Cento e passa pittori naif

di Mauro Antonio Miglieruolo

Il meglio (FORSE) del blog-bottega /317…. andando a ritroso nel tempo (*)

Wikipedia ne dà la seguente definizione: per Arte naïf (dal francese naïf, ossia “ingenuo”) si intende l’arte creata da artisti che non hanno frequentato accademie o scuole. È caratterizzata da semplicità e mancanza di elementi o qualità che si possono riscontrare nell’arte degli artisti comuni. È simile all’Art Brut (e al suo sinonimo inglese Outsider art).

Non discuto. Non sono un esperto e mi inchino. Ma poiché anche rifletto, avendo sotto gli occhi la immagine esemplificativa che Wikipedia medesima fornisce, mi chiedo, per potervelo chiedere:

 

(Claudia Vecchiarelli : esempio di arte naif italiana)

vi sembra che si possa parlare, in questo caso (ma ne vedremo altri) di semplicità e di mancanza delle qualità riscontrabili negli “artisti comuni”?

Augusto Petrucci – Lugnano in Teverina

Negli altri sei autori che riporterò qui di seguito dopo Petrucci, potremo constatare, al contrario, la presenza di una grande capacità descrittiva e una altrettanta notevole tecnica pittorica; nonché una densa ispirazione che niente ha a che fare con il presunto Primitivismo che caratterizzerebbe questi pittori.

***


Dino Perrone – Gli innamorati

***

Fernando Cavallini-Vita di Campagna

***

In questi artisti la semplicità non costituisce un loro limite insuperabile, ma una scelta programmatica, un atteggiamento, un modo specifico di sentire e interpretare la realtà. Dalla quale vengono estratti gli elementi in grado di fornire quell’immagine di semplicità che a qualcuno a volte confonde con la superficialità.

 ***

Irene Piazzi-La nostra nutrice

***

Luigina Pensi-La primavera

***

A questo occorre aggiungere l’assunzione di un punto di vista che valorizza gli aspetti naturalistici, favolisti e narrativi. Nonché di una inespressa polemica anti intellettuale quale reazione a tutti i cerebralismi del XX secolo.


Mario Pittei-Montmartre

***


Silvano Natalizi-Lavoro nell’aia

***

Mi sento solo il dovere di aggiungere che scuole di pittura naif esistono; ma che anzitutto esistono Maestri di pittura naif. Quali ad esempio quelli che ho appena presentato.

 

UNA LUNGA SERIE, CHE FORSE CONTINUERA’

Nell’ultima puntata (il 27 agosto 2014 cfr Cento e passa pittori naif – 80, Surrealismi) così scriveva Mauro Antonio Miglieruolo: «Con la presente puntata della grande rassegna giunta ormai all’ottantesimo capitolo (e credo ormai si siano già effettivamente esposti più di cento artisti naif) ritengo sia ampiamente giustificata l’ipotesi che formulavo all’inizio sulla ragione del perché della rassegna medesima. Perché, sostenevo, tra le arti figurative è quella che più si avvicina alla fantascienza…». Molte persone – perlopiù sconosciute – hanno scritto alla “bottega” per chiedere che la serie continuasse o notizie dei quadri; un paio hanno persino scambiato Miglieruolo per un “piazzista” implorandolo di fare un buon prezzo oppure offrendogli “roba buona” da vendere nelle aste.

In questi giorni ho chiesto a Mauro Antonio se voleva aggiungere qualcosa a questo “ripescaggio”. Mi ha risposto così: «Circostanze diverse mi hanno costretto a interrompere la serie. La voglia di riprenderla è tutt’ora viva. La stagione naif è stata una boccata d’ossigeno per le arti figurative, un tentativo di rinnovamento simile, per certi versi, a quello posto in atto dalla fantascienza. In ambedue protagonisti sono personaggi estranei all’accademia. Ambedue si sottraggono alle sue regole, allo specialismo e ai formalismo imperante, alle illusioni del realismo. Spontaneità e immediatezza sono gli strumenti usati. Non per arrivare alla rappresentazione di ciò che è (o della scienza com’è/come sarà), impresa impossibile: per cogliere e riflettere su aspetti significativi in grado di alimentare e rinnovare sogni, sensazioni, aspirazioni e  momenti di vita e della vita significativi. Il desiderio di dare luogo a qualche altra puntata, approfondendo ed estendendo, rimane vivo. Il declino inevitabile dell’età mi impedirà forse di farlo».

Ovviamente la “bottega” augura di cuore a Mauro di riprendere presto le forze… e – con calma – questa bella serie. [db]

(*) IL NOSTRO “MEGLIO”

Anche quest’agosto la “bottega” recupera – nel pieno dell’estate – alcuni vecchi articoli che a rileggerli, anni dopo, ci sembrano interessanti. Il motivo? Un po’ perché 22 mila articoli (appena superati) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché d’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda (ma un po’ alla volta siamo arrivati al 2014) valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto ritrovare semi, ponti, ornitorinchi (cioè stranezze eppur vere), pensieri perduti; ove possibile accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente. Con le firme più varie, con stili assai differenti e con quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza il nostro blog-bottega. Al solito con l’inizio di settembre terminiamo questo (forse) “meglio”. Per rivederci presumibilmente la prossima estate. O magari a dicembre per farvi in/soliti regali riciclati.

 

Miglieruolo
Mauro Antonio Miglieruolo (o anche Migliaruolo), nato a Grotteria (Reggio Calabria) il 10 aprile 1942 (in verità il 6), in un paese morente del tutto simile a un reperto abitativo extraterrestre abbandonato dai suoi abitanti. Scrivo fantascienza anche per ritornarvi. Nostalgia di un mondo che non è più? Forse. Forse tutta la fantascienza nasce dalla sofferenza per tale nostalgia. A meno che non si tratti di timore. Timore di perdere aderenza con un mondo che sembra svanire e che a breve potrebbe non essere più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *