«Tascabile indimenticabile»

A parere di db il titolo (del romanzo di Angelo Mazza) è anche una sintetica, verace recensione

Non esisteva un libro (almeno a mia memoria: correggetemi se sbaglio) in cui la voce narrante è il libro stesso. Adesso c’è. Si intitola «Tascabile indimenticabile» (336 pagine per 18 euri) e lo ha scritto il nuorese Angelo Mazza – al suo primo romanzo – per Il Maestrale.

Se pensate a una dotta autobio-biblografia con educate discussioni fra il protagonista e i suoi fratelli libri vi sbagliate. Qui ci sono odori e puzzi, tenerezze e storiacce, puri pensieri ma anche le materialità più “volgari”.

Ecco l’inizio: «Premetto, vi racconterò tutto degli uomini, gli sputi alcolici e le mani avide e sozze, ma prima che vi facciate strane idee è meglio che vi dica una cosa: io sono un libro, ed è la mia storia che vi vorrei raccontare. Sia chiaro: non la storia per cui io sono libro ma quell’altra vissuta dopo che qualcuno mi diede alle stampe nel lontano 1921, in quel di Firenze, per i tipi di Bemporad». Il nostro eroe si fa chiamare «Tascabile» – ma foooooooorse quel 1921 a metà libro vi ronzerà in meNte – e noi con questo nome lo accoglieremo e con lui viaggeremo lungo 50 anni

Senza fare troppo spoiler si può raccontare che nelle primissime pagine il nostro “eroe” – cioè Tascabile – sopravvive a un rogo e finisce a Londra dove nel 1956 si imbatte in Beppe Serpino, il co-protagonista della vicenda.

Al contrario di Rossella che (secondo le prime righe di «Via col vento») «non era una bellezza; ma raramente gli uomini se ne accorgevano», Beppe  «non lo era per nulla, bello» e la cosa si notava. Quando lo incontriamo lui mangia poco ma legge moltissimo. E piange per amore. Il nostro protagonista – cioè Tascabile, non fate confusione – nella «stanza d’ostello» di Beppe Serpino incontra un fratello, «l’Irlandese che raccoglieva diverse vicende di uomini e culminava con la morte». E sarà bene chiarire subito che «noi libri ci trasmettiamo la memoria, la nostra storia, i nostri padroni. Tutto passa attraverso il contatto». Contatti anche sgradevoli talvolta: «è questo il miracoloso fardello di noi libri, l’assorbimento di ogni cosa che riconduce alla vostra (cioè umana) anima».

Tascabile e l’Irlandese diverrano gandi amici e rimarranno legati (fra loro e a Beppe) per quasi tutto questa vicenda intitolata «Tascabile indimenticabile». Incontreranno altri fratelli e un “cugino” cartaceo ovvero «Biglietto», una carta d’imbarco su cui sono state scritte parole difficili da decifrare ma forse d’amore; e qui si cela un mistero – «una faccenda accaduta il 6 luglio 1958» – che sarà svelato solo nelle ultime pagine e farà commuovere anche chi ha il cuore indurito.

Da Londra a Civitavecchia e poi il ritorno in Sardegna di Beppe sempre con i suoi amici di carta. Attraverseremo la Sardegna con uno spaesato Beppe, la bella Rachele, la morte accompagnata da un piccolo-grande gesto di coraggio, poi «7 umani, un setter, due libri, un biglietto» e ancora tanti incontri con esseri fatti di carne e di carta. Fino a incontrare anni dopo un certo professor Giuseppe Serpino «ordinario di lingue e letteraura inglese» a Sassari, molto amato da studenti, studentesse e… libri. Qualcosa va bene o benissimo ai nostri protagonisti ma è meglio non dimenticare che nelle vite dei libri – come in quelle degli umani – ci sono «itinerari ostili» dove si patiscono «salive, cacche, catarri, sangue». Ed è molto bravo Angelo Mazza ad alternare durezze e schifezze a momenti teneri e ironici. Come è abile a misurare il tempo, quando parlano i libri, con il metro del suo protagonista: dunque non ore o minuti ma righe, pagine… Per esempio: «siamo stati qui tanto di quel tempo» si lamenterà un libro «almeno cinquemilavirgoletrecento volte il tempo impiegato per leggermi».

«I libri sono tutto» dirà Beppe. Sottoscrivo. Ma lungo 50 anni anche l’amore entra – e io subito grido un «evviva» – e cammina nella vita di Beppe Serpino. Ma poi… non posso dirvelo: svelare i colpi di scena è vergognoso e sono convinto che Tascabile (1921 … ricordate?) sia d’accordo con me.

Ho sentito più volte una frase rimbalzare (e non solo nelle conversazioni fra “topi di biblioteca”): «se solo i libri potessero parlare….» di ciò che vedono e pensano, ma anche del «lettore ideale», non più padrone ma amico (o amica). Beh, con «Tascabile indimenticabile» Angelo Mazza è riuscito nell’impresa.

Chiuso il libro io sono tornato all’inizio del libro e per rileggermi le 9 (famose o quasi) righe di Trilussa su una certa tartaruga: le ho capite più in profondità. Potenza di un «Tascabile indimenticabile» e non so bene dove mettere le virgolette.

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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