8 agosto 2016, la Terra va in rosso

La campagna globale #pledgefortheplanet chiede a tutti noi di agire per il cambiamento climatico (*)

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Sempre peggio ogni anno. Nell’Overshoot Day, cioè il giorno del sovrasfuttamento, si calcola – con buona precisione – il giorno in cui l’umanità finisce di consumare le risorse che il pianeta produce in un anno. Il Global Footprint Network ha diffuso un comunicato (è qui https://www.facebook.com/pulcn.lci/ oppure qui www.overshootday.org) annunciando che entro l’8 agosto l’umanità esaurisce tutto quello che la Terra riproduce, cioè ci regala, per tutto l’anno e che invece dovremmo consegnare alle future generazioni.

Global Footprint Network è un’organizzazione di ricerca internazionale credibile? Sì, come gli scienziati che annunciano i disastri climatici: 99 su 100 sono d’accordo anche se si trova sempre un bastian contrario.

E’ dagli anni ’70 che consumiamo troppo rispetto a quel che la Terra ci dà in un anno: nell’Earth Overshoot Day la Terra “segna rosso”. In concreto? Buttiamo nell’aria più anidride carbonica di quanto oceani e foreste possano assorbire, deprediamo mari e zone verdi più velocemente di quanto possano riprodursi. Il sovrasfruttamento ecologico è legato in modo stretto al carbonio che – spiega il rapporto – «genera il 60% della domanda di risorse naturali da parte dell’umanità». Chi ha buona memoria ricorderà che gli accordi sul clima di Parigi del dicembre 2015 stabilivano che le emissioni di carbonio dovevano calare. Per ora è aria fritta anzi “aria sporcata” visto il tema.

La buona notizia – spiega Mathis Wackernagel di Global Footprint Network – è che con le tecnologie disponibili possiamo rispettare le decisioni di Parigi e «i benefici complessivi sono superiori a costi». La cattiva notizia è che manca la volontà politica.

Fortunatamente, racconta Wackernagel, «alcuni Paesi stanno raccogliendo la sfida. Nel 2016 Costa Rica ha generato il 97 % della sua elettricità da fonti rinnovabili; anche Portogallo, Germania e Gran Bretagna quest’anno dimostrano livelli molto avanzati nel produrre energia rinnovabile». Persino la Cina si muove. Ma bisogna fare più in fretta. Il rapporto di Global Footprint Network ricorda che, nel suo piccolo, «ognuno di noi può impegnarsi» cambiando i suoi consumi.

Ed ecco – in una valutazione storica – una notizia cattiva e un’altra buona. La cattiva è che la popolazione mondiale cresce e aumentano i consumi, soprattutto le pericolose emissioni di carbonio: così l’Earth Overshoot Day quest’anno arriva prima, appunto l’8 agosto. La buona notizia è che la velocità del “sovrasfruttamento” negli ultimi 5 anni è diminuita.
«L’accordo sul clima di Parigi è la dichiarazione più forte riguardo alla necessità di ridurre drasticamente l’impronta di carbonio. In ultima analisi, la scelta è fra collasso o stabilità» insiste Mathis Wackernagel: «raccomandiamo a nazioni, città e individui di prendere iniziative efficaci per rendere gli obiettivi di Parigi una realtà».

Global Footprint Network dal 2003 ha collaborato con 50 nazioni, 30 città e partner internazionali per fornire scenari scientifici che indirizzino le politiche ad alto impatto ambientale. Bisogna stringere la cinghia, ridurci a pane e acqua? No, è possibile vivere bene entro i limiti di quel che il pianeta può darci. Bisogna però mutare radicalmente il modello economico-ecologico, cioè politico.

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(*) Questo mio articolo è uscito – al solito: parola più, parola meno – ieri sul quotidiano «L’unione sarda». In “bottega” più volte negli anni passati si è scritto dell’ Earth Overshoot Day. Il tema ci sta molto a cuore, ieri ne ha scritto anche Francesco Masala. Le quattro vignette sono un regalo di Giuliano Spagnul. (db)

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Cosa è il Global Footprint Network
Il Global Footprint Network è un’organizzazione di ricerca che sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le sue risorse naturali e reagisce ai cambiamenti climatici . Dal 2003 ha collaborato con più di 50 nazioni, 30 città e 70 partner globali per fornire scenari scientifici che hanno indirizzato le politiche ad alto impatto e le decisioni di investimento. Insieme ai suoi partners sta creando un futuro in cui tutti possano prosperare entro i limiti del pianeta.
www.footprintnetwork.org

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Per approfondire:
Earth Overshoot Day:
www.overshootday.org
Sui social media: #pledgefortheplanet, #overshoot
Per calcolare l’impronta ecologica personale e capire come ridurla:
www.footprintcalculator.org (esiste anche la versione in italiano)
Per conoscere l’impronta ecologica della propria nazione si può richiedere  gratuitamente il Public Data Package con i dati sull’Impronta Ecologica di 182 nazioni:
www.footprintnetwork.org/public2015
www.footprintnetwork.org/maps
Video sul National Footprint Accounts:
https://youtu.be/_T5M3MiPfW4

Contatti per l’Italia: Roberto Brambilla 338 88 03 715 – r.brambilla@mclink.it

Media Contacts:
Laetitia Mailhes (English and French) – California, United States
Media & Outreach
Global Footprint Network
+1 (415) 794-2884 (PDT= GMT-7h)
laetitia.mailhes@footprintnetwork.org

Ronna Kelly (English) – California, United States
Communications Director
Global Footprint Network
+1 (510) 839-8879 x 302 (PDT = GMT-7h)
+1 (510) 834-2563 (mobile)
ronna.kelly@footprintnetwork.org

Sebastian Winkler (Spanish, French and English) – Geneva, Switzerland
VP, Programs and Outreach
Global Footprint Network
+41 22 747 7643 (CEST= GMT+2h)
+41 79 795 00 45 (mobile)
sebastian.winkler@footprintnetwork.org

 

       COSA SONO LE “SCOR-DATE” – NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche motivo il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente tantissimi i temi, come potete vedere in “bottega” guardando un giorno… a casaccio. Assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Ovviamente non sempre siamo state/i soddisfatti a pieno del nostro lavoro. Se non si vuole scopiazzare Wikipedia – e noi lo abbiamo evitato 99 volte su 100 – c’è un lavoro (duro pur se piacevole) da fare e talora ci sono mancate le competenze, le fantasie o le ore necessarie. Si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allarga.

Avevamo pensato (nel nostro 2015 “sabbatico”) di fare un libro, cartaceo e/o e-book con una selezione delle «scor-date» già apparse in “blottega”. E’ rimasta una vaga idea ma chissà che prima o poi…

Il 12 gennaio 2016 si è concluso il nostro “servizio” di linkare le due – o più – «scor-date» del giorno, riproponendo quelle già apparse in blog/bottega nei 2 anni precedenti; e ogni tanto aggiungendone di nuove. Dal 12 gennaio abbiamo interrotto, salvo rare eccezioni come oggi. C’erano 2 ipotesi per il futuro prossimo. Si poteva ripartire con nuove «scor-date» ogni giorno, dunque programmandole qui in redazione: insomma il volontariato (diciamo stakanovismo?) della nostra piccola redazione e/o di qualche esterna/o. Qui in “bottega” ci sarebbe piaciuto mooooooolto di più ripartire CHIAMANDOVI IN CAUSA, cioè ri-allargando la redazione. Come ripartenza c’eravamo dati il 21 marzo, una simbolica primavera… però il nostro “collettivo” non ha avuto gli auspicati rinforzi. Così vedrete le «scor-date» solamente ogni tanto, anziché ogni giorno come ci piacerebbe. Grazie a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza “ballerina” e sempre più mutevole nel tempo, per inevitabili altri impegni – è all’incirca questa: (in ordine alfabetico) Alessandro, “Alexik”, Andrea, Clelia, Daniela, Daniele, David, Donata, Energu, Fabio 1 e Fabio 2, Fabrizio, Francesco, Franco, Gianluca, Giorgio, Giulia, Ignazio, Karim, Luca, Marco, Mariuccia, Massimo, Mauro Antonio, “Pabuda”, Remo, Riccardo, “Rom Vunner”, Santa e Valentina. Ma spesso nelle «scor-date» ci hanno aiutato altre/i oppure abbiamo “rubato” (citando le fonti) qua e là.

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Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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