Soumahoro: colpevole, forse solo indagato ma…

… certamente “nero”.

Un articolo di Alessandro Ghebreigziabiher, una raccolta di firme, una nota della “bottega” e alcuni link.

Aboubakar Soumahoro e gli innocenti

di Alessandro Ghebreigziabiher (*)

L’onorevole Aboubakar Soumahoro, che si è appena autosospeso dal gruppo Alleanza Verdi-Sinistra, è nell’occhio del ciclone in questi giorni.
Sin dalle prime ore in cui ho letto la primissima sgradevole notizia che lo riguardava ho cominciato a riflettere, ma ho voluto aspettare prima di scrivere qualcosa sull’argomento. Nel mentre, ho letto molto e ascoltato altrettanto, a partire dall’interessato sino a tutto il resto, il contorno, tra il fantastico mondo della stampa, il meraviglioso regno della politica e, soprattutto, lo stupefacente universo degli opinionisti, tra chi lo fa di mestiere e la stragrande maggioranza formata da indefessi esperti di tuttologia da poltrona.
Senza entrare direttamente nel merito della vicenda non ancora sufficientemente chiarita del tutto da chi di dovere, sono rimasto alquanto colpito dall’assoluta omogeneità del coro formato dalle voci urlanti e starnazzanti che man mano si son fatte sentire dai sopra citati contesti. Il tribunale ha letto, ascoltato ed emesso la propria unanime condanna: il deputato con gli stivali sporchi di fango si merita di essere seppellito sotto quest’ultimo.
Ora, al netto del fatto che non ci vuole un genio della comunicazione per capire che  Soumahoro non ha gestito al meglio quest’ultima, mi pongo una domanda: attualmente l’onorevole è indagato per qualche ragione? La risposta è no. Ciò che sappiamo ormai per certo è che a risultare sotto indagine sono delle cooperative legate alla moglie e soprattutto alla suocera. Le famigerate coop di famiglia, come sono state chiamate sin dall’inizio dai giornali. Nondimeno, è inevitabile che le motivazioni delle indagini cozzino fragorosamente con l’immagine che il nostro si è creato nel tempo, ovvero quella di essere un paladino dei diritti dei migranti.
Nella narrazione popolare, la mera parentela che lo vede coinvolto nella controversa inchiesta familiare comporta il massacro quotidiano, politico e non solo, che sta vivendo l’uomo all’interno del deputato, con una contestuale assoluta assenza di rilevanti voci a sua difesa, neppure da parte dei leader del suo partito.
Come è stato possibile? Cosa sarebbe accaduto se a essere indagato fosse stato proprio lui? L’avrebbero linciato sulla pubblica piazza? E se fosse stato colto con le mani nel sacco di un qualsivoglia reato? Non riesco neanche a immaginare con quale furia sarebbe stato divorato da tutto e tutti, in modo trasversale.
Ma scusate, non funziona così nella nostrana tradizione politica. Da noi, oltre a mettere in moto l’eventuale macchina del fango, un’indagine – o addirittura una condanna – è quasi una nota di merito, e non a carico di familiari, ma al politico in oggetto, cribbio. E quando vien fuori sui giornali, a difendere il “soldato” di turno messo sotto assedio dai giudici cattivi ci sono interi quotidiani, costruttori di opinioni super seguite e pagine social in quantità industriali.
A riprova di ciò, ho perso un po’ di minuti – non ci vuole molto, è tutto sul web – per elencare qualche collega di  Soumahoro effettivamente indagato personalmente. A prescindere dall’esito dell’inchiesta, perché se la presunta innocenza del nostro non conta, altrettanto non vale per tutti gli altri.
In ordine sparso parto da Diego Sozzani, vice-coordinatore piemontese di Forza Italia, indagato per corruzione, salvato dal voto della Camera grazie ai soliti franchi tiratori. Passo a Lorenzo Cesa segretario dell’UDC, eletto quest’anno nel Molise con il Centro destra, a sua volta sotto indagini plurime e variegate, tra cui concorso esterno in associazione mafiosa. A proposito di suocere, parliamo del “suocero” di Matteo Salvini, il padre della fidanzata Francesca, politico di lungo corso, nonché ex deputato e senatore di Forza Italia, con un elenco di procedimenti giudiziari da far spavento ancora oggi, ma non più notizia.
Ovviamente, in questa lista c’è anche lo stesso Matteo, che di indagini ne ha fatto collezione negli anni. Ecco poi il moderato Bruno Tabacci eletto con il Centro sinistra, anch’egli con vari procedimenti a macchiarne il curriculum. A seguire, Francesco Saverio Romano, vice presidente di Noi con l’Italia, partito eletto con il Centro destra, con varie inchieste a suo carico tra truffa e corruzione. Come non ricordare il neo presidente del Senato Ignazio Larussa, finito nel 2011 sotto indagine per i voli di Stato.
Ecco poi il deputato della Lega Riccardo Molinari, condannato in appello ma poi assolto, mentre risulta ancora rinviato a giudizio per falsificazione di materiale elettorale. Ma anche il democristiano Giovanni di Mauro Vicepresidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana, condannato nel ‘92 in epoca di Tangentopoli. Oltre al senatore del PD Salvatore Margiotta, condannato, assolto, condannato e  poi assolto dopo i vari gradi di giudizio. Ma pur sempre indagato, non è questo che conta per i cittadini onesti? Adesso vogliamo tirare in ballo nell’elenco pure Silvio Berlusconi? No va be’, mi contengo, altrimenti diventa una burla, invece sono molto serio.
Citiamo allora Giuseppe Castiglione eletto con il partito di Renzi e Calenda, indagato più volte per turbativa d’asta, a quanto pare il suo forte. E che dire addirittura e nientedimeno che del segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, sotto indagine nell’ambito dell’inchiesta sull’ILVA di Taranto. Ricordiamo pure il deputato cagliaritano Ugo Cappellacci, nonché ex presidente della regione Sardegna, altro politico con una sfilza di indagini a suo carico inquietante, l’ultima in ordine di tempo a febbraio per corruzione. Okay, il discorso per Berlusconi vale anche per il sottosegretario al Ministero della cultura nel nuovo Governo Meloni che porta il nome di Vittorio Sgarbi, il cui elenco personale di indagini e condanne fa provincia, diciamo. Stesso discorso per l’highlander Daniela Santanché, ovviamente. Segnaliamo anche Edoardo Rixi, attuale viceministro delle infrastrutture in quota Lega, anch’egli a suo tempo indagato e costretto a dimettersi. E Marco Boato, co-presidente di Europa Verde, citato in giudizio per oltraggio. Okay, va bene, credo che il mio discorso sia chiaro, anche se potrei andare avanti con questa rapida ricerchina in rete, ma diventerebbe noioso e ripetitivo, credo.
Perciò, mi domando ancora: perché così tanta compattezza e trasversalità nell’accanimento di stampa, politica e web contro Aboubakar Soumahoro, che tra l’altro non risulta neppure indagato personalmente?
Oh.. un attimo, mica avrà a che fare con il colore della pelle o le sue origini? O forse è perché parla a nome dei migranti, argomento scomodo in modo bipartisan? Ma no, dài, questi sono dettagli. Che paranoico che sono. Vedrai che tra non molto si sgonfierà tutto.
Come è già accaduto a buona parte dei politici italiani, di ieri e di oggi…

(*) ripreso da Storie e Notizie di Alessandro Ghebreigziabiher

UN MSG DI LUCIANA NEGRO

Premetto che parlo a mio nome. Sto portando avanti questa iniziativa di supporto a Aboubakar Soumahoro e fra qualche giorno un comunicato stampa verrà inviato ai media con più firme possibile (in 12 ore ne sono arrivate 120).

So che le reazioni al “caso” non sono univoche e non chiedo di fare forza alla propria coscienza.  Ognun* per come sente.

Di seguito il link con il post da diffondere chiedendo le firme. Raccoglieremo poi tutti i nomi insieme e li aggiungeremo al comunicato.

Qui il post che si può diffondere:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1767931513584152&id=100011019612462&sfnsn=scwspwa

UNA NOTA DELLA “BOTTEGA”

Se qualcuna/o di questa piccola redazione aderirà all’appello qui sopra lo farà, come è giusto, a titolo personale. Noi non siamo “un partito” e dunque non abbiamo e non diamo la linea. Cerchiamo di informare e oggi abbiamo selezionato sulla vicenda di Soumahoro i materiali che a noi sono sembrati più interessanti. Tre giorni fa avevamo ospitato in “bottega” Il colpo di grazia (di Gianluca Cicinelli per Diogene).

Abbiamo sul caso idee diverse – anche perchè troppe informazioni per ora ci arrivano di seconda o terza mano – come qui in “bottega” vi sono opinoni differenti fra chi sostiene l’importanza del reddito di cittadinanza e chi lo considera una trappola (o peggio). Ci confrontiamo e cerchiamo di capire il più possibile e poi agire, se si può.

Perciò anche per la vicenda che coinvolge Aboubakar Soumahoro la discussione resta aperta con l’invito – ma vale sempre – a esprimere opinioni dopo avere avuto il massimo delle informazioni verificate; tenendo conti che i grandi media italiani mentono ogni giorno su tutto e se ogni tanto l’azzeccano è solo per il noto pincipio che anche un orologio rotto due volte al giorno, per caso, segna l’ora esatta.

Di due cose restiamo certissimi:

i razzisti ci facevano schifo ieri e oggi anche di più

noi siamo partigiane/i della giustizia sociale.


https://campagneinlotta.org/i-ghetti-le-lotte-autorganizzate-e-chi-se-ne-appropria-cronistoria-di-fatti-e-misfatti-dellusb/

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

10 commenti

  • Concordo con l’articolo. Il periodo italiano attuale è molto molto buio: l’attacco ai diritti, che troppi normali cittadini trasformano e vedono come favori – come nell’epoca dei feudatari- , mi pare il tema trasversale sotteso al fango che colpisce senza prove, anche nel caso di Aboubakar…..lui è certamente troppo ingenuo ( e disaccorto), e troppo estraneo alla “politica” che da sempre esiste in Italia ma che ora dà il peggio di sè, anche con il silenzio.

  • Mariano Rampini

    La politica impone di essere come la moglie di Cesare. Il detto è vecchio e riferito, tra l’altro, a una vicenda dai contorni non troppo chiari nella quale, alla fine, il detto andrebbe riscritto come “La moglie di Cesare -dovrebbe- essere al di sopra di ogni sospetto. Per questo, ricordando anche il diritto romano secondo il quale “in dubio, pro reo” perché condannare un innocente è cosa sempre riprovevole. In questo caso però ci sono aspetti che qualche perplessità la destano. E non tanto sulla persona quanto sull’apparato che ne ha gestito la campagna elettorale. Che lui fosse all’oscuro dei comportamenti scorretti dei suoi congiunti sembra (ripeto, sembra) singolare. Ma in fondo anche su Winnie Mandela, moglie del più famoso Nelson, uomo che dedicò la sua vita a riappacificare il Sudafrica, i sospetti di comportamenti violenti non furono pochi. Ciò non toglie nulla alla figura di Mandela. E potrebbe non togliere nulla all’impegno di Aboubakar. Restano l’incognito, le voci, il non provato (ancora) che non sono mitigate dai peccati degli altri. Perché, lo ripeto, la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. E se si scende in politica dove la macchina del fango è sempre pronta a mettersi in moto, lo si deve fare con assoluta coscienza, senza offrire mai la schiena ai nemici (politici e non). Non voglio liquidare come un errore da parte di Aboubakar la sua scelta di presentarsi come rappresentante di una parte debolissima di chi vive in Italia. Ma se già esistevano voci, sospetti, notizie vere o false, perché non liquidarle prima della tornata elettorale? Questa destra che ci governa senza saperlo fare (almeno a quanto appare dalle prime decisioni prese dal nuovo governo – esito a usare la G di prammatica – soprattutto per quanto riguarda una Finanziaria praticamente irrealizzabile) conta su un seguito di creduloni che, a mio avviso – a parte lo zoccolo duro dei nostalgici – poco alla volta si dovranno render conto che un libro dei sogni resta sempre tale.

  • Gian Marco Martignoni

    La vicenda di Soumahoro, al di là del garantismo che ci contraddistingue, è assai difficile da razionalizzare, poichè l’indagine non è partita ieri, e quindi essendo in itinere, avrebbe consigliato una maggiore oculatezza e prudenza intanto da parte dei Verdi e Sinistra Italiana nella scelta dei candidati.Quando si legge che Fratoianni sarebbe stato avvisato di comportamenti non lineari in Puglia da parte di Aboubakar, oltre a tutto quanto è stato riportato dai giornali non della destra ” canaglia “, è lecito interrogarsi senza pregiudizi su cosa non torna in tutta questa brutta storia.Per quanto mi riguarda, quando ho letto della sua candidatura, sono rimasto alquanto sorpreso, proprio perchè l’attività sindacale non può mai essere un fatto di carattere personale , al di fuori soprattutto di percorsi di rappresentanza condivisi e non effimeri. Comprendo, comunque, il ragionamento sviluppato oggi da Mimmo Lucano su Il manifesto di oggi , stante la violenza con cui l’insieme della destre e i loro organi di ” disinformazione ” stanno trattando la vicenda.

  • francesco giordano

    I processi avranno il loro corso, credo che finora nessuno abbia chiesto condanne per il politico di turno, anzi, la prima cosa che si scrive è che l’eletto nella sinistra non è personaòlmente coinvolto.
    Detto questo succede anche a casa vostra che la consorte, o il consorte arrivi a casa conm una borsetta da 4mila euro e voi non chiedete chi gliela abbia regalata o con quali soldi l’abbia comprata? o che sempre iòl ocnsorte o la consorte acquistino un resort a vostra insaputa? Fosse davvero innocente dsi dovrebbe dimettere e farsi interrogare come persona a conoscenza dei fatti e quindi parlare sotto giuramento.
    Con lo scudo parlamentare troppo comodo, per chiunque non solo per lui. Risibile che siccpome lo fan tutti…quindi…

  • domenico stimolo

    Al di là delle questioni legate al colore della pelle, sulle quali gli affezionati delle discriminazioni razziali seno sempre in prima fila ( vecchi – amanti delle colonie e dello schiavismo…… e nuovi – gli sciocchi “creduloni” non mancano mai specie se bene allevati), le denunce che recentemente sono state mosse con grande fervore dal mondo informatico e politico connesse al neo deputato ci portano a riflettere, a largo raggio però.

    Si sa, la nostra sfera informativa- politica ormai da tempo in gran parte viene finalizzata ad esaltare le soggettività, di tutte le specificità, non tanto ad approfondire le tematiche connesse.
    In questo caso per i soggetti interessati ci sono responsabilità conseguenti ad avere infranto le disposizioni di legge? Bene, li si porti sul banco degli accusati, si processi e si proceda ( anche se parecchie vicende – la vicenda di Lucano ex sindaco di Riace insegna – corrono il serio rischio di incagliarsi, con tutte le pesanti conseguenze del caso, nei meandri dei “ codicilli giuridici, dei diversi gradi di giudizio, e delle articolate soggettività umane di coloro che indossano la toga). Però, la Costituzione impone ( giustamente) di procedere sempre.

    Il giudizio MORALE e SOSTANZIALE ( quindi l’asunzione degli atti conseguenti) è sempre prioritario, almeno per le coscienze libere e fondamentalmente democratiche.

    Nel corso dei decenni, in parecchi, per restare nel variegato mondo della sinistra ( almeno per i valori e i richiami connessi dichiarati (….lasciamo stare il resto della geografia politica, poiché ben noto), hanno utilizzate pratiche sostanzialmente difformi, illecite, o di dannosa vanagloria. I voltagabbana non sono stati pochi…per giusto ritorno di utilità propria.
    Non si giocherella, però, con le sofferenze degli Umani, gli ULTIMI nel contesto sociale, per essere chiari! Si diventa cinici e bari!
    Questa vicenda dovrebbe portare ad una serie riflessione sulle questioni prioritarie connesse.

    Dunque, nel corso dei molti anni trascorsi, in Italia è MIGLIORATO in maniera sostanziale il sistema di accoglienza e di inserimento dei migranti?
    * Lo sfruttamento ingordo e malefico nelle attività lavorative agricole, e negli altri comparti – è stata fatta una legge apposita contro il “caporalato”, è CAMBIATO ?
    * Esistono ancora gli infamo GHETTI ( che hanno provocato diversi morti), e le nefaste condizioni di vita quotidiana che riguardano molte decine di migliaia di profughi-migranti, indegne dei requisiti elementari della vivibilità?
    A mio parere le risposte sono tutte negative!
    C’è un fallimento forte e generale che riguarda l’insieme del mondo progressista e democratico italiano, compreso le parti sindacali.

    Certo i nemici ( come le ultimissime vicende insegnano ancora una volta), i professionisti della propaganda dell’odio, del razzismo e delle pratiche antiumanitarie, sono tanti, forti e potenti, strutturali nelle “trame storiche” italiane ( assumendo spesso forme di governo). Molti sotto mentite spoglie.
    Ci vuole, costanza, integrità culturale, passione civile/democratica, consapevolezza dell’impegno e delle fatiche conseguenti. Tutta “merce” ormai diventata rara e di difficile praticabilità in questo nostro contesto devastato e robotizzato.
    Solo in pochi, rispetto al panorama complessivo, hanno continuato a lottare stoicamente!

    Lo vuole la Costituzione e la nostra travagliata storia degli ultimi settant’anni e più ( con stragi, morti, attentati e altro ancora di avverso procurato) per costruire e difendere la nostra democrazia.

  • Domenico Stimolo

    Il sesto Rapporto Agronafie e caporalato di: Flai -Cgil e Osservatorio Rizzotto.
    Contro il caporalato, per il lavoro regolare.
    In Italia 230 mila irregolari
    https://www.collettiva.it/copertine/italia/2022/11/29/news/contro_il_caporalato_per_il_lavoro_regolare-2533615/

  • se quest’uomo sarà giudicato anche solamente al corrente dei fatti, la sua colpa maggiore sarà quella di averci fatto sognare, e di
    averci poi svegliato a schiaffi in faccia.

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