Caos e politica: dalla «dittatura sanitaria» alle…

ingerenze di Putin, passando per l’eterno Berlusconi

di Ignazio Sanna

«Grande è la confusione sotto il cielo» disse una volta Confucio (ma c’è chi attribuisce la frase a Mao Zedong). E noi possiamo dirlo di nuovo oggi. Non solo e non tanto perché la Cina è fra i protagonisti delle vicende politiche ed economiche contemporanee, ma proprio perché la confusione è il concetto che caratterizza meglio di altri ciò che accade in Italia e nel mondo, in politica e nella società.

La frase di Confucio continua così: «la situazione, quindi, è eccellente». L’apparente paradosso si spiega con il concetto, piuttosto orientale, che il caos e la confusione siano potenzialmente in grado di produrre qualcosa di buono, basta volersi impegnare per realizzare un cambiamento positivo. Allora proviamo a considerare alcuni degli elementi che a questa confusione contribuiscono, accompagnati dalla speranza che possa ancora succedere qualcosa di buono nel prossimo futuro.

Cominciamo dall’allineamento immotivato fra coloro che hanno giustamente criticato la pessima gestione della pandemia COVID-19 (da parte del governo italiano) e quelli che ritengono Putin sia dalla parte della ragione. Spesso si tratta delle stesse persone. Non vedo coerenza nel sostenere insieme queste due posizioni. Infatti, se è vero che USA e Europa hanno commesso diversi errori nei rapporti con la Russia, da quando Gorbacev, e mal gliene incolse, decise di porre fine all’esperienza dell’Unione Sovietica, è altrettanto vero che Putin ha deciso di riportare indietro l’orologio della storia riprendendo il confronto/scontro con le democrazie occidentali all’incirca dove erano rimaste prima del crollo del muro di Berlino. Non va dimenticato né sottovalutato che Putin è una ex-spia sovietica, a capo sì di una grande nazione ma nella quale si avvelenano i suoi (di Putin) oppositori politici. Dove si sbattono in galera i dissidenti con un trattamento orwelliano come per Aleksei Navalny; cfr www.amnesty.it/appelli/chiediamo-liberta-aleksei-navalny-russia e www.open.online/2022/07/02/russia-alexei-navalny-condanna-ritratto-putin. Dove si assassinano i giornalisti che non gli piacciono, come Anna Politkovskaya (www.noidonne.org/articoli/chi-ha-ucciso-anna-politkovskaya-02796.php). Dove ogni forma di dissenso è contrastata duramente, vedi il caso delle Pussy Riot (www.rivistastudio.com/pussy-riot-fuga-russia). Sarà forse per questo che piace tanto a Berlusconi?

È vero che gli USA si sono macchiati di tante nefandezze, basti ricordare l’appoggio dei servizi segreti al golpista Pinochet in Cile. Ma dovrebbe essere fin troppo ovvio che i loro torti non possono giustificare in alcun modo quelli dell’attuale dittatore neo-stalinista russo. Non è e non può essere una gara a chi è meno peggio. C’è chi attacca Zelensky, probabilmente abboccando agli ami gettati dalla propaganda putiniana. Infatti la propaganda neo-sovietica ha giustificato l’invasione del Paese confinante con la sua pretesa denazificazione. Ma se questo è un motivo valido – e ovviamente non lo è – se ne dovrebbe dedurre che occorre invadere la Grecia per liberarla da Alba Dorata o l’Italia per liberarla da Casa Pound e Forza Nuova. Sembra dunque evidente che si tratti di un’autentica sciocchezza. Resta che delegittimare gli avversari con ogni mezzo possibile, in tempo di guerra come in tempo di pace, è l’arma preferita delle contrapposte propagande.

Resta da chiedersi come sia possibile che chi contesta l’introduzione del green pass come forma di controllo dei cittadini sia a favore di un dittatore sanguinario che fa ben peggio. Se si tratta di esponenti della destra che cercano di approfittarne (e sembra funzioni) a scopi elettorali la cosa un senso ce l’ha, per quanto esecrabile. Ma se si tratta di pensatori indipendenti è davvero incomprensibile. Possibile che il fascino nudo e crudo del complottismo (a prescindere) sia l’unica ragione che spinge queste persone a schierarsi contemporaneamente pro e contro le libertà individuali e/o collettive? Ma forse un’altra ragione c’è. Questa schizofrenia sembra il risultato di decenni di pesante e ininterrotta campagna propagandistica berlusconiana, in cui menzogne e verità sono mescolate a tal punto da rendere difficile capire cosa sia vero e cosa falso. Vediamo qualche esempio recente. Sallusti, direttore di «Libero», quotidiano in prima fila di tale propaganda, può sparare in prima pagina che Letta (Enrico, non Gianni) è una spia al servizio dei russi, salvo poi spiegare che si tratta di una finzione per smascherare l’attacco della “sinistra” a Salvini (cfr www.giornalettismo.com/libero-su-letta-falso-scoop-sallusti. Ovviamente, a margine di questa pagliacciata, si è guardato bene dal ricordare come in passato la Lega dia stata accusata di prendere tangenti dagli uomini di Putin, o che qualche tempo fa Salvini abbia fatto una figuraccia internazionale grazie alla coraggiosa presa di posizione di un sindaco polacco, peraltro di destra, che era andato incautamente ad incontrare ma che appunto ha correttamente rinfacciato all’uomo dei mojito (e dei 49 milioni “spariti”) di essere sempre stato dalla parte del guerrafondaio che viene dal KGB. Ancora, in un editoriale de «Il giornale» (quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi) l’attuale direttore cioè Augusto Minzolini – a suo tempo a dirigere il TG1 perché nascondesse le notizie a Berlusconi sgradite (perciò ribattezzato da Marco Travaglio “Scodinzolini”) sostiene che la caduta di Draghi sia responsabilità del solo M5S di Conte (www.ilgiornale.it/news/cronache/feluche-toghe-e-barbe-finte-2054688.html). Chi invece dà notizie vere ricorda come sia stata anche l’astensione di Forza Italia e Lega oltre a quella del M5S (nell’ultimo voto di fiducia sul governo) a spingere Draghi a presentare le dimissioni (www.avvenire.it/attualita/pagine/24-ore-di-passione-la-fiducia-alle-1840 ).

Se aggiungiamo che nella parte bassa dello schermo molte tv italiane fanno scorrere una serie di notizie inutili (come il successo dell’ultimo canzonettista di turno) o demenziali, con l’evidente scopo di stordire ulteriormente il malcapitato telespettatore – allevato a una dieta di Bruno Vespa e Maria De Filippi – non ne esce un bel quadro. Mentre il centro-sinistra con molto centro e pochissima sinistra (quasi banale notare come il PD sia ormai un partito neodemocristiano, sostanzialmente centrista) discute di questioni comunque serie – come la difesa della Costituzione o l’emergenza climatica – le destre si accapigliano pubblicamente su chi farà il ministro e chi il capo del governo, dimostrando per l’ennesima volta, ove mai ci fosse qualche dubbio, di essere interessati esclusivamente al potere, alle famose poltrone. E quando viene fuori cosa vorrebbero fare se torneranno al governo si tratta di proposte che mettono a rischio la democrazia (presidenzialismo), aggravano l’ingiustizia sociale a favore dei ricchi (Flat Tax) e disumanizzno ulteriormente la gestione delle migrazioni (blocchi navali). Non a caso uno degli idoli delle destre italiane è l’aspirante golpista Donald Trump, a sua volta grande estimatore di Putin (vedi www.huffingtonpost.it/esteri/2022/02/23/news/trump_putin_e_un_genio_-8823459 e formiche.net/2022/08/trump-putin-internazionale-populista).

Ciliegina sulla torta l’alleanza elettorale fra Italia Viva di Renzi, che al momento pare più morta che viva, e Azione di Calenda, la cui unica azione politica di rilievo al momento è imbarcare due berlusconiane doc come Gelmini e Carfagna, diventando di fatto la quinta colonna di quelle destre che dice di avversare. Poteva andare peggio: non ha imbarcato Brunetta, il peggior ministro della storia d’Italia (cfr www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/13/renato-brunetta-non-si-ricandida-dopo-laddio-a-fi-non-vado-da-nessuna-parte-e-stato-parlamentare-in-italia-e-ue-per-23-anni/6761962/).

Per quanto riguarda ancora i cosiddetti “no vax” schierati a favore di Putin, può darsi sia io a sbagliare ma trovo decisamente demenziali iniziative come la manifestazione di Modena dello scorso aprile (per quanto molto poco riuscita in termini numerici; vedi www.open.online/2022/04/04/modena-no-green-pass-putin-zeta-manifestazione) in cui si difendeva la “vittima” Putin e si attaccava «la dittatura sanitaria». Il sospetto è, ancora una volta, che tali manifestazioni di dissenso siano frutto della pluriennale manipolazione delle notizie, confezionate in un frullato in cui tutto è uguale a tutto, dove delinquenti e persone oneste vengono messi sullo stesso piano, e purchè i primi siano abbastanza ricchi e potenti si concede loro di difendersi accusando chi li richiama alle loro responsabilità, secondo una pratica parodistica del principio del contraddittorio. Di conseguenza tutto è legittimo, anche il massacro sistematico di civili in una guerra assurda, mentre alcuni media italiani fanno da portavoce alle menzogne di Lavrov presentandole come notizie.

C’è un punto però sul quale sono d’accordo con chi non è convinto dalla sollecitudine nell’aiutare gli ucraini a difendersi. E cioè che i governi occidentali sembrano interessarsi poco o nulla di guerre altrettanto nefaste, in cui continuano a morire un gran numero di vittime civili: come la pluriennale guerra di occupazione che lo Stato di Israele (non gli ebrei, come vorrebbero certi propagandisti) combatte contro tutto il popolo palestinese, vessato senza sosta e ridotto alla fame. Particolarmente grave in questo contesto, e in linea con il trattamento riservato nella Russia di Putin ai giornalisti non allineati al potere, l’assassinio della giornalista di «Al Jazeera» Shireen Abu Akleh a opera di militari israeliani (cfr www.valigiablu.it/giornalista-palestinese-aljazeera-uccisa/).

Per concludere sulle prossime elezioni va ricordato come Silvio Berlusconi anni fa abbia accusato di golpismo la magistratura italiana per la condanna dell’avvocato Cesare Previti (www.repubblica.it/online/politica/condannasir/mauro/mauro.html), il quale stette in prigione una sola notte nell’Italia dove chi ruba un pollo va in galera sul serio e senza sconti. O possiamo ricordare come sempre Berlusconi, politicante dalle frequentazioni mafiose (non dimentichiamoci del boss Vittorio Mangano: www.ilfattoquotidiano.it/2009/12/04/spatuzza-le-domande-del-fatto/12506) abbia attaccato i magistrati, colpevoli di fare il proprio dovere per esempio indagando sulle affermazioni del pentito di mafia Spatuzza (www.antimafiaduemila.com/dossier/processo-trattativa-stato-mafia/50205-spatuzza-graviano-disse-che-con-berlusconi-e-dellutri-cavevamo-il-paese-nelle-mani.html). Un articolo di commento a uno dei tanti sciagurati provvedimenti legislativi partoriti da Berlusconi e i suoi è apparso nel dicembre 2009 su «Il Fatto Quotidiano» a firma di Nando Dalla Chiesa, il cui padre fu assassinato dalla mafia: «La parola “fine” alle battaglie di Pio La Torre e Libera». In esso si spiega molto bene che la decisione di mettere all’asta i beni sequestrati alla mafia è per quest’ultima un autentico regalo perché può facilmente ricomprarseli grazie ai prestanome. «È la prima legge in materia di mafia che il governo sforna dopo gli avvertimenti che vengono dalle file di Cosa Nostra» scrive Dalla Chiesa, dopo il sostanziale avallo alle dichiarazioni di Spatuzza da parte di boss in carcere come uno dei fratelli Graviano. Se ancora non bastasse, Silvio il barzellettiere, paladino della libertà e liberale fino al midollo (a suo dire) ha fatto parte dell’organizzazione eversiva P2 (tessera 1816; cfr www.articolo21.org/2022/01/berlusconi-6-tessera-1816-della-p2) capeggiata da Licio Gelli, risultata implicata nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (vedi www.editorialedomani.it/politica/italia/strage-di-bologna-mattarella-verita-attentato-neofascista-2-agosto-1980-pvuyfw9f). Il “Piano di rinascita democratica” della P2 (www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/07/Il-Piano-di-rinascita-democratica-della-P2-commentato-da-Marco-Travaglio.pdf) ha visto realizzarsi in questi anni alcuni obiettivi; www.pmli.it/berlusconivuolesottometteremagistratura.htm. Con questo bel curriculum, come nulla fosse, il giovane Silvio, alla tenera età di 85 anni, si candida di nuovo in Parlamento, per guidare il Paese assieme ai razzisti filo-putiniani della Lega e alla destra estrema di Fd’I (personaggi quali La Russa e Santanchè si commentano da soli). Il cerchio si chiude con la constatazione che uno dei principali quotidiani italiani, «Il Corriere della Sera» ha fatto uno scoop ridicolo su una decina di personaggi per lo più poco noti (www.articolo21.org/2022/06/putiniani-ditalia-troppe-cose-non-tornano-in-questa-faccenda-della-lista/) dimenticandosi dei veri putiniani d’Italia (Berlusconi e Salvini, per dire). In questo bel quadretto il titolo de La Repubblica, «Berlusconi torna all’attacco: “Disinformazione comunista”» (/www.repubblica.it/online/politica/granada/granada/granada.html) è quasi commovente: tanto più che, anche se nell’articolo si parla d’altro, il suo pensiero è sempre rivolto all’amichetto del cuore, il “comunista” Putin.

 

 

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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