Sparite-sparate: schifo, meduse e i soliti distrattoni

 

 I – Basta coi numeri arabi

Chi frequenta questa rubrica sa perché qui si usano i numeri arabi: è un tentativo di scimmiottare cioè ridicolizzare la cultura dominante localista.

 

II – Lager di Libia

A inizio giugno il governo libico chiuse la sede dell’Unhcr (ovvero l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). Mentre chiudo questa rubrica (più breve del solito) cioè il XI luglio è in corso un terribile braccio di senso fra il buon senso e l’umanità da una parte e i governi di Italia e Libia dall’altra riguardo a un gruppo di profughi eritrei. Forse sapete di che si tratta (se leggete questo blog oppure«il manifesto» e «L’unità») e forse no se ascoltate la voce (ma soprattutto i silenzi) dei media presunti grandi. Non so come finirà ma segnalo che su alcuni vocabolari la parola «coscienza» si trova fra coscia e cosciotto mentre la parola «giustizia» è stretta fra giustificazionismo e giustiziere.

III – Fusse ca fusse?

Alcuni giornalisti sbirciano o perfino leggono un sondaggio Demos-Coop su economia e società: «Repubblica» sottolinea che «gli italiani con lavori precari considerano gli extracomunitari come concorrenti ma che crescono fiducia e amicizia». La titolazione: «Si normalizza il rapporto con gli stranieri» e «Contrordine, ora l’immigrato non fa più paura». Fusse ca fusse (si dice a Roma) anche una piccola autocritica per la cronacaccia emergenziale che per anni ha devastato anche «Repubblica»?

IV – Ooooh

Bella l’idea di Radiotre di far gestire per un giorno a voci straniere tutti i programmi compresa la bellissima «Fahrenheit». Altrove accade spesso, in Italia ibambini e soprattutto gli adulti fanno «ooooh»

V – Sassuolo che schifo

Il sindaco pidiellino (ma a esser franchi anche il precedente del Pd si è comportato come un razzista) caccia gli immigrati dicendo che i palazzi sono pericolanti (non è vero). Si mettono anche i sigilli a due «moschee» (in realtà piccoli luoghi di culto)¸ «vadano altrove»: i giudici dicono che non possono ma loro insistono. Notizie invisibili fuori dalle cronache locali.

VI – Torino che schifo

Il XIV giugno un italiano insegue e massacra con una mazza da baseball una donna rom incinta (che perde il bambino). Il silenzio dei media è quasi generale: «Il fatto» prova a immaginare il contrario (se un maghrebino avesse fatto abortire un’italiana a mazzate). Alcuni quotidiani indicano solo l’iniziale del nome (chissà perché) mentre forniscono le generalità complete della vittima.

VII – Varallo Sesia, che schifo

Il sindaco Gianluca Buonanno s’inventa i cartelli «anti immigrati»; è ancora «Il fatto» (del XVII giugno) a scandalizzarsi. Gli altri distratti da granite, ombrelloni, pinne e meduse.

IX – Il governo che schifo

Prepara nuovi Cie. Impedisce agli immigrati che vanno via di ritirare i contributi versati all’Inps. Concede solo ai nativi i (ridicoli) «Buoni vacanze Italia » inventati dalla ministra Brambilla. In piena illegalità sgombera rom (veri o presunti). E nella giornata internazionale dei rifugiati – 20 giugno – festeggia i respingimenti; in un anno dimezzate le domande di asilo… visto che impediscono di presentarle. Ecc. A volontà. Purtroppo.

X – Lecco

Timpani perforati e distacco della retina: l’uomo (di origini argentine) denuncia i carabinieri: «mi hanno torturato». Dall’aprile di un anno fa lo hanno operato VI volte; quale che sia il suo crimine (tutto da dimostrare) questa storia è assurda, dichiara Luigi Manconi a «Repubblica» del XXIV giugno.

XI – Colpi di sole

L’Italia del calcio viene subito eliminata dai mondiali. Divisi i leghisti se i colpevoli vadano cercati fra i terroni o fra gli stranieri. Intanto a Jesolo si festeggia miss Italia e per non turbare il lieto evento i giornalisti mettono la sordina alla morte per infarto di un giovane migrante.

XII – Buon senso

Ad agosto le ronde compiranno un anno – io spero muoiano presto – ma poco prima (XXIV giugno) la Corte Costituzionale rovina la «festa» mettendo qualche limite alla loro azione. Il XXVI giugno sbarca a Genova «la nave dei diritti» con 400 italiani all’estero che tornano per far sapere che sono preoccupati di quel che accade nel loro-nostro Paese: mannaggia, quel giorno i grandi media sono sopraffatti da notizie ben più importanti tipo gelati, gossip, maltempo, buontempo, freddo, caldo, chissà.

XIII – Un Paese fondato da migranti

«Troppi clandestini, legalizziamoli». Così Obama a inizio luglio.

XIV – Senza Lippi si può?

Inizio luglio a Torino: XXVII nazioni si giocano il «mondiale degli immigrati». Metà mese a Casalecchio: XIV edizione dei «mondiali antirazzisti» targati Uisp. E’ comprensibile che i giornalisti fossero distratti perché in quei giorni Jacopo a Riccione vinceva la gara dei castelli di sabbia mentre Brigida in Val Gardena festeggiava le nozze d’oro.

XV – Accade a Badia

Forse non è bello vantarsi ma ci fa piacere che  il XXVII festival dei popoli (organizzato ogni anno a Badia Polesine) abbia scelto «Sparite-sparate: le notizie» come titolo e che abbia offerto ai visitatori una foto-mostra (molto bella) dedicata ai giornalisti italiani «Spariti-sparati» cioè eliminati per farli tacere. Se desiderate saperne di più (o chiedere la mostra) andate su www.cdponlus.it: si parla poco di razzismo ma è un lavoro preziosissimo di memoria sulla (brutta) situazione della nostra informazione.

XVI – Sembra il Pdl…

… invece è il Pd: titolo cattivello (ma sacrosanto) de «il manifesto», il VI luglio, per spiegare che secondo un manifesto pieddino nelle Marche per colpa degli immigrati c’è meno sicurezza.

XVII – Osservatorio

Promossa da Laura Balbo, Rita Bernardini e altre/i (con passaporti di diversi colori) l’associazione «Italia-razzismo» (info@italiarazzismo.it) svolge un lavoro prezioso di documentazione sui diritti e su chi vorrebbe negarli; è spesso ospitata imn una rubrica del quotidiano «L’unità» dove per esempio ha raccontato (il XV giugno) che ad Albenga la sindaca leghista ha fatto una ordinanza «anti assembramento», insomma gli immigrati non possono riunirsi in piazza. Oppure (III Luglio) spiegando «la corsa a ostacoli per diventare italiani in un Paese cinico».

XVIII – Spose bambine

Sul tema drammatico dei «matrimoni forzati» il VII luglio il quotidiano «La stampa» offre due pagine interessanti su quel che accade in Francia, Inghilterra e Italia: colpevoli non sono “i migranti” ma leggi e  tradizioni patriarcali e sessiste di alcuni Paesi. In una manifestazione ho letto un cartello: «la violenza contro le donne non  ha colore e religione ma solo un sesso, quello maschile».

XIX – Continuano …

… anzi aumentano in Italia i pestaggi contro omosessuali (o presunti tali): 28 nei primi 5 mesi del 2010. Forse ricordate che l’Italia non si è adeguata alla normativa europea. Che distrattoni i nostri governi.

10  – Io sto con la Carta

Scrivo in numeri arabi per scelta: l’articolo 10 della Costituzione italiana è il punto di partenza. Per gli immigrati e per noi stessi.

Notizie sparite, notizie sparate. Certezze, mezze verità, bufale, voci. Questa mia rubrica prova, a ritmo mensile sulla rivista «Come solidarietà», a recuperare e/o commentare quel che i media tacciono e/o pompano (oppure rendono incomprensibile, con il semplice quanto antico trucco di de-contestualizzarlo) su migranti, razzismi e dintorni.

Redazione
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