Venezia: piroscafi? No, piro-SCHIFI

Il 23 e 24 settembre per dire che le Grandi Navi devono andare fuori dalla laguna

di Riccardo Bottazzo con una nota di Fabrizio Melodia

A VENEZIA CONTRO I MOSTRI DEL MARE

«Provate a immaginare quanto veleno possa uscire dai tubi di scappamento di 14 mila automobili. Ce la fate? Ecco, vi state avvicinando a capire come possa ridurre il canale della Giudecca, uno di quelli che sfociano a San Marco, una Grande Nave. Soltanto una. Sono molti anni che un grande e tenace movimento si oppone all’osceno via vai dei mostruosi grattacieli galleggianti, veri e propri villaggi turistici che si muovono concentrando in sé, o nella loro colossale simbologia figlia dell’economia fossile, l’insaziabile sete di profitti, l’umiliazione dell’idea del viaggio, l’arroganza delle multinazionali del mare e la corruzione politica. Il 23 e 24 settembre, in modo tanto particolare quanto affascinante, l’acqua di Venezia si propone allora come l’ “equo territorio” da difendere, insieme all’ambiente e alla democrazia. È questa l’idea di fondo che il Comitato No Grandi Navi propone a chi, per esempio in Italia e in Europa, si batte per affermare che le calli veneziane, così come gli ulivi del Salento o le montagne della Val di Susa, sono un bene comune da sottrarre al saccheggio e alla devastazione. Un’occasione da non perdere per un primo week-end autunnale in cui, c’è da giurarci, Venezia non sarà affatto triste».

Così scrive Riccardo Bottazzo esortando tutti alla partecipazione contro gli ecomostri nella laguna veneziana.

Aggiungo una postilla. Da anni e anni il «Comitato No Grandi Navi» si batte attivamente per far uscire i grandi bastimenti turistici dalla laguna di Venezia, con forti ostruzionismi non solo da parte dei commercianti locali, ma anche da parte delle autorità e del magistrato alle acque.

Il «Comitato No Grandi Navi» nasce oltre 10 anni fa a seguito dell’unione attiva di associazioni ambientaliste – AmbienteVenezia e Assemblea Permanente No Mose, Italia Nostra, Centro Sociale Morion, comitati di cittadini dei quartieri di Santa Marta e di Castello – riunitisi dapprima sotto il nome di «Coordinamento Cittadino Contro le Grandi Navi», per sensibilizzare le persone sul problema dell’inquinamento e del disastro idrogeologico causato dalla presenza dei colossi delle crociere e del trasporto merci. Dopo anni di lotte, qualcosa è stato ottenuto anche se ora si sta trovando l’ennesimo escamotage per permettere il ritorno della croceristica nella laguna veneziana.

Molte voci si sono levate, minimizzando l’impatto ambientale e massimizzando i profitti che derivano dal turismo portato dalla navi da crociera. Dati palesemente gonfiati, dato che le grandi navi danno lavoro ad appena 5000 persone, tutte facente parti del circuito, senza alcun reale beneficio per il turismo veneziano, ormai portato verso un lento ma inesorabile declino.

Dal punto di vista dell’inquinamento è ormai assodato che molti casi di malattie, spesso mortali, sono causati da ampi avvelenamenti di diossina nelle falde acquifere del territorio. Non solo per i grandi rifiuti tossici scaricati in laguna e nel terreno delle industrie di Porto Marghera. Anche in quel caso, i soliti “noti” dicevano che il polo industriale non faceva male, non portava danni ed erano tutti felici e contenti, soprattutto i tanti operai morti di cancro o gravemente ammalati a seguito degli avvelenamenti del Petrolchimico («Mortedison» lo chiamavano invece i cortei operai).

Come sempre, gli interessi dei Soliti Potenti hanno trovato nel sindaco Luigi Brugnaro una punta di diamante per riaprire la trasformazione di Venezia a Dubai del Nord Est Italia, con cementificazioni e malversazioni da far impallidire persino la mafia più smaliziata, in aggiunta ai vari progetti delle Grandi Opere, come il famigerato MOSE. Basti pensare che proprio il MOSE è una conseguenza dei lavori fatti per far entrare le Grandi Navi in laguna, visto che negli anni ‘50 furono eseguiti lavori di scavo delle bocche di porto che permettono di accedere all’Adriatico direttamente. Questi scavi hanno poi contribuito notevolmente alla famosa acqua alta del 1966, quella che a Firenze significò lo straripamento dell’Arno. In seguito, fu varata la “Legge Speciale per la Salvaguardia della laguna e di Venezia”, con tanto di stanziamento multimiliardario, che confluì nell’ecotruffa del MOSE.

Se ancora ci fossero dubbi sulle speculazioni e la truffa dietro alle Grandi Navi e il pericolo per la distruzione del territorio e la salute della popolazione, andate a rivedervi con quanta violenza la guardia costiera ha respinto i manifestanti ancora qualche tempo fa.

E ricordate: “Coe grandi navi, l’aria ea xè fetente, dea nostra salute non ghe ne frega niente!” (Marco “Furio” Forieri, dalla canzone “Santamarta”).

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.