«Transistor»: a Cagliari/Pirri il 9, 10 e 11 dicembre

Non dovrei dirvelo (eh-eh) perché ci sono anche io ma ve lo dico perché è proprio una bella robbbba (oh-oh)… e poi ci sono anche io (ih-ih). Mi scuso con uh-uh e ah-ah che sono rimasti fuori da poche righe. – db  

Centro D’arte e Cultura LA VETRERIA

Cada Die Teatro

Scuola d’Arti Sceniche La Vetreria/Cuori di Panna Smontata

in collaborazione con C.E.M.E.A Sardegna

«Transistor»   9/10/11 dicembre 2016

Noi veniamo dal futuro/Ερχόμαστε από το μέλλον

Spettacoli, laboratori, incontri ed esposizioni

per chi sente di arrivare dal futuro e sa che questo è un luogo meraviglioso.

in collaborazione con

Studio “South Sardinian Scum”

Spaziodanza

Compagnia Cantante

Radio X

Muzak Cagliari

Sa domu

Il Cada Die Teatro in collaborazione con C.E.M.E.A., inaugura un nuovo progetto dedicato ai giovani, dal nome Transistor. Una manifestazione creata insieme dai ragazzi, per i ragazzi. Dal 9 all’11 dicembre, presso gli spazi del Teatro La Vetreria, tre giorni di laboratori, teatro, musica e arte. I ragazzi potranno iscriversi a diversi laboratori, dedicati a vari ambiti tra cui la danza e il gusto, la grafica, il fumetto, la musica e il rapporto genitori/figli. Aprirà la manifestazione “Rumore Bianco”, esito scenico del laboratorio teatrale tenuto dall’attore e regista Mauro Mou, che curerà anche la regia dello spettacolo. Durante il festival, all’interno della corte dello spazio La Vetreria verranno allestiti concerti e mostre.

I ragazzi la possibilità di diffondere le proprie idee e le proprie storie attraverso l’utilizzo dell’arte e di linguaggi non convenzionali. Ci piacerebbe divulgare l’idea che l’educazione è più simile ad un contagio, ad un’epidemia, piuttosto che al semplice “riempimento di recipienti vuoti”.

I laboratori sono a numero chiuso e sarà necessario prenotare.

PROGRAMMA (indicativo)

Venerdì 9

ore 21 Teatro La Vetreria

Scuola d’Arti Sceniche La Vetreria/Cuori di Panna Smontata

Rumore Bianco – dramma collettivo

Sabato 10

ore 10/16 – Centro D’arte e Cultura LA VETRERIA

Scuola Arti sceniche

Quadri di famiglia –  Laboratorio teatrale per coppie costituite da genitore-figlio

a cura di Silvestro Ziccardi (cada die teatro)

Fucina Teatro

Zuppa di porri/ laboratorio di gesto e gusto – Laboratorio di gesto e gusto

Francesca Massa e Pierluigi Carola

Ludospazio  C.E.M.E.A.

MY t SHIrT – Laboratorio di Grafica, Serigrafia e T-shirt

a cura di C.E.M.E.A Sardegna

Studio South Sardinian Scum

Recorded – Laboratorio di ripresa acustica e microfonica, mixing e mastering

a cura di Giampietro Guttuso

Biblioteca C.E.M.E.A.

Supereroi falliti e altri mostri – Laboratorio di fantafumetto e altro

a cura di Daniele Barbieri

Spazio aperto Cafè Ludico

Graffiti su tavola – Laboratorio di Fanta-Fumetto

ore 17.30/19.30 – Teatro LA VETRERIA

La peste, il teatro, l’educazione (allarghiamo i confini della scuola)

Incontro sul tema giovani, creatività, educazione, teatro e scuola

Marina Pecorelli (Cooperatrice internazionale, supervisore di tirocinio alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria, Università di Milano-Bicocca…

Bachisio Bandinu (lettera ad un giovane sardo parte 2)

Giancarlo Biffi (racconto)

C.E.M.E.A. servizio Civile

Pierpaolo Piludu

Momi Falchi

Pierluigi Soldi –  (Educatore)

Valentino Puscheddu

e non solo

ore 19.30 – Spazio Aperto Cafè Ludico

Cartoline dal futuro –

Inagurazione esposizione fotografica

ore 20.30 – Cafè Ludico

sudigei.com

a cura di Alessandro Pintus

Domenica 11

ore 10/16 – Centro D’arte e Cultura LA VETRERIA

Scuola Arti sceniche

Quadri di famiglia –  Laboratorio teatrale per coppie costituite da genitore-figlio

a cura di Silvestro Ziccardi (cada die teatro)

Fucina Teatro

Zuppa di porri/ laboratorio di gesto e gusto – Laboratorio di gesto e gusto

Francesca Massa e Pierluigi Carola

Ludospazio  C.E.M.E.A.

MY t SHIrT – Laboratorio di Grafica, Serigrafia e T-shirt

a cura di C.E.M.E.A Sardegna

Studio South Sardinian Scum

Recorded – Laboratorio di ripresa acustica e microfonica, mixing e mastering

a cura di Giampietro Guttuso

Biblioteca C.E.M.E.A.

Supereroi falliti e altri mostri – Laboratorio di fantafumetto e altro

a cura di Daniele Barbieri

Spazio aperto Cafè Ludico

Graffiti su tavola – Laboratorio di Fanta-Fumetto

ore 16/19 – LA VETRERIA

Open ART- esposizoni, istant perfomance e varie

ore 20 – Spazio Aperto LA VETRERIA

CONCERTO

ASSALTI FRONTALI – Io sono con te

dr drer & crc posse

Schede:

SPETTACOLI

Scuola d’Arti Sceniche La Vetreria/Cuori di Panna Smontata

RUMORE BIANCO (– in balia della sorte)

dramma collettivo diretto da Mauro Mou

con Edoardo Angius, Giulia Bacci, Debora Cannizzo, Enrica Casu, , Maria francesca Floris, Eleonora Fois, Daniele Lecca, Sara Mascia, Edoardo Messina, Marta Pianu, Andrea Pilloni, Sofia Luisa Quagliano, Francesco Rocco, Alessandra Solinas

suono Matteo Sanna

luci Gianni Schirru

cura della messa in scena Chiara Aru, Francesca Pani, Francesca Vecere

Il “rumore bianco” è un continuo fruscio, una partitura panasonica che contiene in sé tutti i suoni.

Spesso questo fruscio viene generato dalla nostra radio mentre cerchiamo nell’etere, tra le frequenze, una stazione, un segnale, un suono, una voce. Quel fruscio considerato distensivo ha uno spettro uniforme e genera soltanto numeri aleatori, incerti. Come il punteggio ottenuto con il lancio di uno o più dadi; l’altezza di uno studente preso a caso dalla sua classe; il reddito medio di un campione casuale di famiglie italiane; la durata della vita di un individuo. Il rumore bianco, che ha ampiezza costante su tutto il range di frequenze, si prende in esame per essere confrontato con la reale risposta dell’ambiente in cui lo stesso segnale viene diffuso.  Mi piace pensare che i giovani siano il rumore bianco di una collettività, una partitura polifonica e imprevedibile che ci permette in qualche modo di misurare il livello della nostra società. E poi questa volta, in scena con loro, ci sono anche io.

dr drer & crc posse – Terra

ASSALTI FRONTALI – Io sono con te

LABORATORI

Scuola Arti sceniche

Quadri di famiglia –  Laboratorio teatrale per coppie costituite da genitore-figlio

a cura di Silvestro Ziccardi

Un laboratorio per adulti accompagnati. Un’esperienza di laboratorio teatrale di tre incontri per genitori e figli. Proporremo esercizi e giochi che favoriscano la fiducia tra i partecipanti.

Insieme proveremo a ricostruire piccole  “scene di ordinaria follia domestica” per immaginare altre prospettive, favorire l’ironia e la scoperta di nuovi significati per vecchi comportamenti.

 Fucina Teatro

Zuppa di porri/ laboratorio di gesto e gusto – Laboratorio di Danza e Cucina

a cura di Francesca Massa e Pierluigi Carola

Il laboratorio prende spunto tematico da una ricetta letteraria di Marguerite Duras ed è rivolto a ragazzi e ragazze dai 14 anni in su che intendano esplorare le possibilità performative del proprio movimento naturale e creatività. La ricerca partirà da un training che comprende l’ascolto della propria presenza e di quella degli altri, la percezione del peso sul pavimento e, attraverso delle immagini fornite, si arriverà alla creazione di un movimento personale.

Nella seconda parte del laboratorio si lavorerà sulla tematica vera e propria attraverso la LIS (Lingua dei Segni Italiana), con la quale esploreremo le possibilità di comunicare, eliminando la parola detta e utilizzando solo ed esclusivamente il nostro corpo e il suo enorme potenziale espressivo. Nell’era della comunicazione, dove la parola detta e scritta è abusata, sopratutto dai giovani, noi vogliamo offrire alcune ore di ascolto del “silenzio” ( che non sarà  un vero silenzio e John Cage ce lo insegna) e dare opportunità ai ragazzi e alle ragazze di ritrovare la forza e l’importanza dell’essenzialità del gesto.

Portare abbigliamento comodo e un quadernetto per appunti ( da definire più avanti se inserire qualche altro oggetto)

Ludospazio  C.E.M.E.A.

MY t SHIrT – Laboratorio di Grafica, Serigrafia e T-shirt

a cura di C.E.M.E.A Sardegna

Studio South Sardinian Scum

Recorded – laboratorio di ripresa acustica e microfonica, mixing e mastering

a cura di Giampietro Guttuso

Biblioteca C.E.M.E.A.

Supereroi falliti e altri mostri – laboratorio di fantafumetto e altro

a cura di Daniele Barbieri

Spazio aperto Cafè Ludico

Graffiti su tavola

Appunti sparsi

Mi piace pensare che il teatro sia ancora quel luogo dove i ragazzi si possano osservare in azione. Mi piace vedere il teatro come un luogo liberato dal conformismo, dalla monotonia, dall’ideologia… dove si viene ascoltati, dove si condividono emozioni, dove ci si possa emozionare senza mettere “mi piace”. Un luogo dove misurarsi e gioire dei cambiamenti.

Una palestra dello stare insieme, sentirsi parte e magari orientarsi al di là di noi stessi.

Trovare un gesto, un suono, una storia che ci rappresenti . Mi piace pensare che il teatro sia ancora necessario come lo è stato per me.

Il teatro come luogo del futuro, dove gli spetta/attori possono salvare se stessi oggi, magari immaginandosi il domani.

Perchè…. Transistor!!? semplicemente … Transistor come amplificazione di un segnale in entrata

Nel novembre del 1954 venne commercializzato il primo apparecchio radio interamente a transistor. Oggi guardiamo con affetto e nostalgia alle prime “radioline” degli anni ’50, che entrano a buon diritto nel mondo della radio d’epoca, e guadagnano un posto di assoluta dignità a fianco delle loro calde ed ingombranti “sorelle” a valvole.

Coloro che hanno l’età per ricordare quegli anni, memorabili anche per tanti altri motivi, non possono certamente dimenticare il primo “contatto” con uno di quei curiosi oggetti variopinti, allora chiamati affettuosamente “radioline a transistor” o semplicemente “transistor”, scatolette di plastica abbellite da qualche fregio cromato e racchiuse in una lussuosa custodia in cuoio, che col loro peso di poche diecine di grammi erano in grado di sintonizzarsi con precisione su tante stazioni senza diventare neppure leggermente tiepide, ma diffondendo quel “profumo” di elettronica che ci sarebbe diventato in seguito tanto familiare.

Appunti sulla creatività “Tra fili, mappe e api con Maria Lai”

L’attività creativa rende l’uomo un essere rivolto al futuro, capace di dare forma a quest’ultimo e di mutare il presente. La creatività è pertanto la capacità di trasformare il mondo attraverso un’azione intrecciata di logica e fantasia, ragione e immaginazione.

È la capacità di affrontare e risolvere la varietà dei problemi che contrassegnano la quotidianità del vivere, di scoprire i nessi tra esperienze differenti, individuare i collegamenti tra realtà disgiunte e contrapposte.

La creatività è, anche,  la capacità di elaborare ipotesi alternative nei confronti di definizioni a priori, e di percorsi conoscitivi abituali. È la capacità di immaginare il nuovo al di là dei limiti dell’esistente,  di scombinare la monotonia del sempre-uguale,  della ripetizione e dell’identico.

Appunti da “Lezione su la peste, il teatro, l’educazione”

La peste è una metafora pedagogica che indica bene quando l’educazione avvenga per contagio, su base sociale, emotiva e materiale anziché per trasferimento intenzionale di nozioni intellettuali. Spesso il contagio educativo, che può essere diffuso da un singolo educatore o da un gruppo di coetanei, è visto come esperienza alternativa che fa venire, meno proprio come in certe raffigurazioni della peste, le norme le regole della formazione scolastica e familiare, rendendo possibile l’assunzione di comportamenti autenticamente trasgressivi. Ma la peste rappresenta anche l’istanza di discipline e di controllo propria di un dispositivo pedagogico che si contrappone alla contaminazione della vita diffusa, e che intende costituire il soggetto come corpo docile e come anima sottomessa alle esigenze dell’ordine sociale, attraverso rituali di addestramento e di esclusione, di purificazione e di prevenzione. Risulterà essenziale a questo proposito il riferimento all’opera di Michael Foucault. La peste è anche la metafora presente nelle più importanti poetiche teatrali del’900, Da Antoni Artaud a Jean Luis Barrault, da Jerzy Grotowski al Live Teatre, sino alla body art contemporanea. A partire dal rimando metaforico tra teatro educazione oltre che dalla centralità del tema della formazione nel teatro contemporaneo e dal rilievo pedagogico del teatro in ambito scolastico ed extrascolastico, il corso intende approfondire il significato di questo chiasmo così significativo tra la peste, il teatro e l’educazione la prospettiva a cui si intende pervenire e quella di una “deissi” teatrale in clinica della formazione, nel senso dell’ancoraggio narrativo interpretativo ad attività di tipo drammaturgico.

QUI lo spot del laboratorio di Daniele Barbieri, realizzato al buio da alcuni dei partecipanti:  https://www.youtube.com/watch?v=y43zCRNoxmU

PROGRAMMA COMPLETO di Transistor, insieme ad altre informazioni, qui: http://www.cadadieteatro.com/2015/11/16/3151/

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Redazione
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