Perché cancellare i crediti detenuti dalla Bce …

… sui Paesi della zona euro? – di Éric Toussaint, CADTM (*)

di Éric Toussaint, CADTM (*)

Da quando la pandemia del Coronavirus ha iniziato ad avere impatto in Europa, i debiti pubblici nella zona euro sono aumentati in media di circa il 20%.

Il motivo è semplice: invece di tassare l’1% più ricco e le grandi imprese come  CADTM e altri avevano chiesto (vedi la petizione: https://www.cadtm.org/Pour-une-taxe-d-urgence-Covid-19  ), i governi hanno preferito ricorrere al debito. Ciò ha creato un nuovo debito illegittimo che si è  aggiunto a quelli precedenti.

Si sarebbe dovuto tassare l’1% più ricco e le grandi imprese. Le imprese GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft) hanno fatto enormi profitti nel periodo del leck-down, le imprese della Big Pharma come Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson, Curevax, Merck, hanno fatto enormi profitti dalla pandemia vendendo vaccini e trattamenti a prezzi esorbitanti (vedi https://www. cadtm.org/Coronavirus-Common-Goods-Global-Against-Big-Pharma ), le grandi banche e i fondi d’investimento hanno anch’essi fatto enormi guadagni grazie ai sussidi statali, così come le grandi società specializzate nei combustibili fossili, come petrolio e gas.

Il rifiuto di imporre una tassa Covid ha provocato un forte aumento del debito. Il debito pubblico totale della zona euro ha raggiunto i 12.000 miliardi di euro. Tra l’inizio del 2020 e il luglio 2021, il debito è passato dall’86% del PIL della zona euro al 100%. Questa è la media. Alcuni paesi hanno un rapporto molto più alto. Il debito pubblico del Belgio e della Francia è quasi al 120% del PIL; quello della Spagna al 125%; quello del Portogallo al 140%; quello dell’Italia al 160%. Il debito pubblico della Grecia ha raggiunto il 210%, mentre nel momento peggiore della crisi del debito greco era del 180% e la Troika affermava che sarebbe sceso.

La BCE detiene una parte significativa del debito pubblico della zona euro. Nel momento in cui scriviamo, la BCE detiene più di 3.900 miliardi di euro di titoli di debiti sovran della zona euro, o più del 30% del debito totale, che, come abbiamo detto, ammonta a 12 trilioni di euro. Le cifre dettagliate per paese sono disponibili sul sito web della BCE. La BCE acquista i titoli sovrani dei paesi della zona euro attraverso due programmi: 1. il Pandemic emergency purchase programme  (PEPP) ( programma di acquisto di emergenza pandemica )e 2. il public sector purchase programme (PSPP) (programma di acquisto del settore pubblico).

Alcuni esempi: la BCE detiene circa 140 miliardi di euro del debito del Belgio, 730 miliardi di euro del debito della Francia, 360 miliardi di euro del debito della Spagna, 675 miliardi di euro del debito dell’Italia.

La BCE ha comprato i titoli in questione da banche private perché non presta direttamente agli Stati membri della zona euro.  Invece, gli stati rimborsano la BCE per i titoli che detiene.

Dal 2020, molti economisti e movimenti sociali chiedono la cancellazione dei debiti detenuti dalla BCE, si veda in particolare il manifesto firmato da più di 150 economisti europei pubblicata da vari giornali importanti nel febbraio 2021  https://www.cadtm.org/TRIBUNE-

La direzione della BCE e i governi europei hanno respinto questa proposta perché sono a favore dell’aumento del debito.

Tuttavia, la BCE può cancellare i crediti che detiene nei paesi della zona sul suo bilancio. Si tratta di un’operazione contabile che non pone alcuna difficoltà e una banca centrale non fallisce.

In un prossimo futuro, i governi e le autorità europee cambieranno il loro tono dei loro discorsi. Dopo aver detto che gli stati possono aumentare i loro debiti, diranno che devono ridurre le spese, tagliare gli investimenti statali, prendere nuove misure strutturali nel sistema pensionistico e nella sicurezza sociale.

Se ora cancellassimo il debito detenuto dalla BCE, ridurremmo il debito degli Stati della zona euro di circa il 30% in un colpo solo. I rimborsi del debito sarebbero ridotti e i governi sarebbero in grado di aumentare la spesa per l’assistenza sanitaria, aumentare gli aiuti ai alle persone in difficoltà  e aumentare la spesa per affrontare la crisi ecologica e il cambiamento climatico.

Un ulteriore vantaggio della cancellazione dei debiti detenuti dalla BCE è che la BCE sarebbe privata di  uno strumento di ricatto nei confronto degli gli Stati per imporre loro la sua agenda neoliberale. Infatti, finché la BCE detiene crediti verso gli stati dell’eurozona, può in qualsiasi momento minacciare coloro che non sono docili alla doxa neoliberale di smettere di comprare i loro debiti o di rifiutarli come garanzia, il che aumenterebbe il costo dei loro nuovi prestiti. Questo è ciò che la BCE fece con la Grecia nel 2015, e ciò che iniziò a fare con il governo italiano nella primavera del 2019.

Togliere quest’arma di ricatto dalle mani dei dirigenti della BCE sarebbe una vittoria.

A coloro che dicono che se ci fosse una cancellazione, i mercati finanziari e i vari prestatori privati chiederebbero tassi d’interesse più alti per continuare a finanziare gli Stati, bisogna opporre che la loro affermazione non ha alla base alcun fondamento. Ogni stato che ha ottenuto una riduzione significativa del suo debito è stato in grado di accedere a prestiti più economici rispetto a prima della cancellazione. Infatti, di fronte a un paese il cui debito è stato significativamente ridotto, i creditori considerano che il paese è diventato più solvibile e sono inclini a dargli credito.

Naturalmente, la cancellazione del debito non è una panacea, altre misure sono assolutamente necessarie: l’imposizione di tasse molto più significative sull’1% più ricco ella popolazione e sulle grandi imprese; la lotta contro le grandi frodi fiscali con l‘adozione di pesanti sanzioni nei confronti degli evasori, ecc. Un aumento delle tasse sui ricchi deve essere combinato con una riduzione delle tasse e delle imposte che gravano sulla maggioranza della popolazione. L’imposta sul valore aggiunto sui beni e servizi di base, compresa l’energia, deve essere drasticamente ridotta. Sui beni di lusso le tasse possono essere aumentate.

Se la lotta per cancellare i debiti detenuti non ha successo, un governo popolare può decidere unilateralmente di sospendere i rimborsi del debito alla BCE, costringendola così a negoziare e fare delle aperture.

In ogni caso, è molto importante che i cittadini controllino, con un audit popolare, i debiti pubblici del proprio paese per determinare e dichiarare quale parte di esso è illegittima, illegale, odiosa e/o insostenibile in funzione del suo annullamento.

(*) CADTM sta per “Comité pour l’abolition des dettes illégitimes”. La traduzione è a cura di Stefano Risso; ripreso da attac-italia.org dove segue il testo in lingua originale

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