Salvataggi in mare: preparando una…

manifestazione nazionale contro il rifinanziamento degli accordi Italia-Libia e per l’accoglienza dei migranti senza discriminazioni,

Verbale dell’incontro organizzato dalle «Veglie contro le morti in mare»; la seconda assemblea sarà il 16 giugno: per contatti leveglie21@gmail.com

REPORT 18 MAGGIO 2022

LA COSTRUZIONE DI UNA RETE DI RETI PER I MIGRANTI

INTRODUCE E MODERA SERGIO GENINI – Veglie contro le morti in mare

Sergio Genini illustra le regole dello zoom, presenta il movimento delle Veglie e definisce le finalità dell’incontro con le altre associazioni:

“Il movimento delle veglie è un giovanissimo movimento nazionale, nato da poco più di un anno. E’ un movimento trasversale. Nasce dalla società civile, dal basso, dalla volontà di donne e uomini che hanno desiderato di non stare più a “guardare” le stragi di migranti in mare e di mettersi in gioco nelle piazze.

La sua finalità operativa è quella di fare pressione sulla responsabilità delle autorità competenti. Ogni qual volta c’è un allarme per il soccorso di migranti nel mare mediterraneo, le Veglie scendono in contemporanea nelle piazze, chiedendo a gran voce e con vari modalità il dovuto soccorso.

Oggi il movimento si è diffuso in varie piazze d’Italia (Milano, Napoli, Aquila, Torino, Cosenza) e anche europee (Madrid).

Abbiamo messo al centro la sofferenza delle persone, sollecitando la partecipazione attiva dei cittadini non indifferenti.

Abbiamo fortemente voluto questo incontro con voi associazioni portatrici di enorme esperienza per due importanti finalità:

Disegnare insieme un evento nazionale o più eventi, da giugno in poi, contro il rifinanziamento in Libia;

Iniziare a costruire una rete duratura delle associazioni per fare un percorso comune.

Vi stiamo chiedendo di essere i promotori di tutto ciò. Insieme alle Veglie. Per poter dire insieme agli altri, con le parole di Vittorio Arrigoni: Restiamo umani”.

Gian Andrea Franchi, dell’ODV Linea d’Ombra, ricorda come la sua associazione abbia la finalità di “venire incontro”, letteralmente, ai migranti che provengono dalla rotta balcanica, portando prima accoglienza, cure mediche, alimenti e indumenti a chi transita per Trieste, in una piazza, Piazza Stazione, che è diventata oggi “Piazza del mondo”.

“Noi pensiamo che non possano esserci migranti di serie A e migranti di serie B”, afferma, “come purtroppo stiamo attualmente percependo con chiarezza nella vicenda della guerra. Da noi arrivano tutti: i migranti accolti con la banda e i migranti ricercati.

Costruire reti è importantissimo per evitare l’isolamento delle azioni dei piccoli gruppi.

I corpi dei migranti ci chiedono di re-agire”, afferma, “di intervenire, non in forme di contrapposizione o di lotta, che diventano sterili se non producono posizioni e forme vitali di socialità alternativa.

C’è bisogno di costruire collettività alternative stabili, società di persone alternative che pure esistono anche se poco visibili. Occorre tirar fuori questa “visibilità” e poi scuotere l’indifferenza che anche a Trieste si sente per esempio verso i migranti della rotta balcanica.

Nessuna istituzione viene loro incontro. Occorre costruire una società alternativa a quella in cui predominano le guerre, le carestie, le ingiustizie, in nome del mercato. Occorre reagire ai provvedimenti di un governo che alza la spesa degli armamenti.

Ci vogliono iniziative comunicate e comunicabili sempre a tutti. E’ molto importante anche la comunicazione visiva. Voglio approfittare della nostra notorietà per questo scopo”.

Caterina Cirri, di Firenze, della “Comunità delle Piagge” e “Umani per r-esistere”, afferma la necessità di realizzare forme “visibili” di manifestazioni, come la realizzazione di un manifesto/striscione su cui narrare “l’olocausto”, con tutti in nomi dei migranti morti, 44.764 morti, come accertato dallo striscione già realizzato da Abolish Frontex: 87 metri di striscione e 12 ore per leggere tutti i nomi.

https://drive.google.com/file/d/1tXCFPsdHUGcc9S80eSeViNiFuiqej1N6/view?usp=sharing

Dobbiamo scambiarci manifesti “visivi” di questo tipo”, sottolinea Caterina.

Ribadisce inoltre la totale assenza delle forze politiche e la necessità per le associazioni di fare rete il più possibile sui territori, collegandosi “per le azioni” e anche “durante le azioni”, attuando presidi come quelli inaugurati da Alex Zanotelli.

Massimo Righetti, di Mediterranea, ricorda come, nel 2021, 31.356 siano state le persone migranti, 22.425 delle quali riportate in Libia.

Dichiara importante fare una iniziativa contro il rinnovo del memorandum Italia/Libia. Ci vogliono, a suo avviso, delle azioni più incisive, come per esempio:

  • costruire dei coordinamenti delle associazioni che si occupano dei migranti nelle città singole e nelle aree metropolitane, che si riuniscano periodicamente;

  • rendere e tenere aperte le reti.

Oltre che per il soccorso ai migranti, che pure è decisivo (se non ci fossero le ong nel mar mediterraneo il numero dei morti, salirebbe a dismisura), secondo Massimo, occorre intervenire anche per altre tematiche, quali: le difficoltà di accoglienza e integrazione che i migranti hanno sul territorio (l’essere messi in regola con il permesso di soggiorno, il lavoro nero ecc.).

E affrontare anche i problemi in prospettiva.

Riferisce che la sua associazione sta lavorando sull’articolo 12 dei Decreti Salvini (traffico illegale di persone), sul riconoscimento europeo della civil fleet e del suo ruolo, sulla costruzione di una “Repubblica della solidarietà e della vicinanza”.

Manuela Fabbretti, di Roma, MCT (Medici Contro la Tortura), afferma di essere in questa associazione da 20 anni, associazione che si occupa delle persone soggette a torture, provenienti soprattutto dalla Libia.

Ma è da tempo che non vedono più persone provenire da lì. “Che fine fanno? Dove vanno?”, si chiede e chiede Manuela, “Anche dall’Africa non si vede più nessuno”.

Manuela è d’accordo per una grande manifestazione nazionale a Roma.

Alfonso Di Stefano, ribadisce la necessità di forme di solidarietà e attenzione anche ai processi contro le navi umanitarie, intorno ai quali fare rete.

Propone una settimana di manifestazioni locali, affrontando anche temi limitrofi alla protesta contro il rifinanziamento alla Libia, temi come: la libera circolazione dei migranti, l’abolizione di Frontex, l’accoglienza senza discriminazione, la solidarietà alle navi umanitarie, il sostegno ai familiari dei desaparecidos del Mediterraneo.

Rosalba Volpi, di NUDM Livorno e “Sulla stessa barca”, afferma di voler assolutamente fare rete. Informa come, l’associazione, nata “con Salvini”, abbia prodotto molte e varie azioni quali:

  • la recitazione a staffetta sulle piazze di gruppi di attori;

  • l’iniziativa delle lanterne verdi sulla rotta balcanica;

  • un “progetto scuola” consistente nell’integrazione dei ragazzi migranti dai 16 ai 20 anni, con i propri compagni, attraverso anche la creazione di squadre di calcio.

Rosalba è d’accordo sulla creazione della rete e ritiene che la manifestazione nazionale a Roma debba essere preceduta da una settimana di mobilitazione.

Ricorda anche lei l’attuale” invisibilità” dei migranti.

Daniela Gioda, di “Carovane migranti” Torino, afferma che si farà portavoce a Torino con altre associazioni di questa iniziativa.

Informa come da ben due anni, c’è in atto l’iniziativa del ricamo di un lenzuolo con i nomi dei migranti morti, in molti luoghi come le biblioteche, le scuole ecc.

Dice: “Si sono realizzate finora ben 119 lenzuola e il ricamo di altre due lenzuola è attualmente in corso in Spagna e presso alcune madri tunisine. Sulle lenzuola ricamiamo Memoria, Verità, Giustizia.

Alle morti noi rispondiamo con la vita: abbiamo ricamato questa frase su una delle lenzuola, frase regalataci alle Canarie”.

Concorda con la preparazione di una manifestazione nazionale a Roma, alla quale prepararsi bene.

Sofia Donato, della “Tenda della pace” di Messina, chiede informazioni e delucidazione su alcuni punti:

  • se ci sia stata risposta alla lettera inviata dalle Veglie ai parlamentari

  • se è possibile integrarne i contenuti con la richiesta dell’abolizione dell’accordo Italia/Libia, la cancellazione del rifinanziamento, l’apertura di corridoi umanitari per chi sta in Libia;

  • sulla data prevista del rifinanziamento alla Libia (“Se si pensa a Giugno, afferma”, “è difficile organizzare con tante associazioni. Magari si può pensare a una data non vicina, come quella per esempio antecedente la discussione del Decreto Missioni in Parlamento”).

Ritiene importante che la manifestazione nazionale a Roma sia preceduta, nelle settimane precedenti, da eventi in tutto il territorio che possano coinvolgere più persone da portare a Roma.

Giorgio, di “La Comune” sostiene l’iniziativa di una manifestazione unitaria nazionale a Roma.

Ribadisce l’importanza di stare insieme perché, dice, “siamo in un contesto di morte, di sofferenza che proviene dai potenti, dalle istituzioni.

E’ in atto una feroce propaganda bellica. Il cinismo di chi lavora nelle istituzioni rende invisibili i migranti, più che nel governo in cui Salvini imperversava. Il nostro impegno invece va verso la vita”.

Emanuela Petrolati, delle Veglie, e del movimento Mani Rosse antirazziste, afferma che è importante tessere una rete/tela che faccia pressione politica prima che tutto si decida, ma che si debbano comprendere le capacità di ognuno nel coinvolgimento delle persone e dei media.

Afferma la grande difficoltà di una manifestazione nazionale a portare a Roma un numero tale di persone da fare la differenza.

Anna d’Acunio, delle Veglie di Napoli, esprime scetticismo sulla manifestazione nazionale a Roma per il numero esiguo di persone, la frammentarietà e l’individualismo.

Si chiede perché il movimento Abolish Frontex stia languendo e non si riesca a fare massa critica e a unirsi, pur in presenza di tantissime associazioni.

Ritiene importante pertanto concentrarsi non su tutti i problemi ma su uniche proposte ed azioni, quali il memorandum e Abolish Frontex, e far sentire disagio alle istituzioni.

Stefania Vecchi, di Cooperazione Internazionale, Modena, afferma che mettersi in rete è per la sua organizzazione un vero e proprio bisogno. Quindi è d’accordo con la rete delle reti.

Ritiene velleitaria la manifestazione nazionale a Roma e importante invece coinvolgere personalità significative, (considerata l’assenza di rappresentanti politici favorevoli all’abolizione degli accordi libici) e realizzare magari una staffetta, svolgendo un’azione di “martellamento”.

Carlo Cavallo, di Carovane Migranti Torino, afferma di voler far parte della rete. Informa che a fine luglio ci sarà una carovana dai Pirenei alle Alpi e il 30 settembre e il primo ottobre la Carovana sarà a Bruxelles davanti alla Commissione europea e quest’ultima può senz’altro essere un’occasione utile per far sentire la nostra voce contro il rifinanziamento e il memorandum.

Non c’è bisogno di grandi numeri, afferma.

Gabriella Gagliardo, del CISDA di Milano, conferma che fare rete è imprescindibile. Ritiene che una settimana di iniziative locali sia più fattibile di una manifestazione nazionale. Informa che il 14 giugno la sua organizzazione farà un’assemblea on line e invita a partecipare.

Anche lei ritiene importante l’azione nelle scuole, anche on line, che a Livorno è andata molto avanti.

Salvatore Fraticelli, di Milano senza frontiere, ritiene che sia decisivo lavorare in rete e il fatto di aver già cominciato a parlare sia una grande cosa.

Unico cruccio che sottolinea è la “sparizione” della sinistra, e la impossibilità di trovare qualcuno in parlamento, come qualcuno di Sinistra Italiana, cui collegarsi.

Incita ad andare avanti e a continuare a crederci e a lavorare molto per avere cassa di risonanza nei media alternativi.

Nello Vescovi, dell’ANPI, ribadisce l’importanza della rete, non solo per le migrazioni, ma anche per la difesa dei diritti dei migranti. La rete, a suo avviso, evita l’accavallamento delle iniziative.

Occorre, a suo avviso, impegnarsi ad invitare altre associazioni. Ritiene importante una settimana di iniziative locali, prima della manifestazione nazionale, da costruire come atto finale.

Riccardo Casali, di La Comune di Bergamo, dichiara di aver già collaborato con le Veglie. Ritiene importante non solo gli incontri on line, ma anche quelli in presenza. Ritiene inoltre che è importante anche coinvolgere le associazioni e le comunità dei fratelli immigrati.

Sostiene quanto sia importante ribadire cose che non debbono essere date per scontate, come la necessità di produrre azioni contro la violenza in generale: quella non solo sui migranti, ma anche sulle donne, i lavoratori che rischiano la vita.

Caterina Cirri, intervenendo di nuovo, afferma la necessità di non perdersi e creare una qualche forma di coordinamento.

Ritiene importante anche parlare “con i migranti” e non solo “dei migranti”, creare esperienze di accoglienza diffusa, coinvolgere le associazioni di stranieri e lavorare nelle scuole.

Enzo e Linda, tutori sociali dell’Associazione Accoglierete di Siracusa che si è costituita parte civile nel processo a Salvini, sostengono di aver rilevato anche loro l’assenza di migranti sul territorio siracusano, cosa che ha costretto la chiusura di molti centri.

Dichiarano di essere desiderosi di ascoltare quanto si può realizzare con tutte le associazioni presenti.

Luciana Eugenia Negro, delle Veglie, risponde ai quesiti posti da Sofia Donato, affermando che la lettera rivolta a Palazzotto e ai 37 deputati (svaniti!!!) non ha avuto neanche un cenno di risposta, che il contatto con Federica Mameli, non si è rilevato alla lunga proficuo.

Precisa e ribadisce che il testo della lettera è certamente modificabile e da integrare e se ne può sicuramente parlare.

Luciana ritiene importante il fatto che abbiamo il tempo per prepararci bene e che, quindi, è opportuno puntare per una iniziativa forte su una data a ridosso del 2 novembre.

Monica Ardemagni, MRA, pensa sia importante organizzare un evento prima del 2 novembre, che non sia una manifestazione nazionale.

Approva l’idea del coinvolgimento delle scuole perché il bambino coinvolge a sua volta i genitori.

LINK UTILI

Iniziativa NoFrontex a Catania 20 giugno 2021

https://www.facebook.com/ReteAntirazzistaCatanese/photos/a.468552853306494/1805797379582028

https://www.facebook.com/179760286085299/posts/1010440813017238/?d=n

Link sul memorandum: https://www.amnesty.it/abolire-il-memorandum-italia-libia-entro-il-2-novembre-2022-lobiettivo-della-societa-civile/?fbclid=IwAR0sxogXv5UoZFxqJ4ja47AMO_mVFCOykIvmiPIQhWPD5PK-yXBCtoygD5w

ELENCO PRESENZE

Alfonso Di Stefano 

Rete Antirazzista Catanese  

Annamaria Margutti 

“Sulla stessa barca” di Bologna 

BAOBAB

info@baobabexperience.org 

Biblioteca delle Donne Bruzie Cosenza

Maria Francesca Lucanto 

Caterina Cirri –   Firenze

Comunità delle Piagge

Umani per r-esistere 

CISDA 

Gabriella Gagliardo

Cristina Neri – Help me

Daniela Gioda e Carlo Cavallo (Torino)

Carovane Migranti 

Donne TerreMutate L’Aquila 

Loretta Del Papa

Eirene. Convenzione delle donne per la pace (Cosenza)

Roberta e Maria Francesca

Enzo e Linda AccoglieRete di Siracusa

Gian Andrea Franchi

LINEA D’OMBRA TRIESTE 

Giorgio Lorenzi – Mediterranea Bergamo

LA COMUNE – BERGAMO

Letizia Del Bubba

Gruppo “Sulla stessa barca” di Livorno

MANI ROSSE ANTIRAZZISTE 

Emanuela Petrolati

MEDITERRANEA

Massimo Righetti

Rosalba Volpi di Non una di meno

Luca Amnesty 

Mirca Leccese Torino per Moria

Nello Vescovi Sezione ANPI Codè Montagnani Marelli (Milano)

Davide Carmine

Nira Cabero Mondo senza Guerre e senza Violenza – Argonauti per la Pace

MILANO SENZA FRONTIERE – Andrea e Nira

RETE FEMMINISTA NO MURI NO RECINTI -Floriana Lipparini 

Rina Cuccu Casa delle Donne di Milano      

Rita Fenaroli Mediterranea Bergamo

Salvatore Fraticelli – Milano senza Frontiere – Energia per i Diritti Umani – 

Silviana Siggillino 

ACLI PROVINCIALI MODENA

MOXA – Modena per gli altri 

TAM-TAM di Pace – Modena 

Renata Matteucci 

Casa per la Pace Modena

Mondo senza Guerre e senza Violenza

Sono rappresentate per MESSINA da Sofia Donato le associazioni seguenti:

ABAREKÀ NANDREE MESSINA

ANPI MESSINA

CAMBIAMO MESSINA DAL BASSO 

PICCOLA COMUNITÀ NUOVI ORIZZONTI

LELAT MESSINA

SAE   MESSINA

UNA FAMIGLIA PER AMICO MESSINA

ITALIA NOSTRA    MESSINA

HUMAN MESSINA 

EMERGENCY MESSINA

Presente anche Teresa Frisone

Sono rappresentate per BERGAMO  le associazioni seguenti:

Mesa Popular

Cobas

COMUNITÀ RUAH BERGAMO 

Mani Amiche di Bergamo

 IMMAGINI SCELTE DALLA “BOTTEGA” (le vignette sono di Mauro Biani)

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

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