Auschwitz, 16 maggio 1944: rivolta di Rom e Sinti

Un appuntamento a Roma, un convegno, l’aggressione di Tobbias e una nota storica: per unire un passato che non si vuole che si ripeta e un presente che ci riporta a quel passato

COMUNICATO STAMPA

in occasione delle due giornate organizzate in collaborazione con l’UNAR nella ricorrenza della rivolta del 16 maggio 1944 dei Rom e Sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz,unico episodio di resistenza in un Lager, il Forum Rom Sinti e Caminanti

incontrerà i giornalisti alle 13.30 del 15 Maggio nella sede dell’Unar in largo Chigi 19 a Roma.

L’ iniziativa si colloca nell’ambito dei due giorni organizzati dall’Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale (UNAR) in collaborazione con il Forum RSC per ricordare la rivolta dei Rom e dei Sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz: con un convegno il giorno 15 dalle 14 alle 17presso la sede dell’UNAR e il giorno 16 con una visita all’ex campo di internamento di Agnone, in Molise.

Nel corso dell’incontro sarà consegnato un documento e presentata una testimonianza: due momenti per unire un passato che non si vuole che si ripeta e un presente che ci riporta a quel passato.

All’incontro parteciperà anche Tobbias, il giovane Rom suonatore di fisarmonica che il 10 Maggio scorso, sul tram numero 8, e dopo aver intonato “o bella ciao”, è stato aggredito da tre persone, spinto fuori dal tram e picchiato selvaggiamente davanti alla sua famiglia. “Zingaro di merda” gli dicevano distruggendogli la fisarmonica, mentre le persone intorno osservavano indifferenti. Nonostante la fisarmonica distrutta e due mesi di prognosi, Tobbias sarà con noi per intonare la sua canzone preferita, prima della partenza della delegazione del Forum RSC per Agnone, dove insieme al direttore dell’UNAR, Luigi Manconi, alcuni figli e parenti di internati incontreranno le istituzioni locali e i ragazzi delle scuole per ricordare i tempi neri dei campi di internamento per soli “zingari” istituiti in Italia dal regime fascista a partire dall’11 settembre del 1940.

Per informazioni: 339 7608728

NOTA STORICA

Il 16 maggio 1944, nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, le SS in armi si presentano agli ingressi dello Zigeunerlager (il campo degli “zingari”) per liquidare gli ultimi 5000 Rom e Sinti, donne, uomini e bambini che vi sono rinchiusi.

Normale amministrazione, tutti in fila per entrare nelle camere a gas e poi nei forni crematori, ma questa volta succede qualcosa di anormale: gli “zingari”, questi vagabondi, queste persone indegne di vivere, si ribellano: donne e uomini con ogni mezzo oppongono resistenza e, fatto inaudito, le SS si ritirano, il massacro è sospeso.È questo, l’unico episodio di Resistenza attiva, mai verificatosi in un Lager.

Settantaquattro anni dopo, per la prima volta in Italia, istituzioni e comunità Rom e Sinta ricordano insieme e commemorano quella giornata, fanno memoria di un atto di orgoglio e di dignità per:

  1. ricordare e onorare lo sterminio dimenticato di oltre mezzo milione di Rom e Sinti, quegli ultimi 5000 “zingari” dello Zigeunerlager, i circa 2000 più forti che vennero trasferiti in altri Lager e poi i 2.897 rimasti, bambini, donne e vecchi, che vennero sterminati tutti insieme nella notte del 2 agosto di quello stesso anno;

  2. riflettere insieme sugli effetti che quel pregiudizio che portò allo sterminio ancora oggi produce, radicato nella coscienza collettiva che emargina Rom e Rinti considerati estranei e ostili perché diversi. Un pregiudizio che condanna all’emarginazione sociale e civile un popolo che chiede solo riconoscimento e rispetto, condizioni fondamentali per una normale convivenza.

    IN BOTTEGA vedi anche Scor-data: 16 dicembre 1942 di Francesco Masala (Himmler firma il «Decreto Auschwitz» che prevede la deportazione degli “zingari” a Auschwitz) e Scor-date: 18 giugno 1938 di db (in Germania finisce la settimana della «pulizia zingara») ma anche «A forza di essere vento»… un viaggio fra rom, sinti e camminanti a partire da 2 dvd con 6 documentari per 150 minuti più un prezioso libretto che la rivista A dedicò a Fabrizio De Andrè

    LA FOTO è ripresa da sucardrom.blogspot.com

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Un fatto di grande importanza culturale. Gli zingari erano gli unici a cui era stato permesso di stare assieme, uomini, donne e bambini. I bambini giocavano e davano gioia a chi era nelle baracche affianco. La mattina che non li sentirono più capirono.
    Questo giorno viene chiamato GIORNO DEL SILENZIO. Più o meno, precisione più, precisione meno questo è il sunto del fatto. Consiglio a tutti di acquistare il doppio DVD “A forza di essere vento” edito da A rivista anarchica. Le decine e decine di presentazioni fatte in tutta Italia da Paolo FINZI, ideatore e produttore del progetto, sono state superlative. Il coinvolgimento era sempre totale. Raccontava un pezzo di storia poco o niente o volutamente sconosciuta.

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