Poesia femminile britannica contemporanea

di Sandro Sardella

 

Alessandra Bava è una poeta militante di Roma “illuminata” in

San Francisco al Caffè Trieste dall’incontro con Jack Hirschman

(del quale sta scrivendo la biografia ) ..

Alessandra Bava è una valida traduttrice di poesia americana

e inglese (“Nuova antologia di poesia americana” – 2015 e

Antologia di poesia femminile americana contemporanea”)..

è indomito il chiarore nel suo tradurre .. la complicità è vitale

e magistrale .. una vitalità speziata e liberatoria .. dove i versi

sono un vento gagliardo che morsica la polvere delle strade ..

che provoca fame di poesia ..

parole dentro corpi che pulsano .. parole che percuotono

accarezzano infuocano desideri .. parole dalle quali mi faccio

a/traversare .. “poetesse che rifiutano le etichette, che non si

considerano confessionali e performative, ma le cui parole

implodono sulle pagine dei libri, esplodono sui palchi e

vengono ascoltate milioni di volte su YouTube e sui social

media, ma soprattutto vendono: nel 2018 in Gran Bretagna

sono stati acquistati 1 milione e 300 mila copie di testi di

poesia; i due terzi delle acquirenti sono donne sotto i 35

anni. … (A. Bava .. nella presentazione pag.5) ..

Antologia di poesia femminile britannica contemporanea

Anthology of Contemporary British Women Poets

Edizioni Ensemble – Roma – 2019

con poesie di : Hollie McNish – Caroline Bird – Melissa

Lee-Houghton – Liz Berry – Helen Mort – Annie Freud –

Theresa Lola – Heather Phillipson – Hannah Lowe –

Mona Arshi – Yvonne Reddick.

(testo originale a fronte e note biografiche nell’introduzione)

*

L’amore è giunto

di Caroline Bird

La benzina gocciola dalle auto in fuga

e i bambini ballano nelle pozzanghere

indossando pantofole verde petrolio

dicendo ciao in lingue diverse,

dicendo quanto basta,

i palazzi si riversano dalle proprie finestre

diffondono una gioia grondante cemento

lungo l’erba tremula di mezzanotte

e tu sei venuta

a sistemare le cose, a infilare perline,

giunta da oltre il deserto

con lo sputo sul fazzoletto

ad asciugarmi gli occhi, a pulire i tuoi,

sei giunta.

La città geme e rotola e piega le ginocchia

una scatola di cartone si srotola in un hotel

tutti gli orologi gettano in aria le lancette

e sbadigliano rintocchi ritardati senza tempo.

Non sarò soddisfatta.

Non posso piegarmi su una sedia in preda ai singhiozzi,

non posso seminare il frutto madido delle palme fragola,

questo non è un amore che può essere sbucciato

e mangiato avidamente a pezzi,

questo non è l’amore tra due persone,

questo è una ruota panoramica con valigia,

che sale su un treno,

questo è un lampo in attesa in una tazza,

questo è la mia anima che urta un palo della luce

questo è … oh.

Mi chino su questo balcone,

come facevano i miei antenati,

con capelli e pensieri come i miei,

nei giorni in cui potresti incuneare

il tuo dolore in una cannuccia

e alitare la tua sofferenza grande come un pisello

nel traffico poroso della sera,

e il sollievo era elettrico,

e tu potresti far girare la tua vita su uno spillo

e ottenere acqua da un rubinetto

senza firmare nulla,

e lasciare il tuo sangue dove si trova,

un vaso essere un cappello,

potresti avere un bambino per bene,

e la luce era solida,

potresti acquistarla ai negozi all’angolo,

in sacchetti di carta dai frammenti accecanti,

e potrei afferrare la tua testa magnifica

e sollevarla sopra la mia testa magnifica,

e tu dovresti vedere ogni cosa

come la vedo io,

e rimarresti sconcertata.

L’amore è giunto in città,

è una giornata magnifica, l’amore è giunto,

lo annunciano dall’altoparlante,

l’amore è arrivato al binario sei,

fate largo all’amore, l’amore viene in aiuto,

fatevi da parte per favore signore, sgombrate i corridoi,

se volesse essere così gentile da rimuovere quella borsa,

l’amore è nell’edificio, mostrate rispetto,

stia lontana signora, mi dà fastidio

che le persone mi alitino addosso, l’amore è in arrivo,

proprio così, non oltrepassi la linea, non voglio spaventare

quel poveretto, metta via quella cosa,

nel nome di … mi tolga quel fottuto braccio

dalla faccia … l’amore è giunto.

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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