Voci dal coraggio

di Maria G. Di Rienzo

Ogni anno, la Women’s Refugee Commission onora donne rifugiate o in cerca d’asilo che stanno lavorando a beneficio delle proprie simili. Il premio si chiama «Voci del Coraggio»: una delle donne a cui sarà conferito il 4 maggio prossimo si chiama Rim Tekie Solomon.

Rim, figlia di genitori eritrei, ha passato l’infanzia nei campi profughi del Sudan. E’ fuggita dal Sudan quando aveva 16 anni, attraversando a piedi il deserto del Sinai con sua madre e sei tra fratelli e sorelle minori. La famiglia raggiunse Israele (si stima che vi cerchino asilo 1.200 persone al mese) e visse dapprima in un centro di detenzione. Rim riuscì a frequentare il liceo: non aveva di fronte a sé solo la sfida della lingua, ma quella di essere l’unica ragazza di colore nella sua scuola. Impossibile da scoraggiare, nonostante le discriminazioni subite, Rim imparò l’ebraico così bene da cominciare a lavorare come traduttrice nel centro di detenzione. Oggi ha 19 anni e lavora per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e per il Centro di Sviluppo per i Rifugiati Africani. Come volontaria, sta portando avanti un progetto chiamato «Agar e Miriam» che si occupa di dare sostegno alle donne incinte o madri di neonati che cercano asilo e nella sua comunità tiene un corso sulla sessualità e i diritti delle donne per ragazzine dai 10 ai 13 anni. Rim è assai popolare fra le adolescenti per il suo impegno: la definiscono «una guida che non teme nulla». Personalmente, quando comincio a perdere speranza nel futuro, pensare alle giovani donne come Rim mi dà una bella scossa di gioia ed energia.


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