Reggio Emilia: Conad in cerca di guai
di Vito Totire (*)
CONAD TI ASFISSIA DI PIU’
- PROPOSTA DI BOICOTTAGGIO NAZIONALE…GIA’ PARTITO A LIVELLO LOCALE
- PIENO SOSTEGNO AI MANIFESTANTI E ALLE MANIFESTANTI DI REGGIO EMILIA
- CHE I PROFITTI DI CONAD POSSANO ESSERE SOPRAVANZATI DALLE PERDITE DI UN BOICOTTAGGIO BEN ORGANIZZATO …(SEMPRE AUSPICANDO COMUNQUE “UN PASSO INDIETRO” CHE RENDA IL BOYCOTT NON PIU’ ALL’ORDINE DEL GIORNO)
Abbiamo ascoltato il grido di dolore dei cittadini di Reggio Emilia e sosteniamo la loro resistenza contro il progetto edilizio che pregiudicherebbe la realtà ambientale e fisica del Bosco Ospizio. Le cronache parlano di progetti già approvati, di mediazioni già ratificate, ecc.
Il problema è che quando sei sull’orlo del baratro non puoi dire: “ormai, per risparmiare carburante, evito di frenare…”.
Se qualche anno fa un progetto é stato autorizzato con una mediazione al ribasso (per usare un termine eufemistico) ciò non vuol dire che sia legittimo sacrificare un bosco in cambio di … diritti acquisiti e universali come un presidio sanitario e una biblioteca.
Anzi la questione per come è stata impostata si colloca su un terreno apertamente ricattatorio; non abbiamo mai avuto simpatia per il vecchio metodo sovietico della “autocritica” (imposta dall’alto) ma stavolta una autocritica sincera è auspicabile: più che un ripensamento sarebbe la presa d’atto della gravità degli effetti dei mutamenti climatici. Lo hanno spiegato illustri docenti universitari ma lo hanno capito molto bene anche i lavoratori che purtroppo stanno pagando con malattie e morti il microclima eccessivamente caldo che trasforma i luoghi di lavoro in gironi infermali danteschi…
Anche in pochi anni la situazione ambientale può precipitare. Facciamo un esempio: alcune linee guida regionali (ancorché purtroppo inascoltate) sottolineano che «ai tempi dei mutamenti climatici» il problema del cemento amianto è più grave perché le perturbazioni atmosferiche possono disperdere molte più fibre di prima, fino a distruggere e polverizzare le coperture. Ormai anche i media osservano che i chicchi di grandine possono essere grandi come albicocche; il vento spesso supera la forza dei 100-120 km.
In queste condizioni l’amianto “il giorno dopo” va raccolto con il cucchiaino, per usare un’espressione popolare. I climatologi peraltro avvertono che si prevede una ulteriore crescita del diametro dei chicchi di grandine.
Allora con un’autocritica ragionevole si annulli il nefasto progetto di distruzione del bosco Ospizio e non si sottragga aria a esseri umani e animali che già adesso (senza questa ulteriore devastazione) stanno boccheggiando.
Secondo l’OMS in Europa i morti in eccesso causati dal caldo nel periodo 21-28 giugno sono stati 2300. Peraltro si tratta di persone tra le più vulnerabili per le quali a ogni piè sospinto il ceto politico parla di «politiche inclusive». Inclusive nei cimiteri, purtroppo. Quello citato è un dato molto probabilmente sottostimato ma comunque enorme. Vogliamo continuare così?
Lo Stato e le istituzioni locali a fronte della giusta resistenza popolare pensa di poter rispondere con mezzi sempre più aggressivi? Oltre i manganelli il governo, sta studiando pallottole di gomma e gas lacrimogeni più irritanti di quelli tradizionali; per non parlare della pistola taser ad oggi non usata (quasi mai) contro manifestanti però non si sa mai.
Personalmente ho restituito la mia tessera Conad invitando il destinatario a non mandarmi più messaggi pubblicitari. L’ho fatto con un po’ di dispiacere perché ho sempre ammirato la gentilezza e professionalità di lavoratrici e lavoratori Conad; ma ritengo – anzi riteniamo in tante/i – che la gravità della vicenda Bosco Ospizio di Reggio Emilia meriti una proposta nazionale di boicottaggio fino a quando Conad e Comune non converranno sulla opportunità di evitare l’intervento delle ruspe.
(*) Vito Totire è portavoce della «Rete nazionale lavoro sicuro». L’appello è sottoscritto da cicolo Chico Mendes di Bologna dal Centro Francesco Lorusso di Bologna e da AEA, «Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute»
La redazione della “bottega” aderisce alla proposta di lanciare un boicottaggio nazionale, magari coinvolgendo un primo gruppo di associazioni nazionali e locali che lancino l’appello. Ricordiamo che CONAD non è nuova a politiche poco rispettose di ambiente e diritti; chi vuole può – con i TAG – rintracciare le vicende narrate a suo tempo da Davide Fabbri e altre più recenti.

vedo che “spotaneamente” compagni che agiscono nel quartiere Pilastro hanno già fatto uno striscione per il boicottaggio;
loro sono reduci da gravi distress psicosociali sia sull’attacco al verde che anche immediatamente mortiferi
sulla proposta e pratica di boicottaggio , come disse Lucio Anneo Seneca “le buone idee sono propretà di tutti”
Auguro buon boicottaggio a chiccessia.
Vito Totire, RETE NAZIONALE LAVORO SICURO
come possiamo aderire e diffondere il boycot, come famiglia?
Roberto
ciao Roberto, io credo che come persone o famiglie possiamo estituire la tessera, dandone notizia ai media locali e invitando altre persone a fare lo stesso. Non è poco.
Se però la situazione non si sbloccasse e si decidesse di far parire un BOICOTTAGGIO A LIVELLO NAZIONALE il pur importante passaparola e il boycott indivuale non basterebbero. A mio avviso bisognerebbe coinvolgere una decina di associazioni locali e nazionali per dare il via a una campagna di ampio respiro. (dibbì)