al Paese nuovo dinamismo politico e nuovi punti di vista.
Questo lavoro è stato fatto all’interno di un gruppo, il Forum immigrazione nazionale del Pd con la presidenza di Livia Turco, la quale si è spesa per la nostra partecipazione democratica e attiva nel dibattito interno al partito. Il forum, composto da tutti i forum regionali e dall’associazionismo, è sempre stato aperto alle proposte di tutti ed ha organizzato incontri pubblici per raccogliere contributi e idee. Da alcuni anni ha infatti raccolto democraticamente i contributi e le proposte specifiche in tema d’immigrazione: proposte, che sono state messe ai voti e sono andate a comporre l’attuale programma sull’immigrazione adottato dal Pd nazionale e condiviso da Bersani che ha dichiarato di voler concretizzare alcuni punti specifici di queste proposte nei primi 100 giorni di governo.
In merito al razzismo, invece posso sottolineare che, benché il razzismo istituzionale sia presente in molti ambiti della nostra società, credo che il Pd – che ha presentato sia l’alternanza uomini/donne, sia nominativi di stranieri in posizioni eleggibili all’interno delle liste ­- non possa essere tacciato altro che di rispetto nei confronti di tali candidature e che intenda darvi voce e ruoli nel prossimo futuro.
Relativamente ai costi della politica ci impegniamo a rendere trasparente il costo del nostro futuro operato in ogni sua parte comunicando inoltre la nostra attività.

(*) Su codesto blog Bozidar Stanisic aveva posto (in particolare con il post “Pd: 4 parlamentari migranti…” del 12 febbraio) alcune domande. Ecco la risposta di Cecile Kyenge che ovviamente ringrazio. Chi vuole vedere il programma di Cecile Kyenge vada suil suo sito. La discussione resta aperta, anche oltre il voto (db)

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

8 commenti

  • ottima strategia …

  • penso che la discussione debba restare aperta soprattutto dopo il voto. mi ricordo che La Turco trovò molti consensi con le sue proposte di riforme e diritti con il primo governo Prodi, se non ricordo male ne uscimmo senza uno straccio di diritto tra quelli banfati e con i campi di concentramento per stranieri senza documenti (che portano ancora il suo nome) e con l’istituzionalizzazione del precariato. Non finirò mai di ringraziare lei e quel governo per aver affossato ogni possibilità di cambiamento in Italia

  • ah, bombardammo pure la Serbia per garantirci un posto nel tavolo degli affari post guerra

  • Bozidar Stanisic

    A Cècile Kyenge:

    Sono contento che almeno uno dei 4 candidati stranieri del PD abbia deciso di rompere il silenzio sulle domande poste nella mia lettera pubblicata sul blog di DB.

    Passo subito alle cose, lasciando in parte l’odore del linguaggio della tua risposta che mi ha ricordato quello usato dai membri dei partiti comunisti dell’Est, incluso il Partito unico della mia ex patria Jugo, da tempo inesistente.

    Se siamo seri, se usiamo le proprie e non pupille della Turco (contro cui nulla di personale c’è l’ho, la sua è stata una delle prime voci pro integrazione degli immigrati; certo, li vedeva, anche nel suo libro sui nuovi italiani più come persone utili all’economia che nel complesso delle ragioni della loro presenza in Italia).

    Se siamo seri, tutti noi sappiamo che la partecipazione degli immigrati alla vita politica del paese è minima (mi fermo a questo punto, si tratta delelc ose per i convegni e per gli studi sull’immigrazione); tutti noi, se siamo seri, sappiamo che anche più di qualcuno degli immigrati “attivi” in questo campo ha capito che partecipare vuol dire seguire delle strade già tracciate, ben precise (la tua lettera, a questo punto, credo sara d’aiuto anche ai partecipanti dei master sull’immigrazione cui docenti sono più che italianissimi).

    Quindi, se siamo seri, sappiamo che i forum d’immigrazione e le consulte comunali erano e sono rimaste il polvere per gli occhi a quella minoranza degli stranieri interessata per la vita politica in Italia. Quindi, mancano i numeri nella tua risposta, cioè quanta partecipazione vera degli immigrati è stata nei forum (anche si di un solo partito).

    Se fossimo seri, si potrebbe chiedere quanto seriamente sono state prese le vostre proposte e poi, sull’Italia giusta del PD, sono risultate quelle 4-5 mezza righe.

    Se fossimo seri, si discutterebbe anche quanto razzismo strisciante c’è anche fra le righe dei pidiani (a partire dal contesto e dalla problematica inferiorita-superiorità), ma non si discutte. Il meccanismo del partito (di ogni partito) non è lontano dal come funziona la squadra di calcio, e la tua lettera mi ha aiutato abbastanza per capire meglio sto fenomeno.
    Una persona seria potrebbe esprimere meglio, quindi in modo più trasparente, che cosa farà il PD, davveroc he farà oltre a quelle 4-5 righe già nominate. E’ un segreto? Oppure un opportunismo che serve per non ondeggiare fra l’elettorato PD (che non è privo dal razzismo strisciante, cui sono più volte stato testimone, talmente speso per scrivere un libro dei documenti)?

    Una persona seria potrebbe chiedere a Bersani, Turco ed altri se intendono a proporre almeno il voto amministrativo agli immigrati con il permesso di lunga durata. Che non sono nè immaturi, nè stupidi per capire chi votare. Voi, i 4, lo farete? O chinate la testa dicendo va bene, i tempi non sono ancora maturi. (Succederà, dite a chi vi chiederà, come ne “Il deserto dei Tartari”?)
    Fate qualcosa anche per alleggerire il costo dei permessi (anche il PD ha votato il passaggio alle poste, con dei costi quadriplicati delle spese per ogni immigrato, sappiamo di cho sono le poste).

    Io voglio credere che Cecile è una persona seria, ma deve convincere (non solo me) che cosa pensa sull’ethos nella politica, ripeto di nuovo – a partire dai straguadagni degli parlamentari che mia pocchezza ritiene IMMORALI (altrochè che incidono sul costo!) oppure che dirà domani, eletto nel parlamento, quando vedrà la sua grossa busta paga? L’ho meritata, dira’ Cecile, nel paese in cui ormai milioni soffrono dell’impoverimento causato dalla crisì sì, ma pure dai centri di vari poteri? (A questo punto, con un “non capisco”, si è chiuso il mio dialogo con un giovane candidato del Sel, cioè il giovane non capiva cosa volevo dire nominando l’ethos nella politica e, in conseguenza, il come umanizzare quest’arte del possibile.)

    Se i 4 candidati del PD fossero un po’ più seri, potrebbero scrivere al ministro Riccardi almeno una lettera con la domanda che cosa pensa il governo attuale sulla questione dell’incubo della scadenza del finanziamento dell’emergenza Nord Africa, almeno per dire che non si tratta dei numeri ma di persone con il volto e il nome.

    Certo, se siamo seri, anche qcn del PD poteva rispondere se arriva un’analisi sul fare degli immigrati parlamentari sinora eletti.

    Io, gentile Cecile, vorrei credere che il tuo fare sarà diverso dal linguaggio della tua risposta. E dei dubbi c’è l’ho.

    Con saluti. E mi dispiace perchè ho un messag per ginodicostanzo che rillega il testo di Cecile.

  • Bozidar Stanisic

    per Rom Vunner:
    Potevo restare sino all’alba a scrivere la risposta a Cecile (in realtà a tutti coloro che pensano indipendentemente sulla politica, questione immigrazione inclusa).
    Un chiarimento: il gioco della scelta dei 4 credo faccia parte del iceberg delle problematiche/problemi d’immigrazione…
    E quei 5 anni di governo Prodi/D’Alema sono parte del passato solo per gli smemori.
    Si poteva fare, tanto, tanto…
    E mai analizzata bene, la vicenda si ripete con queste scelte -polvere per gli occhi di chi sta dentro la tematica immigrazione e pure con gli immigrati, ogni giorno. Ma la politica non ci vede. Ora che ci ascolti, almeno. Il resto, credo, sia la letteratura. In cui bisogna essere spietati, dire le cose, ok.

  • AGGIORNAMENTO (4 marzo 2013)
    “Il tempo di Cécile e Khalid”
    Solo due nuovi italiani entrano in Parlamento, entrambi del PD. Due candidature “vere”, premiate nonostante il porcellum…

    Continua a leggere su CORRIERE DELL’IMMIGRAZIONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.