E’ il tempo delle olive in Palestina
due articoli: ripresi da Bocche Scucite e da Pressenza
Continua a leggereil Blog di Daniele Barbieri & altr*
due articoli: ripresi da Bocche Scucite e da Pressenza
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Una stagione mortale per la raccolta delle olive termina in Cisgiordania. Le restrizioni e gli attacchi da parte dell’esercito israeliano, insieme alla dilagante violenza dei coloni, hanno impedito a molti palestinesi di raccogliere il raccolto di quest’anno. di Imad Abu Hawash (*) Il villaggio palestinese di Faqqu’a, situato all’estremità settentrionale della Cisgiordania occupata, è circondato da tre lati dalla barriera
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“Shifting Power” è un documentario che descrive la vita di cinque militanti sociali e ambientali provenienti da Nigeria, Camerun, Senegal, Kenya e Uganda. Ritrae intimamente le loro storie personali, intrecciate con le incessanti sfide che devono affrontare e i risultati che ottengono nella lotta alla crisi climatica. Ognunə di loro ci guida con coraggio e spirito inflessibile, rivelando l’importanza del
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Melissa Cicchetti ne parla con Silvia Federici (*)
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di Hagar Shefaz (*) Quattro anni fa, la storica Tamar Novick fu sconvolta da un documento che trovò nel fascicolo di Yosef Waschitz, del dipartimento arabo del partito di sinistra Mapam, nell’archivio Yad Yaari di Givat Haviva. *** Il documento, che sembrava descrivere gli eventi accaduti durante la guerra del 1948, citava: “Safsaf [ex villaggio palestinese vicino Safed] – 52
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… e come Israele la usa per accaparrarsi altra terra palestinese. di Mustafa Fetouri (*) Le zone di tiro israeliane sono solitamente aree militari chiuse, riservate esclusivamente a scopi di addestramento militare. Sono sparse in tutta la Cisgiordania occupata e comprendono molti piccoli e sparsi villaggi palestinesi di comunità per lo più beduine. L’idea di creare delle “zone di tiro”
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Come le compensazioni di carbonio influiscono sulle comunità locali e indigene. di Nathaniel Rugh, Marcel Llavero-Pasquina (*) Le imprese produttrici di combustibili fossili utilizzano sempre più la compensazione delle emissioni di carbonio per affermare che stanno diventando carbon neutral. I giganti del petrolio e del gas come BP, Shell , Total Energies ed Eni hanno tutti utilizzato crediti di carbonio per fornire i cosiddetti combustibili fossili “carbon neutral”.
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Masafer Yatta è diventata una prigione. di Chiara Cruciati (*)
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di Mauro Antonio Miglieruolo (a seguire alcune info di db sulla “riforma” del Marte-dì)
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