Blocchi navali
a cura di Francesco Masala
Continua a leggereil Blog di Daniele Barbieri & altr*
a cura di Francesco Masala
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… in quello che Trump vuole tornare a usare come “cortile di casa”. di Marco Consolo (*) Ulteriore passo avanti nella concretizzazione della “dottrina di sicurezza nazionale” pubblicata da Washington lo scorso dicembre, in cui si annunciava che gli Stati Uniti avrebbero cercato di “ristabilire la loro preminenza nell’emisfero occidentale”
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Da oltre due mesi, nel paese centroamericano i movimenti sociali, gli studenti, i sindacati e la società civile sfidano la repressione del governo guidato dal presidente Raúl Mulino, promotore di una riforma che distrugge il sistema di previdenza sociale e pensionistico, svende il Canale di Panama agli Usa e sospende le garanzie costituzionali. di David Lifodi
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Nel voto all’Assemblea generale ONU del 24 febbraio scorso, ad esprimersi contro il testo di una risoluzione non vincolante presentata dall’Ucraina e dall’Unione europea nella quale si definiva la Russia come Stato aggressore e si chiedeva il ritiro delle sue truppe dal territorio militarmente invaso, anche il rappresentante del governo orteguista. di Bái Qiú’ēn
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Il canale interoceanico è al centro dell’immaginario culturale nicaraguense e costituisce parte integrante della sua concezione sia come spazio sia come nazione. di Bái Qiú’ēn
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Le mire del presidente Usa sul Canale di Panama rappresentano l’ennesimo tentativo di indebolire l’integrazionismo sudamericano e tenere sotto controllo la ribellione di Cuba e Venezuela e le istanze dei Paesi a guida progressista del continente. di David Lifodi
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di Alessandra Ciattini (ripreso da futurasocieta.com)
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Per il portale dell’orteguismo, El 19 Digital, si tratta del «più grande progetto di ingegneria civile della storia», ma la storia è ben diversa. di Bái Qiú’ēn
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di Raul Zibechi (*) Il Canale di Panama registra un calo del traffico navale del 30 per cento, che raggiungerà il 50 per cento nei prossimi mesi a causa della tremenda siccità che affligge la regione. In questi mesi il traffico è sceso da 35-40 a 24 traversate al giorno (“La sequía prolonga la crisis en el canal de Panamá”).
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A rischio il grande trasporto commerciale. Le compagnie navali alzano i prezzi. di Giovanni Cirone (*)
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