Un’altra economia è possibile…

infatti c’è (ma ha bisogno di noi)

Un appello di Pietro Raitano (*)  

Se vi scrivo è perché in questi anni siamo entrati in qualche modo in contatto: per un articolo che abbiamo scritto, per un incontro cui abbiamo partecipato, per una notizia che ci avete girato. Oppure semplicemente perché ci leggete.

Se ricevete questa lettera, è perché noi crediamo in quello che abbiamo sempre chiamato il “capitale delle relazioni”, l’unico capitale in grado di costruire un’economia più giusta, sostenibile, piacevole.

Vi scrivo perché «Altreconomia», il mensile che da 6 anni dirigo, ha bisogno di voi.

Sapete che la nostra rivista racconta l’economia, mettendo al centro le persone e non i numeri; storie di uomini, donne e imprese, e non gli astrusi strumenti della finanza, costruita per far in modo che non la possiamo comprendere.

È da questo (dai contenuti) che vi chiedo di partire: l’informazione di qualitàè un costo, perché ha bisogno di verifiche, di spostamenti (bisogna andare nei posti, per raccontarli), interviste; è l’intuizione a muovere un’inchiesta, ma a volte ci vogliono mesi per svilupparla.
«Altreconomia», mensile d’informazione indipendente, ha fatto una scelta: che questi costi non li avrebbe coperti con i finanziamenti pubblici, né con la pubblicità. Se l’informazione è un “bene comune”, allora è compito del lettore sostenerla; se ci teniamo alla biodiversità nei campi, dobbiamo avere a cuore anche la pluralità dell’informazione e dell’editoria, per non leggere notizie tutte uguali.

Con questa lettera – è la prima volta che ci troviamo costretti a farlo – inviamo un invito pressante: ABBONATEVI AD «ALTRECONOMIA». Se siete già abbonate/i, rinnovate subito l’abbonamento anche se non è scaduto oppure regalatene uno a chi pensiate possa far piacere.

Se volete continuare a fruire del nostro lavoro (anche quello gratuito di un sito aggiornato costantemente), se volete che qualcuno lavori fino a rendere nazionale il caso degli F35, o ricostruisca la struttura societaria di multinazionali come Ikea o Coca-Cola, disegni la mappa d’Italia “piena” di 32 nuove autostrade e si chieda perché, faccia i conti di quanti soldi ha risparmiato il sistema-Paese grazie all’azione dei comitati, anticipi la “bolla immobiliare” che sta per scoppiare…
Nel romanzo di José Saramago
«L’anno della morte di Ricardo Reis», il protagonista – Ricardo Reis – si dedica spesso alla lettura dei giornali. Nella prima parte del romanzo si trova questo passo (la traduzione è di Rita Desti): “Sono così i giornali, sanno parlare solo di ciò che è successo, quasi sempre quando è troppo tardi per riparare agli errori, ai pericoli e alle mancanze, sarebbe un buon giornale quello che il primo gennaio del millenovecentoquattordici avesse annunciato lo scoppio della guerra per il ventiquattro luglio, allora avremmo potuto disporre di quasi sette mesi per scongiurare la minaccia, chissà, forse avremmo fatto in tempo”.

L’impegno che ci prendiamo con voi è di continuare a non parlare di ciò che è successo, ma di anticipare ciò che verrà. E’ una scommessa che dobbiamo vincere insieme.
Potete abbonarvi ad Altreconomia attraverso il nostro sito: www.altreconomia.it/abbonati

Se risulta troppo complicato, potete fare semplicemente un versamento di 38 euro (per un abbonamento annuale) o 75 euro (biennale) sul conto corrente postale 14008247 o sul conto corrente bancario IT18 Y050 1801 60000000 0100 814; entrambi sono intestati ad «Altra Economia Soc.Coop.» (dopo aver effettuato il versamento, scansionate la ricevuta e inviatela a segreteria@altreconomia.it)

Grazie

Pietro Raitano, direttore responsabile «Altreconomia»

(*) Se non sono abbonato ad «Altreconomia» è solo perché, negli ultimi anni, ho dovuto tagliare persino le spese necessarie. Necessaria lo è davvero «Altreconomia» e infatti la compro spesso quando passo in libreria (luogo di terribili tentazioni per chi è vieppiù squattrinato come me) o a Ex Aequo, la bella bottega bolognese del commercio equo. Invito chi può ad abbonarsi: è una delle poche voci libere e veramente alternative rimaste in questo Paese sempre più annichilito e dove l’informazione è sempre più asservita-ammutolita. Quando a novembre diventerò un “ricco” (630 euri mensili: come vi suona, dopo una vita di lavoro?) pensionato… penso che per festeggiare mi regalerò un abbonamento. (db)

 

Redazione
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