«WWW 3» e la speranza creatrice da salvaguardare

di Federico… che è un mio amico “digiuno” di fantascienza

Eccezionale Sawyer.

Uno fra noi (Sognatori? Psiconauti? Adepti dell’Immaginazione? Forse solo Esseri Umani) che ce l’ha fatta. Uno che è riuscito a rivoltare attraverso un’opera d’arte curata nei dettagli i paradigmi problematici odierni così oscuri e minacciosi e pieni di imprevedibili evoluzioni facendone libertà e felicità.

«Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo» e viene spontaneo ringraziare l’autore per questo meraviglioso sogno.

Un esempio fra tanti:

ci sono prodotti cinematografici di nuovissima apparizione ad alto contenuto allegorico, per citarne uno la miniserie composta di episodi slegati tra loro «Black Mirror», che marciano sulla critica degli aspetti più negativi della post-modernità portandola a un parossismo violento e ultra-negativo senza vie d’uscita. In particolare in un episodio della serie sono presenti anche i videofonini utilizzati da alcuni avventori di un ipotetico parco della violenza per prendere video e per starsene dietro agli schermi, deresponsabilizzati e passivi, di fronte alle sofferenze dei condannati.

Il nostro amico Robert, al contrario, in «WWW 3» usa gli stessi videofonini per sventare un atto di bullismo tra ragazzi.

Confesso di essere rimasto molto sorpreso.

Il fatto è che approcciandosi a questi temi, a contatto con la disinformazione (superficialità) media e le balle varie che si è soliti sentire («Facebook? Dipende cosa guardi…») è facile farsi subito dalla sponda della critica fatalistica. Sarà anche utile tentare di condividere e sensibilizzare le persone attorno a noi ma il rischio è fissarsi in quello come unico punto di vista e, approfondendolo, perdere la possibilità d’immaginare a partire dalle stesse basi delle evoluzioni più positive e felici. Sarà che sono troppo giovane e ho visto e vissuto ancora poca sofferenza ma mi sembra giusto salvaguardare questa speranza creatrice: dobbiamo coltivare e migliorare la nostra facoltà di sogno (esiste una parola per dire “sogno” in accezione positiva come esiste “incubo”? comunque ci siamo capiti): se l’unico futuro che riusciamo a sognare è triste e desolante a chi stiamo appaltando il compito di vederlo altrimenti?

A un certo punto di «WWW 3», Webmind dice che, nella storia della letteratura di fantascienza, le intelligenze artificiali sono quasi sempre state considerate in accezione negativa; ecco il sintomo della completezza dell’opera d’arte: esprimere in coincidenza il problema e la soluzione (Shirley Bassey – «La Vita per capirci»).

Darwin scrive rammaricandosi che alla fine della sua vita non riusciva più a leggere libri di poesia: avendo letto solo saggi per tanti anni si rende conto non potere più cogliere la bellezza e la sensibilità nelle parole ma solo la logica e il senso stretto della costruzione argomentativa. Prescrive dunque di leggere almeno una poesia e ascoltare una canzone ogni giorno. Ora quella di Sawyer è un’opera di questo tipo, da tener sempre presente, atta a ri-eccitare la parte positiva della nostra facoltà immaginativa.

Perché è certamente giusto coltivare il proprio giudizio critico: ma è più difficile e realizzante criticare a oltranza o cercare di costruire qualcosa?

Webmind cita Jimmy Carter, premio Nobel per la pace 2002: «…che la pace è una scelta – e giustamente. L’ho visto milioni di volte durante la mia breve esistenza: persone che rifuggono dagli istinti più bassi per abbracciare la pace, con gesti piccoli e grandi, in ogni cultura e ogni nazione» e così la condivisione e l’amore. Non dovremmo avere paura di accettare queste scelte né essere pigri per sostenerle.

Per scrivere questo libro l’autore ha letto (fra le altre mille cose):

– la dichiarazione dei diritti dell’uomo;

– i discorsi tenuti dai vincitori dei premi Nobel per la pace;

– tanta logica riguardo alla somma non 0 (era già accennata nei primi due libri della trilogia ma io l’ho capita solo oggi: è lo strumento formale per spiegare tante buone cose della vita concreta, utile insomma da usare contro i sofismi tecnicistici di quelli per cui tutto è relativo e vincerli sul loro campo).

E io?

Siamo noi a dare il senso alle cose: io decido di scegliermi un ottimista.

Citando Webmind (a pagina 237) : «credo che “vivere in tempi interessanti” (*) ormai non sia più una maledizione». (altro sintomo alla Shirley).

«Vi ringrazio».

(*) Vivere tempi interessanti, per i cinesi, significa attraversare un periodo di forte cambiamento nel quale tutti i punti di riferimento e le certezze acquisite crollano d’un colpo, mettendo così a dura prova la resistenza e la capacità di sopravvivere al drastico mutamento.

 

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