Fakir non c’è più

Dopo la cronaca di questi giorni, attraverso la newsletter di Radio Onda d’Urto, si alternano gli articoli di: Alessandro Canella, Claudileia Lemes Dias, Donata Columbro, Francesco Matteuzzi con le foto di Laura Pasotti, Gianluca Cicinelli, Giulia Borelli, due interventi di Lavinia Marchetti, Lorenzo Guadagnucci e, a seguire, due commenti di Enrico Semprini

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Bologna la magra. Il benessere eroso …

…  SOTTO I COLPI DI RENDITA E INFLAZIONE. di Alessandro Canella (*) L’epiteto proverbiale che si è conquistato Bologna, quello di “grassa”, è dovuto alla sua cucina tutt’altro che light, che simboleggiava una certa opulenza e un certo “odor di benessere”, come cantava Guccini. Scene, dati e fatti degli ultimi tempi, tuttavia, suggeriscono un’immagine diversa, più “magra” almeno per una

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Poveri senza sostegno dopo la fine del reddito di cittadinanza

di Alessandro Canella (*) Dalla cancellazione del reddito di cittadinanza all’erogazione dell’assegno di inclusione sono passati molti mesi in cui le persone povere sono state lasciate nel guado, senza forme nazionali di sostegno. È quanto emerge dall’inchiesta di Piazza Grande, il giornale dell’omonima realtà che si occupa di persone senza dimora, che raccoglie alcune storie di ex beneficiari della misura

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“Adotta un sovversivo”: un progetto di restauro e una mostra a Bologna

“Adotta un sovversivo”, il progetto per recuperare i fascicoli delle persone schedate C’è Giuseppe Massarenti, sindacalista e sindaco socialista di Molinella, ma anche Virginia Tabarroni, la zia di Anteo Zamboni, presunto attentatore di Mussolini. C’è l’avvocato Ugo Lenzi, mandato al confino perché antifascista, c’è il partigiano socialista Guido Grimaldi e tanti altri. Anarchici, socialisti, repubblicani, ma anche donne istruite e

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Ilaria Salis, militante antifascista…

… in carcere in Ungheria da dieci mesi. E l’Italia sta in silenzio. Rinchiusa nel carcere di massima sicurezza di Budapest. 39 anni, antifascista milanese, di professione maestra alle elementari, denuncia condizioni detentive disumane. Topi e scarafaggi in cella, cibo scarso, meno di 3 metri e mezzo di spazio vitale a disposizione, l’umiliazione di essere trascinata alle udienze «legata e

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