Boxtrolls – le scatole magiche – Graham Annable, Anthony Stacchi

di Ismaele (*)

dopo “Coraline” e “Paranorman” ecco un altro gioiellino della stessa casa di produzione, la Laika.

il film non è da meno degli altri, e quindi è bellissimo.

 

una bella storia, anche politica, come altro definire lo svelamento della politica della paura, nel film (Colin Powell, con la sua fialetta, all’Onu, docet)?

e i “cattivi” che credono di essere buoni?

e infatti alla fine, se uno sta attento, si canta “Little boxes”, che nel tempo fu cantata da Pete Seeger (qui) e da Victor Jara (qui), dove si canta di tutt’altre boxes.

la colonna sonora è di Dario Marianelli, pisano, che ha fatto le musiche di tanti film, come “V per vendetta”, per dirne uno (qui).

e aspettate di leggere tutti i titoli di coda, c’è una splendido dialogo su filosofia e di vita.

il cinema vi aspetta, nessuno resterà deluso.

http://markx7.blogspot.it/2014/10/boxtrolls-le-scatole-magiche-graham.html

 

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente» (db)

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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