Mao pubblica il saggio “In memoria del dottor Norman Bethune”

Era il 21 dicembre 1939.

di Benigno Moi

Prologo: Norman e Tina 

 

Spagna 1937, l’unità medica di Bethune a pranzo (a capo tavolaTina Modotti?)

Spagna 1937, Bethune esegue una trasfusione di sangue

Norman Bethune:   Are you sure you want to come?

Tina Modotti:          Yes, I’m sure

                   NB_  Sei sicura di voler venire?

                  TM_ Si, sono sicura.

NB_  I must tell you my last man was killed by a stray bullet.

TM_ I know, everyone in the hospital knows.

                NB_  Devo dirti che il mio ultimo uomo è stato ucciso da un proiettile vagante.

               TM_ Lo so, tutti in ospedale lo sanno. 

NB_  Are you strong enough to stand it?

TM_  I am.

             NB_  Sei abbastanza  forte da sopportarlo?

            TM_ Lo sono. 

NB_  Can you keep your mind when you face danger?

TM_  Yes

NB_  All right. Remember this: the tanks are always quicker than you are. Beware of the tanks.

             NB_  Riesci a mantenerti calma quando affronti il pericolo?

            TM_ Si

            NB_  Bene. Ricorda questo: i carrarmati sono più veloci di te. Attenzione ai carrarmati.

Questo il dialogo fra Tina Modotti e Norman Bethune, come lo ricostruisce Elena Poniatowska nello straordinario romanzo biografico Tinissima[i]. Dialogo riferito a quando il dottor Bethune cerca un aiutante che lo accompagni al fronte.

Sono i primi giorni del febbraio del 1937, nella Madrid della guerra civile.

Tina Modotti, ormai lontana dal suo Messico ma con l’identità messicana di Maria Sanchez, e lontana dalla fotografia e dalla vitalità dei suoi ”anni luminosi”, è membro autorevole del Soccorso Rosso Internazionale, con una lunga esperienza in giro per il mondo. Molto attiva nell’accoglienza e nell’organizzazione dei volontari internazionali, per via della sua conoscenza delle lingue.

Norman Bethune è tornato da poco da Parigi con un camioncino carico di provviste mediche; frutto della solidarietà del Comitato canadese di aiuto alla Spagna repubblicana, e di quanto raccolto in una serie di conferenze fra Parigi e Londra in cui, oltre a chiedere aiuti per raccogliere strumenti e attrezzature mediche, condanna apertamente i governi di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, per il loro rifiuto di vendere armi alla legittima Repubblica Spagnola, attaccata da Franco con l’aiuto di fascisti e nazisti.

Bethune è arrivato in Spagna da pochi mesi, su incarico (probabilmente) del Partito Comunista Canadese nel quadro della straordinaria mobilitazione di solidarietà internazionale che si creò a difesa della Spagna democratica; in coerenza (sicuramente) con le sue convinzioni di medico, di democratico e di internazionalista.

[i] Tinissima di Elena Poniatowska, Nova Delphi 2016,  p. 626

Henry Norman Bethune

Norman Bethune

Canadese con origini scozzesi e inglesi, studi e specializzazioni in Canada, Inghilterra e Stati Uniti, Bethune si convince da giovanissimo della funzione sociale della medicina (interrompe gli studi universitari per partecipare come infermiere alla prima Guerra mondiale, dove verrà anche ferito, in Belgio, e curato in Inghilterra).

Dopo la guarigione si laurea, e torna a curare feriti di guerra, stavolta come medico. A  guerra finita si specializza in chirurgia toracica, e lavora e insegna per un periodo negli Stati Uniti, a Detroit, allora in piena espansione industriale con l’industria automobilistica (la Ford). In quel periodo gli viene diagnosticata la TBC, e viene ricoverato al Trudeau Sanatorium di New York. Si curerà praticamente da solo, sperimentando su di se le tecniche ideate dal medico italiano Forlanini, con lo pneumotorace artificiale, allora tecnica d’avanguardia.

Murales dipinti da Bethune sui muri interni di Lea Cabin al Trudeau Sanatorium. La scena 6  mostra Bethune che arriva al sanatorio

Durante la sua, poco ortodossa, permanenza di un anno da ricoverato in sanatorio, realizzerà pure una pittura murale, con testo poetico, che titolerà “Tubercolosi in corso, un dramma in un atto e nove scene dolorose[i]

[i] I pannelli coi disegni furono spostati dal sanatorio, recuperati e ripersi. Secondo alcuni sarebbero stati distrutti dagli americani che cercavano di “scoprire come ragionava una mente comunista”…

Quest’esperienza accresce la sua propensione alle sperimentazioni e alla ricerca ma, soprattutto, gli permette di constatare le cause sociali ed economiche della tubercolosi (soprattutto dopo la “grande depressione” seguita alla crisi del 1929), e rafforza la sua adesione ai movimenti per una medicina garantita a tutti e per la prevenzione sociosanitaria. Contribuisce, tornato in Canada, alla nascita dell’Unione di Montreal per la tutela della Salute Popolare.

Nel 1935, dopo la vittoria del partito Progressista United Farmes of Alberta, si incarica di studiare, per conto del governo di quella Provincia, il primo sistema di assistenza medica gratuita in Canada. A tale fine effettua un viaggio in Russia, in occasione della Prima Conferenza Internazionale Fisiologica, con una delegazione di 7 medici, e ne approfitta per studiare il funzionamento del sistema sanitario sovietico.

Il tentativo di riforma in Alberta fallisce per la forte contrarietà dell’establishment politico,  economico, e dello stesso ambiente medico. Ma Bethune rimane convinto della necessità e della fattibilità di un servizio sanitario pubblico, universale, gratuito.

Convinzione che avrà modo di illustrare in un incontro pubblico, organizzato dall’Ordine dei medici di Montreal nell’estate del 1936. Incontro nato in seguito alla diffusione di un manifesto di denuncia della situazione sanitaria nel Quebec, manifesto firmato anche da Bethune.

Nella biografia di Bethune scritta da Gordon ed Allan, pubblicata in Italia da Feltrinelli[i], vengono riportati vari stralci del suo intervento a quell’incontro, in difesa della socializzazione della medicina.

[i] Il bisturi e la spada: la storia del dottor Bethune , di Sydney Gordon e Ted Allan. – Feltrinelli, 1969

 “Noi medici vendiamo un prodotto, che dovrebbe essere come il pane, alla portata di tutti, e che invece costa più caro dei gioielli.

Il mezzo più efficace per tutelare la salute consiste nell’abolizione dell’attuale sistema economico, fonte inesauribile di malattia: verrebbero liquidate ignoranza, povertà, disoccupazione.”[i]

[i] https://www.sinistrainrete.info/storia/10550-eros-barone-norman-bethune.html   appendice I

In Spagna

Queste le premesse alla sua adesione al movimento internazionale di solidarietà con la Repubblica spagnola. Arriva in Spagna nel novembre del 1936, unendosi al battaglione Mackenzie-Papineau, per dirigere l’Unità medica del Canada.

In Canada era un medico e ricercatore ormai affermato, chirurgo all’Hopital du Sacre Coeur di Montreal, ricercatore e sperimentatore con un nutrito bagaglio di pubblicazioni e riconoscimenti.

Ed è questo suo bagaglio, e queste sue capacità di intuire, innovare e organizzare, che si porta in giro per il mondo. Sarà lui, proprio in Spagna, ad “inventare” le unità mobili per il trasporto e la trasfusione del sangue nei campi di battaglia. Quelle che poi diventeranno le MASH (Mobile Army Surgical Hospital).

L’unità Canadian Blood Transfusion che ha operato durante la guerra civile spagnola. Bethune è a destra

“Norman Bethune e i suoi colleghi viaggiano attraverso la Spagna repubblicana. I medici dicono tutti la stessa cosa: il problema numero uno è il sangue.“

“Un altro problema è far arrivare il sangue al fronte, il più vicino possibile al campo di battaglia. Convinto che così si salverebbero molte vite, Bethune propone di creare un’unità mobile per il trasporto del sangue nelle posizioni di soccorso.

  • Come facciamo a conservare il sangue?
  • Con il citrato di sodio.

Rientrato a Madrid, lo scrittore Egon Erwin Kisch ascolta Bethune proporre al comandante Carlos[i]  di effettuare le trasfusioni di sangue nelle trincee.

  • Se lo farete scriverete un nuovo capitolo nella storia della medicina.
  • Dobbiamo comprare l’attrezzatura e gli strumenti.
  • Con quali soldi?
  • Posso sollecitare l’invio di fondi dal Canada.[ii]

[i] Il comandante Carlos, fondatore del mitico Quinto Reggimento, è l’italiano Vittorio Vidali, alias svariati nomi, a quel tempo compagno di Tina Modotti

[ii] Tinissima, ibid.

L’unità messa su da Bethune, adeguando una camionetta Ford, conteneva 500 medicazioni, scorte e medicinali per 100 operazioni. Promuove, con successo, anche la campagna per trovare i donatori di sangue.

Visse in prima persona il massacro della popolazione civile durante la fuga da Malaga (esodo conosciuto come La desbandada), bombardata in maniera devastante dall’aviazione e dai blindati italiani mandati da Mussolini in appoggio a Franco. Bombardamenti che continuarono anche sulla popolazione in fuga, e provocarono la morte di miglia di civili, forse la più sanguinosa strage fascista dell’intera guerra civile spagnola.

Scriverà lo stesso Bethune:

 “Quello che voglio dirti è quello che ho visto io stesso in questa marcia forzata, la più grande, orribile evacuazione di una città che i nostri tempi abbiano visto … “

Per tutta la pianura, fin dove poteva arrivare la vista, una lunga fila di esseri umani lunga 30 chilometri sfilava, come un enorme bruco con innumerevoli piedi, e alzava una nube di polvere che si estendeva fino all’orizzonte e arrivava fino alle montagne.”[i]

Bethune torna in Canada nel giugno del 1937, girando il suo paese per raccogliere fondi e cercare solidarietà con la disperata lotta antifascista in Spagna, portando in giro un documentario sulla guerra civile, e le foto da lui stesso realizzate durante l’esodo da Malaga.

[i] Il crimine della strada Malaga-Almeria

In Cina

Dopo la sconfitta delle forze repubblicane e democratiche in Spagna, Bethune partecipa alla raccolta di fondi, organizzata dal Partito Comunista Canadese, per l’acquisto di medicine e attrezzature mediche da inviare all’esercito popolare cinese di Mao Tse –tung (Mao Zedong), in solidarietà con la guerra di resistenza all’invasione giapponese, iniziata nel luglio del 1937.

Cina, 1938, Bethune mentre opera in un ospedale da campo

Nel gennaio del 1938 guida la spedizione di aiuto che deve recarsi ad Hong Kong per acquistare il materiale medico, che poi porta personalmente al fronte.

Una volta in Cina, Bethune decide di prolungare ed estendere la sua missione originaria, mettendosi a disposizione come medico nell’ambito dell’Ottava Armata Comunista. Dopo poco viene nominato capo delle forze mediche cinesi.

In Cina Bethune, chiamato Pei Ciu En, oltre a metter su le unità mobili di emergenza, svolge una febbrile opera di educazione sanitaria, scrivendo manuali e tenendo corsi di medicina pratica. Ponendo le basi di quelli che poi verranno definiti “i medici scalzi”. Scrisse, in una lettera al dottor Louis Davidson, noto chirurgo toracico di New York:

“Il lavoro che sto cercando di fare è prendere contadini (ragazzi) e giovani lavoratori, e farne dei medici. Possono leggere e scrivere, e la maggior parte ha una conoscenza dell’aritmetica. Nessuno dei miei dottori è mai stato al college o all’università, e nessuno è mai stato in un ospedale moderno (la maggior parte di loro non è mai stato in nessun ospedale), tanto meno in una scuola di medicina.

Con questo materiale, devo ricavarne medici e infermieri – sei mesi per gli infermieri e un anno per i medici. Abbiamo 2.300 feriti negli ospedali tutto il tempo. Questi ospedali sono semplicemente le sporche case di fango e pietra a un piano di villaggi sperduti situati in profonde vallate, sovrastati da montagne, alcune delle quali sono alte 10.000 piedi.”

La sua fama, di medico e internazionalista solidale, si diffonde fra le truppe, la popolazione rurale e gli stessi vertici dell’Esercito popolare (si narra che la truppa, quando sapeva che l’unità medica di Bethune era al fronte, gridasse: “Attacca, attacca, Bethune è con noi”.)  Continuò a scrivere a Mao, che incontrò all’arrivo in Cina, raccontando e proponendo progetti e innovazioni.

Morirà in seguito a una setticemia causata da una ferita procuratosi durante un’operazione chirurgica, a quarantanove anni, il 12 novembre del 1939. Per trasportare la sua salma in un luogo sicuro, un corteo numeroso marciò per quattro giorni.  Per ironia della sorte, sulla sua tomba provvisoria, non trovandone una canadese, fu piantata una bandiera degli Stati Uniti.

 

 

La tomba di Bethune, nel Mausoleo dei martiri a Shijiazhuang, Cina

La tomba di Bethune

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un mese dopo Mao scriverà, appunto, il suo elogio funebre.

Bethune, nella memoria e nell’immaginario

Le battaglie di Norman Bethune e dei suoi compagni nelle politiche sanitarie nel suo paese d’origine, come si è visto raccontando i suoi anni da medico in Canada, non portarono a risultati tangibili in campo normativo, quantomeno non quando lui era ancora in vita.

Alcuni anni dopo la sua morte, vi fu un primo tentativo di riforma che, come in gran parte dei paesi appartenenti al Commonwealth, si concretizzò solo dopo l’approvazione in Gran Bretagna del National Health Service, nel 1948.

Dopo il ritorno dagli Stati Uniti Bethune divenne uno dei chirurghi più brillanti e famosi del Canada. Divenne consigliere dell’American Association for Thoracic Surgery, scrisse vari articoli scientifici di rilievo, e progettò la maggior parte degli strumenti chirurgici toracici usati all’epoca.

Naturalmente, a causa delle sue idee, della sua schiettezza e del suo anticonformismo, non era accettato da tutti all’interno della “società” medica del tempo, nonostante fosse un chirurgo affermato e guadagnasse tantissimo come specializzato nella cura della TBC. Pur essendo diffusa soprattutto negli ambienti più poveri e degradati, la tubercolosi era presente anche fra le classi agiate, disposte a pagare benissimo i medici che sapevano farlo. In un articolo pubblicato nel 1932 sul Canadian Medical Association Journal, Bethune citò un’osservazione fatta da Edward LivingstonTrudeau: C’è la tubercolosi di un uomo ricco e la tubercolosi di un uomo povero. Il ricco si riprende e il povero muore.

Con la guerra fredda, e col fatto che Bethune fosse stato iscritto al Partito Comunista (in anni in cui era per giunta illegale) la fama della figura di Bethune ebbe un periodo di alterne fortune. Anche se già nei primi anni 50 venne pubblicata la sua biografia, ad opera di Ted Allan e Sidney Gordon, The scalpel, the sword (Il bisturi e la spada).

Le cose, in Canada, cominciano a cambiare negli anni 70, sia in ambito medico che in ambito culturale, tanto che nel 1973 la casa natale di Bethune, a Gravenhurst, in Ontario (dove in verità visse solo fino ai tre anni) viene acquistata dal Dipartimento degli Affari Esteri del Governo federale canadese; restaurata e trasformata in museo, il Bethune Memorial House. Museo che con gli anni continua ad arricchirsi e ad espandersi, con la realizzazione di un nuovo edificio ed un parco, inaugurati nel 2012, tanto da farne anche un parco tematico sulla società canadese di fine ottocento (il padre di Bethune, Malcom, era un pastore presbiteriano, e l’edificio era la residenza della Knox Presbyterian Church), e sulla prima guerra mondiale. Con l’organizzazione di simulazioni della vita in trincea e dell’assistenza medica in guerra[i]

Il luogo diventa un centro di attrazione frequentato e conosciuto, soprattutto per il turismo cinese, con miglia di visitatori. La figura di Bethune diventa col tempo ambasciatrice del disgelo fra Canada e Cina, accomunate nel ricordo di una figura rimasta mitica in Cina, e “gestibile” (o comunque non più ignorabile), in Canada.

Nascono così progetti che vedono i due paesi lavorare assieme per commemorare il medico nato in Canada e seppellito in Cina: dai francobolli ai monumenti, dai convegni ai musical [ii].

Ma la notorietà di Bethune non si limita alla commemorazione “dell’eroe” che girava il mondo curando feriti di guerra al fianco di movimenti popolari, o che combattevano il fascismo.  In ambito medico vengono riconosciuti le sue intuizioni e le sue capacità. Possiamo leggere sul sito del Centro nazionale per le informazioni sulla biotecnologia [iii], con sede nel Maryland “Henry Norman Bethune è uno dei maggiori chirurghi, emozionanti e incredibili che il Canada abbia mai prodotto. Egli, infatti, è uno dei chirurghi più noti al mondo. Era un innovatore e i suoi contributi scientifici hanno superato la prova del tempo. In Canada, egli sarà per sempre ricordato come un attivista sociale impegnato per il bene dei poveri e per la riforma del sistema sanitario. Nella Repubblica popolare cinese, è idolatrato e rimane l’unico straniero diventato un eroe nazionale.” .

[i] Dal sito: https://www.pc.gc.ca/en/lhn-nhs/on/bethuneVisite guidate private del luogo di nascita di un eroe! Inizia la tua visita guidata personalizzata della Bethune Memorial House con il tradizionale tè cinese, riconosci immediatamente il prezioso servizio che il dottor Norman Bethune ha offerto alla Cina. Nel Visitor Center, una delle più grandi e una delle più piccole trascrizioni del mondo di “In Memory of Norman Bethune” di Mao Zedong, una lettura obbligatoria per tutti i cinesi.” Ancora: “Potresti essere un portatore di barelle, come Norman Bethune durante la prima guerra mondiale? Questa area di attività è progettata per rappresentare il tipo di ambiente vissuto da Norman Bethune e da molti degli oltre 400.000 canadesi che hanno prestato servizio all’estero durante la prima guerra mondiale.” “Riesci a immaginare come sarebbe aiutare i soldati feriti o essere ferito in un posto come questo? Prova l’equipaggiamento per testare le tue abilità sul campo di battaglia, l’equilibrio e la velocità. Puoi allenarti come se fossi un portatore di barelle, proprio come fece Norman Bethune nel 1915.” ”Immagina di trasportare i feriti su una barella in un ospedale da campo: sei abbastanza veloce da salvarli? Sei anche in grado di spostarli abbastanza agevolmente da non causare loro troppo dolore, mentre li porti su terreni accidentati, mentre sei sotto attacco? Esplora e arrampicati, immagina e fingi di essere uno degli eroi medici della prima guerra mondiale!”

[ii] http://www.chinadaily.com.cn/world/2016-09/13/content_26784340.htm

[iii] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4676399/

Alla notorietà di Bethune fuori dalla Cina, dove non è mai scemata, hanno contribuito, oltre ai monumenti sparsi in varie città canadesi, oltre alle biografie e ai libri e convegni sulla sua vita, due film, ambedue interpretati dall’attore Donald Sutherland, anche lui canadese. Il primo, un film per la Tv, del 1977, Bethune, con la regia di Eric Till.

Il secondo, Dr. Norman Bethune (Bethune: The Making of a Hero),del 1990, un filmone coprodotto da Canada, Cina e Francia, con la regia del canado/australiano Philip Borsos, e con attori del calibro di Helen Mirrer e Anouk Aimé, oltre a Sutherland.

Donald Sutherland, per ironia della sorte o per scelta, alcuni anni prima di impersonare Bethune nel film tv, nel 1970 fu uno degli interpreti del film di Robert Altman M.A.S.H. Il film, Palma d’oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura, racconta in maniera sarcastica la guerra americana in Corea (ma si alludeva chiaramente alla guerra in Vietnam allora in corso) con le irriverenti avventure di medici e infermieri di un ospedale da campo; proprio quelle unità messe su dagli americani nel 1945, riprendendo l’esperienza di Bethune in Spagna e Cina).

Anche in Spagna, dopo decenni di dittatura franchista e di oblio, la figura di Bethune viene recuperata, gli si riconosce il contributo di medico e amico della Spagna democratica, soprattutto, ma non solo, in occasione delle commemorazioni della resistenza al fascismo di Francisco Franco. La stessa Cruz Roja Espanola dedica a Bethune un suo Centro di formazione professionale.

Nel 2006, l’Università di Salamanca organizza il Convegno Internazionale “Las Brigadas Internacionales: 70 años de memoria histórica”[i], che dedica grande spazio alla figura di Bethune.

Nel 2014, per il 75° anniversario della sua morte, viene organizzato un Homenaje a Norman Bethune[ii] con mostre, filmati e convegni, organizzato dal Centro Cultural de China en Madrid; quasi a chiudere il cerchio coi tre Paesi che hanno meglio conosciuto la sua opera.

[i] http://campus.usal.es/~brigadas/it/index.html#

[ii] http://www.estudioscanadienses.org/bethune/index.html

In Cina, come già visto più volte, Bethune rimane ancora, probabilmente, il personaggio occidentale più conosciuto; sicuramente quello più amato. Non solo perché ci sono francobolli (per quanto valgano al giorno d’oggi) e monumenti a ricordarlo anche alle nuove generazioni, ma perché continuano ad esserci iniziative, alcune in collaborazione con Autorità, Enti o Associazioni canadesi e spagnole. Nel corso delle commemorazioni della resistenza all’occupazione giapponese, non manca mai il ricordo del medico canadese. Spesso, come nel 2016 a Chengdu, coi veterani superstiti che inaugurano nuovi monumenti a Bethune.

L’attualità di Bethune

Lo scorso luglio, a Gravenhurst, qualcuno ha messo una mascherina chirurgica sulla faccia del monumento a Bethune posto davanti al Teatro dell’Opera. Sulla mascherina c’era la scritta “attenzione, il governo ci sta mentendo”. [i]

[i] https://www.toronto.com/news-story/10127231-people-explain-why-they-wear-masks-after-gravenhurst-statue-defaced/

Il fatto che probabili ”no mask” abbiano usato il monumento a Bethune, col dibattito pro e contro che ne è seguito, è comunque un segno dell’attualità del medico nell’immaginario socio-culturale canadese.

Ma la figura di Bethune, al di là della sua vita avventurosa e generosa, al di là della sua solidarietà e del suo coraggio nel portare le sue capacità professionali negli scenari più difficili e pericolosi, rimane importante perché legata alle sue battaglie pionieristiche in difesa della sanità pubblica.

Questo 2020 ha evidenziato più che mai quanto sia necessario, e urgente, riprendere una battaglia globale per una medicina garantita a tutti; per un sistema sanitario pubblico e universale, che contrasti la logica esclusivamente, o prevalentemente, affaristica che sta dietro la medicina, la ricerca, l’industria farmaceutica. Le speculazioni in borsa, la guerra dei vaccini anti Covid-19, la corsa poco controllata e l’accaparramento da parte dei Paesi ricchi è, non solo eticamente abominevole, ma scientificamente perdente.

Lo stetoscopio, le pinzette, la pinza emostatica e il cilindro d’acciaio per la siringa usata da Bethune

In Italia il nome e la figura di Bethune ebbero una discreta notorietà attorno al 1968, fra gli ambienti dei gruppi filocinesi (il Partito Marxista-Lennista Italiano, PMLI, nel suo sito ha una scheda su Bethune, dove riporta lo scritto di Mao) [i]; e all’interno del Movimento Studentesco di Milano, che negli anni ’70 dedicò al medico canadese la sua sezione di Lambrate.

Era questa la sezione frequentata da alcuni collettivi universitari, fra cui quello di Medicina.

E, fra quegli studenti, c’era anche Gino Strada.

[i] http://www.pmli.it/maomemoriabethune.htm 

Bibliografia e links

Qui si può sfogliare il testo integrale, in PDF, di  The Scalpel The Sword , in inglese:

https://archive.org/details/TheScalpelTheSword-StoryOfDoctorNormanBethune/mode/2up

https://tempiodelcielo.org/argomenti/2016-03-10-15-24-32/event/norman-bethune/NormanBethune#&gid=undefined&pid=7&imageno=7

http://collections.ic.gc.ca/heirloom_series/volume4/58-63.htm

https://chineseposters.net/themes/bethune

https://web.archive.org/web/20060219172611/http://parkscanada.pch.gc.ca/lhn-nhs/on/bethune/natcul/natcul1_E.asp

https://tempiodelcielo.org/argomenti/2016-03-10-15-24-32/event/norman-bethune/NormanBethune#

https://www.ibs.it/scalpel-sword-story-of-doctor-libro-inglese-ted-allan-sydney-gordon/e/9781554884025

https://www.rebaldoria.com/4449-il-bisturi-e-la-spada-sidney-gordon-ted-allan.html

https://www.emergency.it/idee-che-fanno-bene/una-societa-piu-giusta-una-societa-piu-sana-strada-damilano/

https://contropiano.org/news/politica-news/2018/10/19/sanita-un-terreno-di-caccia-per-business-e-vaticano-quaranta-anni-dopo-la-riforma-sanitaria-0108634

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

Benigno Moi

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