Possono stare in cucina

Appello per il primo incontro internazionale di politica, arte, sport e culture per le donne in lotta, che sarà tenuto a Caracol di Morelia, zona Tzotz Choj del Chiapas, Messico, l’8 – 9 – 10 marzo 2018.

delle Comandanti Jessica, Esmeralda, Lucía, Zenaida e la bambina Defensa Zapatista (*)

Alle donne del Messico e del Mondo:

Alle donne originarie del Messico e del Mondo:

Alle donne dei Consigli di governo indigeni:

Alle donne del Congresso nazionale indigeno:

Alle donne nazionali e internazionali dei Sei continenti:

Compañeras, sorelle:

Vi salutiamo con rispetto e affetto da quelle donne che siamo – donne che lottano, che resistono e si ribellano contro lo stato sciovinista e patriarcale.

Sappiamo bene che un brutto sistema non solo ci sfrutta, ci reprime, ci deruba e non ci rispetta come esseri umani, ma ci sfrutta, ci reprime, ci deruba e non ci rispetta di nuovo come donne.

E sappiamo che le cose ora vanno peggio, perché siamo assassinate in tutto il mondo. E gli assassini non pagano alcun prezzo – il vero omicida è sempre il sistema che sta dietro la faccia di un uomo – perché le loro azioni sono occultate, loro sono protetti e persino ricompensati dalla polizia, dai tribunali, dai media, dai cattivi governi e da tutti quelli che vogliono mantenere le loro posizioni stando sulle schiene della nostra sofferenza.

Tuttavia non siamo terrorizzate, o se lo siamo controlliamo la nostra paura e non ci arrendiamo, non ci fermiamo e non ci vendiamo.

Perciò, se sei una donna in lotta che è contro quel che ci fanno perché donne; se non sei spaventata (o se lo sei, ma controlli la tua paura), allora ti invitiamo a un incontro con noi, per parlarci e ascoltarci come le donne che siamo.

Pertanto invitiamo tutte le donne ribelli del mondo al:

Primo incontro internazionale di politica, arte, sport e culture per le donne in lotta, che sarà tenuto a Caracol di Morelia, zona Tzotz Choj del Chiapas, Messico, l’8 – 9 – 10 marzo 2018.

Gli arrivi sono previsti per il 7 marzo e la partenza per l’11 marzo.

Se sei un uomo, stai ascoltando o leggendo questo invano, perché non sei invitato.

Per quel che riguarda gli uomini zapatisti, li metteremo al lavoro in tutte le faccende necessarie, di modo che noi si possa suonare, parlare, cantare, danzare, recitare poesie e impegnarci in ogni altra forma di arte e cultura che desideriamo condividere senza imbarazzo. Gli uomini si occuperanno di tutte le mansioni necessarie in cucina e alle pulizie.

Si può partecipare come singole o come collettivi. Potete registrarvi a questa e-mail:

encuentromujeresqueluchan@ezln.org.mx

Includete il vostro nome, da dove venite, se partecipate da sole o in collettivo, e come volete partecipare o se volete semplicemente festeggiare con noi.

La tua età, il tuo colore, la tua taglia, la tua fede religiosa, la tua razza e il tuo modo di essere non importano; quel che solo importa è che tu sia una donna e che tu stia lottando contro il sistema capitalista, sciovinista e patriarcale.

Se vuoi venire con i tuoi figli maschi ancora piccolini, va bene, puoi portarli. L’esperienza servirà a iniziare a mettere nelle loro teste che le donne non accetteranno più violenza, umiliazione, scorno o o altre stronzate dagli uomini o dal sistema.

E se un maschio dall’età superiore ai 16 anni vuol venire con te, è una scelta tua, ma qui non andrà oltre la cucina. Potrebbe a ogni modo essere in grado di ascoltare alcune delle attività e di imparare qualcosa.

Riassumendo, gli uomini non possono venire a meno che una donna li accompagni.

Per il momento è tutto, vi aspettiamo qui, compañeras e sorelle.

Dalle montagne del sudest messicano, per il Comitato clandestino indigeno rivoluzionario – Comando generale dell’esercito zapatista di liberazione nazionale, e in nome di tutte le ragazze, le giovani donne, le donne adulte e le donne anziane, vive e morte, le consigliere, le rappresentanti donne del Consiglio del buon governo, le donne promotrici, le miliziane, le insorgenti, e la base di sostegno zapatista,

le Comandanti Jessica, Esmeralda, Lucía, Zenaida e la bambina Defensa Zapatista

Messico, 29 dicembre 2017

(*) tratto da https://comune-info.net che negli scorsi giorni ha offerto altri tre post “in tema”, ecco i link:

COSA POTREMMO IMPARARE DALLE DONNE?
Un grande e straordinario movimento di donne si è imposto negli ultimi anni a scala planetaria e sta cambiando il mondo. Pone degli interrogativi anche al mondo dei maschi che guardano alla critica del potere espressa dal femminismo e rifiutano il patriarcato? Non si tratta, naturalmente, di adottare comportamenti politicamente corretti ma di mettersi in relazione, in modo semplice, concreto e con umiltà, affinché si possa contribuire al processo di emancipazione collettiva dei popoli. Raúl Zibechi propone tre punti di vista complementari: arginare la proliferazione dei grandi e piccoli cosiddetti “maschi alfa” e delle loro relazioni di dominio. Assumere finalmente in pieno la prospettiva della riproduzione, cioè de lla cura della vita, un punto cieco delle rivoluzioni del passato, impegnandosi in un forte esercizio di limitazione dell’ego, specialmente se si tratta di un ego rivoluzionario. Imparare dai movimenti femministi e delle donne come sia possibile sollevarsi senza necessariamente occupare il governo dello Stato – organizzandosi tra uguali – senza apparati gerarchici, avanguardie, comitati centrali. E, soprattutto, senza riprodurre gli stessi ruoli che si combattono
RAÚL ZIBECHI

DONNE, CASE E TAVOLI
La bella storia di Lucha y Siesta è nota. Una storia germogliata in uno stabile della periferia romana – abbandonato, recuperato e trasformato in una straordinaria Casa delle donne -, stabile che improvvisamente Atac vuole riprendersi. Il 10 gennaio, tre assessore del Comune di Roma non si sono presentate al tavolo sul futuro della Casa da loro stesse convocato… L’arroganza è sempre odiosa, spesso è anche imbarazzante
LUCYA Y SIESTA

USARE MEGLIO LE NOSTRE VOCI
Abbiamo sempre più bisogno di essere in grado di maneggiare le narrazioni (“la narrativa della vittimizzazione della gioventù marginalizzata sta contribuendo alla radicalizzazione della gioventù stessa…”), il privilegio (“se stai leggendo questo, significa che sei uno/a del 52 per cento delle persone che ha il privilegio di essere online…”) e il “potere di” (“per fare la differenza, dobbiamo credere nel ‘potere di…’ delle persone… Il potere più forte della nostra era è la solidarietà transnazionale…”). Un intervento di Aya Chebbi, giovane blogger e femminista tunisina, tra le altre cose fondatrice e presidente dell’Afrika Youth Movement
AYA CHEBBI

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