Scor-data: 10 luglio 1856

Raccontare Tesla,

non riesumare, o celebrare…

di Mauro Antonio Miglieruolo & Fabrizio Astrofilosofo Melodia

La trasmissione economica dell’energia senza fili è di importanza fondamentale per l’uomo. Gli permetterà infatti di dominare incontrastato sull’aria, sul mare e sui deserti. L’uomo sarà libero dalla necessità di estrarre minerali o petrolio, trasportare e bruciare combustibili, abolendo così molteplici cause di inquinamento. Il glorioso sole diventerà il nostro servo ubbidiente. Pace e armonia si diffonderanno sulla Terra” (Nikola Tesla in “Electrical World and Engineer”, 7 gennaio 1905).

Nikola Tesla

Nikola Tesla

Tesla è (all’apparenza) personaggio ambiguo, o meglio doppio, essendo parte del mondo della scienza e della fantascienza: mondi che non potrebbero essere più lontani; mondi che, pur guardandosi in cagnesco, si avvertono simpaticamente vicini. Queste due realtà, che molti vorrebbero tenere ben separate e che molti considerano addirittura inconciliabili, costituiscono una totalità che è dannoso scindere. La si può, per comodità d’analisi, il cervello umano ha i suoi limiti, esaminare nelle sue varie parti, come se non appartenessero l’una all’altra, a patto che non ci si dimentichi, come ordinariamente fanno i dottrinari del Servizio Sanitario, che l’esaminato è incluso in un tutto che ne condiziona e limita il funzionamento; e che da questo tutto le sue peculiarità dipendono.

Basta considerare: tutti noi apparteniamo contemporaneamente al mondo materiale e a quello immateriale, siamo prosaici e sogniamo (sogniamo durante la notte e continuiamo poi nelle ore diurne), siamo convinti della concretezza di ciò che ci circonda, ma poi, a tradimento, ci lasciamo sovrastare dal Dubbio (oltre che da tanti dubbi).

Nikola Tesla-2Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose” affermava Renato Cartesio nel suo “Discorso sul metodo”, dove individua la necessità di far piazza pulita di tutte le false credenze prive di fondamento per poter costruire su solide fondamenta il sapere umano.

La realtà allora perde senso o quantomeno assume i contorni dell’assurdo e dell’impossibile e sorgono i tanti perché dell’esistenza ed enigmi sull’esistenza. “La vita è sogno”, intitolava quel tale (Pedro Calderon de la Barca). Il quale avrebbe fatto meglio a affermare: la vita è un assurdo, un improprio, è l’impossibile.

Ma Maese Pedro aveva da scrivere un dramma e io no, perciò posso concedermi una immersione in una diversa poetica, la seguente: il mondo è la Biblioteca immaginaria di Borges, nella quale ogni uomo è un componente, una lunga narrazione costruita a imitazione della realtà, che sembra realtà, ma la cui “vera” realtà è dato da ciò che, di tanto in tanto, da essa traspira, la sua profonda vocazione letteraria. Invero tutti i nostri mondi sono altrettanti specchi e imitazioni di altri, Calderon de la Barca e Renato Cartesio sono emanazioni e archetipi di una vasta e variegata letteratura fantastica, sempre di genere rispetto alla Letteratura intesa come Idea.

Nikola Tesla-3È il caso della vita di Tesla. Lo è non perché la sua vita sia più straordinaria di quella dei tanti anonimi che costruiscono lo sterminato insieme detto “umanità”; o perché si possano individuare in essa elementi sovradimensionati di avventura e Tesla costituisca una sorta di Tex Willer dell’innovazione scientifica; ma perché (come accade anche in un altro personaggio del Novecento, del quale in questo stesso blog si è parlato, il fingitore ingannato Fernando Pessoa), gli elementi che compongono prima il pensiero e poi l’esistenza materiale procedono, cartesianamente, sul doppio binario al quale si è accennato nel primo paragrafo.

La vita di Tesla riflette questo modo dualistico dell’esistenza.

Come ogni uomo, Tesla è autore di se stesso; ma è un autore che non si lascia imprigionare nel ruolo dell’ingegnere (vedi ciò che pensa in proposito la ristretta comunità dedicata all’ingegneria), ma secondo un canone che verrebbe voglia di proporre a tutti, nonostante non possa essere di tutti (quanti infatti sono disposti a vivere la concretezza ferrea dei concetti piegandolo costantemente alle audacie della fantasia? E quanti in grado di affrontare l’ostracismo di coloro che si comportano da normodotati e trascurano la genialità e creatività insita in ogni esistenza, creatività che assimilano alla follia?).

Nikola Tesla-4Per non sembrare che si stia parlando del sesso degli angeli, esponiamo a grandi linee quel che è stato Tesla nel suo tempo: chissà se, con questo testo, non si possa iniziare a delineare un Tesla diverso per i tempi che sono e gli altri verranno! Naturalmente a partire da ciò che Tesla stesso ha pensato della propria opera, ignorando che, affermando quel che afferma, pensava all’essere medesimo della propria esistenza.

Dice Tesla all’inizio della propria autobiografia: (vedi: http://www.amasci.com/tesla/biog.txt)

“Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta dei raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione. Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, una energia senza limiti, che può essere incanalata…”

Dichiarazione rispetto alla quale, quella che segue, è di una banalità sconcertante:

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”.

Non perché non sia vera e interessante, ma perché ignora “il fine ultimo” di utilizzare la scienza per la sottomissione di una parte dell’umanità all’altra, bandolo della matassa per comprendere le motivazioni dei comportamenti denunciati con la dichiarazione precedente.

Nikola Tesla-5Questi comportamenti infatti sono motivati da un riflesso conservatore il quale teme (costantemente teme, perciò si ripete) di veder disvelato (a parte l’uso capitalistico della scienza) il carattere conservatore della comunità scientifica, il suo muoversi come corporazione, vittima prima degli interessi di parte che promuove ogni corporazione; tra i quali è da annoverare la rottura del tran tran, del cadenzato procedere dell’ordinaria amministrazione. Di dover ammettere quanto ancora non è disposto a ammettere: la totalità dell’essere umano. Che non può essere ridotto in un ruolo (lo scienziato), che deve invece essere visto in tutti i suoi ruoli, dal quale non può essere espunta una dose di follia, ma soprattutto di creatività e quindi anche di fantasia.

Vediamo dunque il dimenticatissimo Nikola Tesla nelle linee decisive della sua avventura scientifica.

Nikola Tesla, nasce a Smilijan (Serbia) nella notte fra il 9 e il 10 luglio del 1856. Suo padre Milutin era un sacerdote ortodosso mentre sua madre, Duka Mandic, era dotata di una memoria e di una capacità d’inventiva davvero prodigiosa. Tesla eredita entrambe le qualità dei suoi genitori: il rigore morale del padre e le eccezionali doti intellettuali della madre.

tesla6Con linguaggio improprio ma evocativo possiamo definirlo un predestinato. Già all’età di 4 anni svela capacità di riflessione scientifica. Carezzando un gatto nota il formarsi di scintille, un comune effetto elettrostatico. Sarà il punto di partenza di un interesse per i fenomeni elettrici che durerà una vita.

Altra pietra miliare della sua evoluzione personale è la scoperta, intorno ai 17 anni, di possedere capacità di concentrazione tali da visualizzare tutto ciò che immagina, “senza poter più distinguere il mondo reale da quello virtuale”. Ciò che gli permette il passaggio dell’ideazione alla dettagliata progettazione senza bisogno di passare per i prototipi. Nikola Tesla, a suo stesso dire, possedeva doti da visionario, che gli concedevano di accedere alla scoperta scientifica per mezzo di stati mentali particolari che probabilmente acquisiva con quello che oggi chiameremmo “meditazione”. Nel 1899, durante alcune ricerche condotte a Colorado Springs, riceve un segnale radio che sostenne provenire dallo spazio, il che gli guadagna l’avversione e il ridicolo da parte del mondo accademico. Non aveva fatto altro che captare i “rumori di fondo” presenti nello spazio, e che ancora non sappiamo della possibile presenza in essi di messaggi inviati da creature intelligenti. Quel che sappiamo oggi è che Tesla in proposito, pur sognando e inventando, non aveva fatto né l’uno né l’altro. Come tutti i ricercatori messi al cospetto di uno dei tanti enigmi del cosmo aveva fatto ricorso alla “metafisica influente” per dare un aspetto razionale e materiale a ciò che ancora scientificamente non era possibile definire; non facendo altro in fondo che quello che gli scienziati fanno in continuazione,  creare cioè un campo di possibile indagine necessario proprio per sottrarsi a quella “metafisica influente”.

Anche se poi i fatti, forse, gli avrebbero pure dato ragione, nonostante la fiera opposizione della comunità scientifica, quando un forte segnale radio a banda stretta venne rilevato dal dottor Jerry R. Ehman il 15 agosto 1977, mentre lavorava al progetto SETI con il radiotelescopio Big Ear dell’Università dello Stato di Ohio. Il segnale non proveniva dalla Terra o dal Sistema Solare. Esso durò 72 secondi e non venne mai più rilevato.

tesla_7Ehman, controllando i tabulati stampati dai computer del radiotelescopio, stupito dall’evidente origine interstellare del segnale, lo cerchiò sulla stampa e scrisse a fianco il commento “Wow!”. Quel commento dette il nome del segnale. Forse che Tesla captò anch’egli quel segnale?

Di certo, fu che la fantasia di Tesla voleva credere esistessero strade che l’essere umano doveva predisporsi a percorrere; e che risulta inutile rinchiudere nuove possibili scoperte entro schemi obsoleti.

Un aspetto complementare di questa sua follia (accentuata commistione di razionale e diversamente razionale), per la nostra società una follia essa stessa, è il disinteresse di Tesla.

Nel 1885 la Westinghouse Electric Company avvia una disputa legale contro Edison.

La disputa termina con la vittoria della Westinghouse ma i giganteschi costi sopportati la portano sull’orlo del fallimento. La società inoltre ha debiti altissimi nei confronti di Tesla, debiti che ne determinerebbero la definitva bancarotta. Tesla allora rinuncia ai compensi che gli spettano, rilasciando la dichiarazione che segue:

I benefici che deriveranno alla società dal mio sistema di corrente alternata polifase è per me più importante dei soldi che entreranno nelle mie tasche. Mr. Westinghouse, voi salverete la vostra azienda così potrete sviluppare le mie invenzioni. Qui c’è il vostro contratto e qui c’è il mio, li strappo a pezzetti e non avrete più problemi con le mie royalties” Grazie a questo gesto, Westinghouse rimane nel mondo del business e può sviluppare i dispositivi a corrente alternata inventati da Tesla. Coerente con se stesso e le proprie più profonde convinzioni, le riassume nelal seguente frase:

tesla8L’uomo di scienza non mira ad un risultato immediato. Egli non si aspetta che idee avanzate siano immediatamente accettate. (…) Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a venire dopo e indicare loro la strada”.

Tesla possedeva inoltre un’ accentuata disponibilità a condividere con gli altri ricercatori le proprie scoperte.

L’inventore impiegava inoltre ogni suo guadagno per procedere nelle sue sperimentazioni ottenendo, tra l’altro, l’ invenzione della bobina a circuito risonante, ovvero un trasformatore ad alto voltaggio che divenne poi uno strumento indispensabile per la fornitura della corrente alternata sulle lunghe distanze. Tesla così si espresse: ”Il denaro non ha tutto quel valore che gli uomini gli hanno attribuito. Tutto il mio denaro è stato investito in esperimenti, permettendomi di giungere a scoperte che hanno contribuito a migliorare la vita dell’uomo”.

tesla0Al 1899 risalgono i primi studi per rendere possibile la trasmissione dell’energia elettrica senza il ricorso ai fili conduttori. Questi studi partono dalla scoperta che la Terra è un ottimo conduttore di energia elettrica; e che i suoi oscillatori durante l’osservazione diretta dei rovesci temporaleschi non registravano tutte le scariche elettriche dei fulmini.

È indagando sulle ragioni di un tale anomalia  che scopre le proprietà nascoste delle onde stazionarie, utilizzando le quali ritiene possibile trasportare energia elettrica senza apprezzabile dispersione.

La scoperta non ha seguito. Le applicazioni minacciano di ridurre i  costi di distribuzione dell’energia elettrica praticamente a zero. Esse sfidano gli interessi dei suoi stessi finanziatori, annullando il possibile uso commerciale della produzione di energia elettrica. Infatti chiunque avrebbe potuto ricevere energia gratuitamente, semplicemente piantando un’ antenna nel giardino, senza che fosse possibile misurare e far pagare l’elettricità così assorbita, il che avrebbe reso l’applicazione interessante solo nell’ottica di interesse pubblico.

tesla10Altra scoperta, confermata solo di recente, è la possibilità di trasmissione dell’energia utilizzando la ionosfera, fortemente conduttrice, le cui ulteriori ricerche furono arrestate dal problema opposto di quella della conduttività terrestre, ovvero i costi altissimi di trasmissione, per abbassare i quali si lavora oggi per  poter sfruttare il maggiore rendimento di pannelli solari collocati nello spazio.

La tecnologia dei “kite energy”, gli acquiloni a energia eolica, riprendono e sfruttano in buona parte la strada segnata da queste ricerche, abbattendo inoltre l’impatto visivo e auditivo di queste energie.

Molteplici altre scoperte sono da far risalire a lui. Ne fornisco un sommario elenco:

“la prima grande centrale idroelettica del mondo (cascate del Niagara);

i sistemi elettrici polifase a corrente alternata della nostra rete elettrica;

i motori a campo magnetico rotante dei nostri elettrodomestici;

il tubo catodico dei vecchi televisori;

il tachimetro/contachilometri delle automobili;

le lampade a vuoto luminescenti (neon) degli uffici;

le porte logiche dei pc;

il radar per il controllo del traffico aereo o indispensabili strumenti di comunicazione moderna come la radio, per la quale avrebbe dovuto essere premiato con il Nobel ma che gli fu defraudata da Guglielmo Marconi;

apparecchi per scariche ad alta tensione;

strumenti per la protezione dalla luce;

aeromobili a decollo verticale VTOL;

teoria dinamica della gravità;

sistemi polifase.

Solo queste sarebbero sufficienti per celebrare questo scienziato pazzo degno della più audace fantascienza, sennonchè la sua figura, proprio alla sua morte, sprofonda nel mistero più nero.

tesla11 Infatti Tesla stava continuando a lavorare sul “teleforce”, un progetto che aveva proposto senza successo al Dipartimento della Guerra degli USA; sembra che il raggio proposto – che la stampa aveva ribattezzato “raggio della pace” o “raggio della morte” – avesse a che fare con le sue ricerche sul fulmine globulare e sulla fisica del plasma, e che fosse composto di un flusso di particelle. Il governo americano non trovò alcun prototipo dell’apparecchio nella cassaforte, ma i suoi scritti vennero classificati come “top secret”. Il cosiddetto “raggio della pace” costituisce un elemento di alcune teorie cospirative come mezzo di distruzione. J. Edgar Hoover dichiarò il caso “most secret”, vista la natura delle invenzioni di Tesla e dei suoi brevetti.

Tesla morì per un attacco cardiaco, solo, nel New Yorker Hotel, tra il 5 e l’8 gennaio del 1943, all’età di 86 anni. Nonostante avesse venduto i suoi brevetti sulla corrente alternata, egli era praticamente nullatenente e lasciò consistenti debiti. In seguito, nello stesso anno, la Corte Suprema degli Stati Uniti impugnò il suo brevetto numero 645576, riconoscendo lo scienziato come l’inventore della radio.

Sembra che Tesla fosse persino in possesso di un apparecchio in grado di leggere le onde elettriche del cervello umano, marchingegno che gli avrebbe permesso di fotografare la mente e decifrarne i pensieri.

Ma qui si cade nella diceria, che alimenta tuttavia la fantasia e la folle creatività di questo scienziato pazzo dedito al bene dell’intera umanità.

Una figura, quella di Nikola Tesla, di cui sono certo che si continuerà a parlare.

Redazione
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