«Chroma» – Tersite Rossi

recensito da Francesco Masala

Dopo aver scritto lunghi romanzi, I signori della cenere  e Gleba, Tersite Rossi ha(nno) aperto un blog, nel quale pubblicano racconti e altre cosette.

Un pugno di racconti è stato raccolto in Chroma, sono racconti di persone che spesso stanno in fondo alla scala sociale.

I racconti hanno un colore, ecco di cosa parlano, in poche righe:

Nel racconto nero, “L’uomo perduto”, un ragazzo alla ricerca delle proprie origini scopre in una sperduta gola di montagna un segreto spaventoso, al di là del bene e del male.

Nel racconto blu, “Fra 84 anni”, una madre tenta di salvare sua figlia e il suo popolo in un mondo in cui i Terreni sono ridotti in schiavitù per l’incapacità di ricordare il passato.

Nel racconto giallo, “Quasi niente sbagliato”, un giudice che si sente sempre dalla parte giusta della storia pronuncia la sua impietosa sentenza tra le nebbie della provincia italiana.

Nel racconto rosa, “Non pensare all’erezione”, un pornodivo viene sequestrato dai Nuclei Armati contro la Distrazione da YouPorn e potrà salvarsi solo a patto di non pensare all’erezione.

Nel racconto rosso, “La catena”, Ashrif, Tahira, Giovanna e Luca sono le pedine di uno spietato gioco di potere, alla ricerca di un riscatto impossibile tra Afghanistan e Italia. (da qui)

Ed ecco cosa mi hanno lasciato.

Il primo racconto sembra uscito da una raccolta di Dino Buzzati, ed è un bellissimo complimento, ed è forse il racconto che mi è piaciuto di più.

Il secondo ricorda tante storie distopiche, ma sempre più reali, con echi di Bradbury e Orwell, tra gli altri, ed è un racconto coinvolgente (mi ha ricordato Il libro segreto delle cose-sacre, di Torsten Krol e Utopia, di Ahmer Khaled Tawfik)

Il terzo è quello che mi ha preso di meno a una prima lettura, forse un po’ troppo costruito e dispersivo.

Il quarto mi ha ricordato un bel romanzo brasiliano (Utopia selvaggia, di Darcy Ribeiro), ed è il quarto racconto in ordine di preferenza, per i miei gusti.

Il quinto racconto è giocato fra l’Afghanistan e Napoli, una storia di oppressi e oppressori, situazioni presenti a tutte le latitudini del pianeta, e potrete conoscere i landlay e riscoprire la necessità di Wikileaks.

Sommando i giudizi assegnati a ciascun racconto e dividendo per cinque il risultato è: un libro che merita.

Buona lettura.

Redazione
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