Nei libri di testo Gesù risorse e…

… forse la ministra Azzolina è convinta sia un fatto storicamente accertato

di Carla Corsetti (*)

Onorevole ministra Lucia Azzolina,

sottopongo alla sua attenzione le seguenti constatazioni.

Decenni di becere riforme introdotte dalla destra moderata del PD e felicemente abbracciate dalla destra estrema degli altri partiti, la cui rozzezza ha sempre fatto il paio con l’ignoranza, hanno totalmente passivizzato la classe docente.

E’ pur vero che parte di questa passivizzazione è conseguenza diretta del fatto che la Chiesa cattolica, con la complicità della classe politica, e in particolare dei ministri e delle ministre dell’Istruzione, ha immesso nella scuola della Repubblica italiana un

numero abnorme di insegnanti di religione a spese dello Stato italiano.

Con questo sistema la Chiesa cattolica ha infiltrato la scuola con insegnanti di tutte le materie, inizialmente entrati nella docenza come insegnanti di religione, a cui i vescovi, di volta in volta, non hanno rinnovato l’idoneità, con il preciso scopo di consentire una immissione in graduatoria senza concorso, dopo aver beffato con questo trucchetto colleghe e colleghi che invece, dopo aver superato il concorso abilitante, rimanevano al palo in attesa di essere immessi in ruolo.

Il privilegio accordato agli insegnanti di religione si è consumato finanche nel trattamento stipendiale dei supplenti che se terminavano il periodo di supplenza alla fine dell’anno scolastico, diversamente dai supplenti di tutte le altre materie, hanno continuato a percepire lo stipendio sino alla riapertura dell’anno scolastico successivo.

Gli insegnanti di religione hanno ottenuto di far parte delle commissioni esaminatrici negli esami di maturità, hanno ottenuto che il voto della loro materia costituisse punteggio, neutralizzando, di fatto, la facoltatività.

Agli insegnanti di religione è stato consentito, recentemente, di diventare perfino dirigenti scolastici, sovrastando la libera docenza, condizionandola nei contenuti, oltre che nella organizzazione.

Nonostante la grave crisi emergenziale dovuta alla pandemia, Lei ha trovato persino il tempo di preventivare, d’intesa con la CEI – il Consiglio dei Ministri della Monarchia confinante – un concorso apposito per immettere altri insegnanti di religione nel corpo decente italiano.

Il vero scopo di questa squallida invasione non è quello di impoverire la classe docente con le mezze cartucce raccomandate dal vescovo, quanto piuttosto quello di impoverire gli studenti e le studentesse, minando alla radice la loro capacità critica, per renderle masse ubbidienti e subordinate, facili da governare nella privazione dei diritti e nella accettazione del privilegio clericale, agendo sui contenuti e sugli obiettivi didattici.

Segnatamente, in questa intromissione, è stato consentito che venissero manomessi i libri di storia trasformandoli in libri contenenti nozioni mitologiche spacciate per notizie storiche.

Lei, signora ministra, ha frequentato la Scuola di specializzazione per l’abilitazione all’insegnamento della storia e della filosofia e dunque conosce perfettamente la differenza tra storia e mitologia, Lei conosce perfettamente la differenza tra una fonte storica e un testo di letteratura mitologica priva di fondamento storico.

Ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie in Italia, invece, è stata negata la possibilità di differenziare la storia dal mito, è stata negata la verifica degli accadimenti attraverso le fonti, perché sono state spacciate come fonti storiche i Vangeli, universalmente esclusi dalle fonti storiche e classificati piuttosto nella letteratura mitologica religiosa.

Indipendentemente dalle sue personali competenze, non può consentire che su un libro di storia della scuola secondaria si affermi come fatto storico inconfutabile che Gesù sia stato crocifisso e che dopo tre giorni sia risorto, richiamando i Vangeli come fonte.

Ricordo a me stessa che i sistemi di falsificazione sulla storia di Gesù, usati dai cristiani attraverso decine e decine di vangeli, sono stati già oggetto di critica nel II secolo, e che la indagine storica dei secoli successivi non ha modificato le conclusioni a cui era già giunto il filosofo Celso.

Ai ragazzi e alle ragazze delle scuole medie italiane viene insegnato, attraverso i libri di storia approvati dal ministero dell’Istruzione, che la diffusione del cristianesimo avvenne con spontanea e pacifica adesione, mentre invece comportò lo sterminio dei pagani, trucidati perché non volevano convertirsi alla nuova religione, depredati di ogni loro bene; nei libri di storia si omette di dire che la violenza criminale dei cristiani mise in atto persecuzioni feroci contro chi professava altre religioni.

Ma ciò che, dal punto di vista didattico resta di una gravità assoluta, sta nel fatto che si fa passare la resurrezione come un fatto storico realmente accaduto.

Nel libro di storia della Zanichelli editore – autori Paolucci Signorini Marisaldi – nel disprezzo di ciò che è una fonte storica, nel disprezzo del metodo di indagine critica, nel disprezzo del diritto alla conoscenza che nella scuola pubblica dovrebbe essere massimamente tutelato, si afferma con sicumera baldanza che «Gesù dopo tre giorni

risorse dalla morte», e sicuramente non è il solo testo a divulgare simili contenuti.

Veicolare simili affermazioni in un testo di storia, va oltre il consentito.

Va contro la Convenzione dei diritti del fanciullo, va contro lo Statuto degli studenti e delle studentesse, va contro la logica.

E’ proselitismo e non libera docenza.

Le chiedo di intervenire e di imporre a tutte le case editrici, e non solo a quella menzionata, una correzione immediata, posto che una simile castroneria mitologica dovrebbe comportare, quale normale conseguenza, la revoca della autorizzazione ministeriale alla diffusione del testo fra i libri scolastici.

A meno che nelle pianificazioni clericali questo non sia che il primo passo, cui potrebbe seguire, per esempio, la eliminazione della Teoria delle specie di Darwin, sostituita magari dal terrapiattismo.

Auspico che sappia cogliere la gravità di simile questione, per gli effetti conseguenti, e che nella scuola italiana venga tutelato senza compromessi il Diritto Umano alla Conoscenza.

Resto in attesa di conoscere quali provvedimenti intende adottare e nel tentativo di non lasciare vanificata l’istanza di rettifica, la presente verrà inviata agli storici, intellettuali, redazioni e sindacati in indirizzo auspicando un loro intervento sulla querelle.

Carla Corsetti, segretario nazionale di Democrazia Atea

PETIZIONE INDIRIZZATA A:

Ministra della Istruzione

segreteria.particolare.ministro@istruzione.it

Alessandro Barbero

alessandro.barbero@lett.unipmn.it

Luciano Canfora

luciano.canfora@uniba.it

Giovanni Sabbatucci

giovanni.sabbatucci@fastwebnet.it

Corrado Augias

c.augias@repubblica.it

Il Fatto Quotidiano

redazioneweb@ilfattoquotidiano.it

la Repubblica

rubrica.lettere@repubblica.it

Corriere della Sera

redazione@corriedellasera.it

Cobas scuola

mail@cobas-scuola.eu

USB scuola

scuola@usb.it

(*) www.democrazia-atea.it › storia-e-non-mitologia

Intorno alla controffensiva cattolica nella scuola italiana cfr anche L’ombra della Chiesa sull’educazione civica

LA VIGNETTA – scelta dalla “bottega” – è di Vauro. Purtroppo non è invecchiata…

 

La Bottega del Barbieri

10 commenti

  • Pierluigi Pedretti

    Alla CGIL niente petizione?

  • E’ indegno della mente del Sapiens che a livello della scuola si propinino per verità storiche delle favole che vanno contro le leggi di natura

    • bruno vitale

      sinceramente rimpiango che non è più nella ‘aria dei tempi’ la proposta di falò di libri impuri in una gelida mattinata in un parco pubblico – con gli studenti che danzano intorno e cantano e maledicono i loro ‘insegnanti’ (?) di religione – io e mia sorella non li abbiamo evitati, perchè i miei genitori non volevano pensarci isolati nei gelidi corridori, spinti fuori della classe durante le lezioni (?) di religione, ma sono riuscito a farne fuggire uno fuori della classe, per una mia ossessiva insistenza che ci spiegasse perchè i gatti non hanno un’anima

      ma vedo che questa splendida lettera è solo per un rapporto con un ministro, e i destinatari sono figure istituzionali; e farne migliaia di economiche copie e diffonderle tra alunni e studenti? e irrorarne i famosi strumenti di comunicazione sociale? e ridicolizzare non solo ministri e personalità, ma tutti quelli che sfruttano la debolezza di alunni e studenti, troppo spesso non preparati a far fuggire i loro insegnanti (e non solo quelli di religione!) dalla classe…

      • Non merita commento un pensiero imbecille. Dubitiamo di tutto tranne di quello che la ragione può spiegare. Ma cosa è la ragione, da dove viene come si è formata?

  • l’intervento di Carla Corsetti era stato pubblicato la settimana scorsa su Left: lo segnalo per completezza di informazione ma anche perchè nel deprimente panorama italiano il settimanale “Left” resta una rarissima TRIPLA L: ovvero leggibile, libero, laico.

  • Purtroppo i libri di testo sono pieni di miti che divengono storia vera. Sono lacunosi e non chiarificatore di come i fatti si siano fatti storia reale. Ci si augura sempre che i nostri studenti trovino degli insegnanti capaci di aiutarli a capire le differenze tra storia e miti.

  • È mia opinione che secondo destinatario della missiva, i cui contenuti sono sottoscrivibili in toto, dovrebbe essere Sua Santità Papa Francesco. Scontando comunque l’effetto nullo che avrebbe nel merito della questione, sarebbe utile però per saggiare i limiti ideologici dell’attuale Capo dello Stato di Città del Vaticano e ridimensionare l’effetto dell’offensiva mediatica che lo stesso, con grande successo, sta conducendo. Con merito, per altro. Nel desolante panorama della sinistra italiana, vuoto di contenuti, la sua figura appare essere, ED È, a livello mediatico, come la più avanzata politicamente. Ma quanto delle sue parole corrispondono ai fatti? Importante che siano state dette, molto di esse rimarrà, in quanto costituiscono un argine all’avanzata implacabile della destra antidemocratica; altrettanto importante che emerga il senso ultimo di quelle parole, che pur correggendo gli eccessi di un clericalismo ormai non più sopportabile, ne consenta comunque la presenza nella società mondiale in forme rinnovate, più morbide, ma anche più insidiose delle precedenti.

    • Intervengo in merito all’argomento, sollecitata dall’auspicio conclusivo dell’Autrice, con la speranza che anche il mio parere divergente riceva la giusta accoglienza.
      Sulla prima parte della lettera alla Ministra Azzolina e sull’analisi dello stato della scuola concordo pienamente e convintamente. Quello che invece vorrei problematizzare è la posizione riguardo alla resurrezione di Cristo.
      Primo, mi sembra che si debba distinguere la questione delle fonti storiche da quella della storicità della resurrezione. I Vangeli sono fonti storiche a tutti gli effetti per la storiografia del cristianesimo, come le Upanishad o il Bhagavad Gita lo sono per le religioni indiane. Non si può quindi affermare che i Vangeli siano “universalmente esclusi dalle fonti storiche” (e qui non è il luogo per citare le innumerevoli bibliografie in merito) per quanto riguarda gli studi sulle religioni.
      Altra cosa è ritenere il racconto dei Vangeli fondato storicamente oppure no, tale da fungere oppure no da testimonianza (fonte autentica) della resurrezione. A proposito dell’antichità del dubbio sulla realtà dell’evento, i discepoli stessi raccontano che le guardie furono pagate per diffondere la notizia che il corpo di Gesù fosse stato rubato e portato altrove. E poi, da Celso fino a oggi non mancano certo gli argomenti. Ma Celso fu confutato da Origene e, accanto ai detrattori, ci sono sempre stati anche i sostenitori. Sono innumerevoli gli studiosi o le semplici persone di ogni estrazione sociale e culturale che non considerano la resurrezione di Cristo un mito, ma un fatto realmente accaduto.
      Certo, dirai tu, queste persone sono condizionate dalla loro fede, o credenza, in un Dio soprannaturale e onnipotente… è vero, ed è altrettanto vero che gli scettici sono condizionati dal loro pregiudizio antisoprannaturalista, ovvero dalla fede nell’onnipotenza del loro raziocinio.
      Per farla breve, la relativa scarsità di prove storiche sulla resurrezione può essere usata come argomento contro la sua veridicità, ma allo stesso tempo non può essere a sostegno del contrario, cioè non può nemmeno provare che essa non sia realmente avvenuta.
      Gli stessi diritti umani e alla libertà di pensiero invocati dall’Autrice sono quelli che tutelano chi la pensa diversamente da lei.
      Sono d’accordo che nella scuola pubblica non si deve fare proselitismo e che l’ora di Irc debba essere abolita, ma non si possono abolire le convinzioni profonde.
      Cordialmente.
      Lidia

  • servirebbe una integrazione all articolo con qualche dato in più: date, numeri,… Altrimenti è di facile confutazione.

  • Peppe Piras Nuoro

    Il condizionamento della chiesa cattolica sulla società italiana è sempre stato caratterizzato da un’invadenza e pervasività sconcertanti per uno stato moderno e laico. La lotta oscurantista della Chiesa contro le istanze delle forze di sinistra nel ’48, la campagna contro la legge sul Divorzio e la legge sull’interruzione della gravidanza ( e il tentativo riuscito di condizionare la fruibilità della norma facendo leva sulla coscienza dei medici cattolici per l’obiezione…), il finanziamento diretto e indiretto dello Stato: il 40% dell’8 x mille allo Stato va alla Chiesa cattolica…, il finanziamento delle scuole private (cattoliche), il patrimonio immobiliare (tra cui migliaia di residenze / hotel camuffate da case di preghiera che non pagano IMU…
    Avete mai sentito qualche commentatore fare delle critiche alla Chiesa romana ed apostolica? Io ricordo solo P.P. Pasolini, ma è successo molto tempo fa.

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