«Quel signore in salotto» e…

altri racconti del Trofeo Rill e dintorni

Puntuale come il Natale (ma senza renne) db informa sui «Mondi incantati» arrivati a quota 20 … «in una notte buia e tempestosa»

Certo è facile per RILL campare tanti anni (un ventennio suona male: diciamo 19 anni + 1) e crescere sempre. Prima i soldi della Dante Alighieri, poi della fondazione Fratelli Grimm, poi l’Unesco e di recente Soros (o Billl-Melinda Gates, mi confondo sempre). Non bastasse, il Trofeo Rill – Riflessi di luce lunare – è gemellato o quasi con Lucca Comics&Games; qui come capite si delinea un impero (o una piovra?) tentacolare. Così un piccolo gruppo di “senza parte nè arte” diventa una lobby del fantastico. Al punto da pubblicare ogni anno un volume (poi due) che finiscono tra le mie zampe e zanne costringendomi ad attivare i neuroni di ricambio che mi sono fatto installare dalla ASL dopo aver vinto quella famosa lotteria “riavvitate gli svitati”.

E inizi la recensione, senz’altri fronzoli.

La lobby «Riflessi di luce lunare» quest’anno disponendo di 371 racconti, scritti da autori (202) e autrici (108) – fra i 15 e i 98 anni, età media poco inferiore ai 45 – ha premiato e pubbllicato: il racconto che (essendosi classificato primo dà il titolo all’antologia) del carpigiano Nicola Catellani; «nonmorto» della romana Marisa Bonaventura; «Il funerale dell’assassino» del lodigiano Nelson Nazzicari; «Still Life» della imolese Riana Rocchetta; «Il frutteto» del padovano Giorgio Smojver. I classificati dal 6 al 10 si possono leggere solo sull’ebook; gli altri 361 racconti sono stati considerati tutti a pari merito.

Dettagli?

Sì ma prima il consueto esorcismo: “spoiler pussa via”.

E voi in coro: «via-via».

Il vincitore, dunque «Quel signore in salotto», scorre tranquillo con un bel sapore d’altri tempi. Il secondo classificato – cioè «nonmorto» – ha un modo originale per narrare “la stregheria” e inevitabilmente certe infamie maschili. Il terzo racconto, «Il funerale dell’assassino» ci porta in un culto di Plutone che somiglia assai a qualche cristianesimo del mondo detto reale; forse i due colpi di scena sono intuibili epperò-peron-pompero magistralmente scritti.

Siamo al quarto racconto cioè «Still Life»? Scusate devo indossare mascherina, cappuccio e occhiali scuri e/oe usare uno pseudonimo (*): che ne dite di Dardana Bieri? Adesso posso liberamente svelarvi che l’autrice ci porta in un cimitero dove si muove in modo assurdo quanto originale e che tutto è godibilissimo.

Riprendo la mia identità abituale per dirvi di «Il frutteto», quinto classificato: una tremenda e bella storia di amor nero.

Quest’anno nessun racconto dei “prescelti” si è arrampicato sul cactus della fantascienza ma tutt* hanno preferito dondolarsi sui rami del fantastico più antico (viva sempre il “vecchiume” che vale e sforna facce mai viste).

A completare l’antologia di Rill, come di consueto, due ricche sezioni con alcuni premiati nei concorsi letterari del “fantatico” in altri 4 Paesi (Spagna, Portogallo, Sud Africa e Australia) e con il torneo «Sfida». Ovviamente i miliardari diritti d’autore per i racconti stranieri sono stati acquistati per RILL a fior di z-euri, rublini e d@llari dalla suddetta fondazione Musk (o era Gates?).

«Acque» della messicana di Bibiana Camacho (ma è uno pseudonimo) è ben scritto e originale. Ma anche voi tracciate «una croce di sale sul lato destro della porta»? E, proprio come me, riempite le foriere «di coltelli per tagliare la pioggia»?

Il titolo cioè «La parata degli animali» spiega bene il senso del riuscito racconto scritto dal canguro – scusate, volevo dire dall’australiano – Dani Ringrose, professore di mestiere e protettore del terreno boschivo per passione.

Magia e sessismo in «Oltre la baia» della sudafricana – attenzione, ha un cognome da record giocando a Scarabeo – Shameez Patel Papathanasiou: semplice ma riuscito, ideale da leggere in giornate di tempesta.

Ben scritto «Progetto: MOTHER» di una esordiente in lettteratura, cioè l’angolana (ma vive in Portogallo) trentenne Monica Cunha. Trama un po’ vista per chi legge fantascienza ma ha comunque un buon sapore. A proposito è il racconto più vicino alla science fiction di tutti quelli sin qui nominati.

Veniamo alla «Sfida»: è un simpatico concorso parallelo al Trofeo Rill, riservato alla segretissima setta di coloro che sono arrivati “in finale”. L’idea è proporre un tema o una frase per poi premiare i migliori. Quest’anno il con-testo era degno di Snoopy anche perchè cade il centenario della nascita di Charles M. Schulz. Il tema era “storia di uno scrittore o scrittrice” con l’obbligo di questa frase d’apertura: «era una notte buia e tempestosa», così per essere nello spirito adatto ho letto questi racconti in una notte di giugno, dunque nella stagione dei monsoni, mentre ero in un villaggio indiano senza ombrello.

Primo selezionato: «Libro delle piogge» (e daje!) del modenese Cristiano Montanari che è «antropologo, panettiere, cartomante» nonché agente segreto degli scarafaggi nel tempo «della fine di un pianeta».

Il secondo selezionto è «L’uomo lince» del piemontese Andrea Galla: una nuova versione del “patto con il diavolo”… ma c’è moooooolto di più e tiene con il fiato sospeso.

Anche «Loop» del romano (credo) Alessandro Izzi si aggira dalle parti di “vendere l’anima” a un diavolo, tecnologico però. Grazie a lui ho scoperto che «Era una notte buia e tempestosa» è un endacasillabo per essere subito assalito dal terrore di essere interrogato sulla metrica. Poi mi sono concentrato sul racconto e mi è piaciuto.

«La fromula magica» – attenzione, se è «fromula» un motivo ci sarà – del già nominato carpigiano Nicola Catellani, con ogni evidenza un “pigliatutto” è notevolissimo. Capace di unire (genialmente) Stefano Benni e Wojtyla che fece il papa. La citazione finale dell’argentino Abelardo Castillo merita di essere ricordata o forse incorniciata: «non preoccuparti troppo per gli errori di stampa; nell’Ulisse di Joyce ce ne sono circa 300 e i professori continuano a trovarvi significati nascosti». Se mai incontrerò Catellani mi sdebiterò con lui per questa intrigante storia regalandogli un racconto di Chistiana De Caldas Brito corredato da due aneddoti (o leggende?) sulla signora Agatha Christie e il forse cieco Omero.

Frasi per un’utile apocalissi (o apocalisse dice la Treccani) in poltrona? «Ti è passata la fissa della fantascienza?» e quella di Abelardo Castillo. Ah, ve l’ho già detto? Beh, allora chiudo qui e ci vediamo fra 12 mesi circa.

(*) non posso recensire Riana Rocchetta per due motivi: è stata ospite di questa “bottega”; e soprattutto la incontro quasi ogni giorno nel centro di Imola e mi intimidisce assai. Alcune sue frasi, buttate lì – quasi fosse un gioco – restano scolpite nel mio labirinto mentale per decenni; ma di questo magari vi s/parlerò un’altra volta.

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

4 commenti

  • come co-curatore del libro ringrazio molto Daniele Barbieri per le belle parole.
    aggiungo che il libro è disponibile su Amazon, Lucca Fan Store e, a prezzo speciale, presso RiLL.
    per maggiori dettagli, la pagina di RiLL.it dedicata a “QUEL SIGNORE IN SALOTTO e altri racconti…” è:
    https://www.rill.it/quel-signore-in-salotto

    • LA REDAZIONE RICEVE – E PUBBLICA x DOVERE DI CRONACA E AMOR DEL VERO

      ma che scrive db?

      il racconto «nonmorto» NON lo ha scritto Marisa Bonaventura bensì MARTA Bonaventura

      Dani Ringrose è una donna: quindi semmai una “cangura”

      quanto a “Papathanasiou” sospetto sia un cognome turco-greco (ma chiedo conferma)

      SFIDA : Il tema era “storia di uno scrittore o scrittrice” secondo db ma per la precisione era : “storia di uno scrittore o scrittrice (e del suo libro)” – peccato veniale

      Alessandro Izzi è di Gaeta, non di Roma.

      mi sa che “Loop” è ANCHE una presa in giro (me lo ha detto un “uccellino”)

      infine: s’io fossi db (per carità) avrei sottolineato che in «La parata degli animali» (di Dani Ringrose) ci sono animali tipici australiani ignoti a noi e la nota finale (mezza pagina!) lo fa intuire; una dimenticanza imperdonabile per db che è amico di Horny (un ornitorinco ma anche “un amico immeginario”)

      INSOMMA: ne avesse azzeccata una

      dimezzategli la paga e/o toglietegli il vino (sbaglio o era astemio ma da un po’ di tempo si è dato ai Cocktail?)

      SEVERO DE PIGNOLIS – pianeta Terra (ascendente Plutone)

  • Severo Ma Giusto (?) De Pignolis sugli scudi!

  • Nicola Catellani

    Grazie della recensione, e chissà che prima o poi non ci si incontri davvero!
    In quanto ai refusi dell’articolo segnalati qui sopra… beh, la frase di Castillo è sempre valida! 😉

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