Val di Susa, la vergogna annunciata

di Bozidar Stanisic

Le ultime notti in Val di Susa credo siano la metafora più densa
dei nostri tempi, cioè della tragedia da tempo annunciata dal rullo
neoliberista in movimento anche per l’Italia. E’ possibile che anche
il governo tecnico mandi i manganelli contro la gente legata a un luogo preciso, contro richieste precise, contro ogni possibilità per un dialogo e una via d’uscita? Intanto, quando parlano i manganelli, è difficile tacere (non per tutti, ovviamente) una verità: la democrazia e la vita politica sono sul letto dei moribondi e dalle loro ceneri sta nascendo lo Stato-impresa a cui, per ancora un po’ di tempo, servirà la bugia che democrazia e politica sono vive. E’ l’impresa in ogni senso: che tutti tacciano, unica libertà prendere in mano nel dopo-lavoro il carrello per la spesa (chi lavora, se non lavora che prenda fila alle cucine della Caritas), fare la fila per pagare le bollette; ogni eventuale protesta prevede manganellate. Si sa chi è il direttore, chi sono i capi, chi amministra, che scopo c’è ed è il profitto.
Povero me, povero chi pensa e sente ancora qualcosa: vedo la
Val di Susa, il sangue degli innocenti, l’obbedienza dei poliziotti,
la sordità dei tecnici e non; vedo pidiani, pidieliani e casiniani che dicono sissignore, bisogna fare, e il povero pensiero mi porta all’agorà ateniese, alle lotte operaie di Londra, Pietroburgo, Parigi, Berlino, a chi con il rischio del proprio sangue voleva che potessimo godere i diritti basilari in quello che ora è lo spazio aperto per il Leviatano neoliberista. Un profitto che non distingue più un volto umano dai ritratti sulle banconote. Pronto a dare ragione solo alle proprie ragioni.
E nella notte si va a dormire ripetendo vergogna, vergogna, vergogna.

Redazione
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2 commenti

  • Fa molta impressione anche la dicotomia fra ciò che dice la gente comune, che quei luoghi abita e difende, e la piattezza e unanimità delle posizioni del potere costituito:si tratti di partiti o di governo tecnico non importa. Il distacco è quasi incolmabile ed è lì che ha facile gioco lo spettro del “terrorismo” gli allarmismi strumentali che tentano di coalizzare la paura della gente mentre trionfa il mercato. Cui prodest? questa è la domanda.

    • Bozidar Stanisic

      da b.stanisic per daniela:
      la sua è una domanda estremmamente logica e umana, però mi fermerei un pò di piu’ sul logos (incluse altre cose). finita la trasmissione di santoro (1.marzo), ascoltata da milioni di persone, il governo aveva un dovere di rispondere almeno sulle tonellate di amianto che saranno scavate e su alcuni altri pericoli per la salute dei cittadini (non sudditi) che abitano in val di susa. il secco “njet” di ieri sera del governo “tecnico” tecnicamente conferma il distacco fra i cittadini e il governo di cui lei ha giustamente ragionato dando dei giusti atributi alle cose. come si vede, non importa quanto è stata diminuita la quantità di scambio merci fra la francia e l’italia, è importante che venga forata quella montagna. in val du susa non abiteranno nè monti, nè bersani, ne cota. e quando un giornalista (in questo caso travaglio) espone i dati accusatori, incluso il ruolo evidente di qualche tangente (nominate coop rosse), sarebbe giusto confutarli oppure confermarli. non è venuto nè l’uno, nè l’altro. e val di susa si sta sviluppando nella metafora più che emblematica per i nostri destini. cui prodest? è vera, verissima questa domanda. che si sta ramificando, in primis in quelle che toccano il tasto del valore delle vite umane.

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