Corso di formazione per i diritti umani. Uno sguardo su Milagro Sala e l’Argentina

Il corso si terrà a Roma, in via degli Equi, 45, ogni lunedì, dalle 18 alle 20, presso la sede di Energia per i diritti umani

di David Lifodi

La detenzione di Milagro Sala prosegue, senza poter intravedere, almeno per ora, qualche speranza di liberazione. Leader dell’organizzazione popolare Tupac Amaru e deputata del ParlaSur, Milagro è vittima di una vera e propria persecuzione politico giudiziaria orchestrata dal presidente argentino Mauricio Macri e dal governatore di Jujuy Gerardo Morales.

È da queste premesse che è nata l’idea di organizzare a Roma un corso di formazione per osservatori dei diritti umani. Il primo appuntamento si è tenuto il 24 aprile scorso ed è stato dedicato, in particolare, alle violazioni commesse quasi quotidianamente in Argentina contro le organizzazioni sociali, a partire dal caso in cui sono coinvolte la Tupac Amaru e Milagro Sala. L’idea è nata in occasione delle riprese del documentario Welcome to the Cantri, dei registi Federico Palumbo e Magalí Buj, il cui intento era quello di raccontare la resistenza delle comunità indigene argentine, la persecuzione nei confronti di Milagro Sala e di altri tupaqueros e l’involuzione sociale e politica del paese da quando Macri è divenuto presidente del paese. Durante il corso sono previsti interventi di giornalisti ed esperti sulle tematiche dei diritti umani in collaborazione con l’agenzia di stampa internazionale Pressenza. Lo scopo del corso è quello di costruire un gruppo di lavoro che dia vita ad alcune missioni in Argentina dedicate a coordinare il lavoro con le organizzazioni del paese latinoamericano impegnate sul fronte dei diritti umani. “L’invio di osservatori dei diritti umani in Argentina”, scrive Pressenza, “è quanto mai urgente considerando che organizzazioni come Amnesty International, Human Right Watch e anche il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’Onu sono intervenute ripetutamente sulla questione”.

Del resto, in Argentina, la situazione politica si fa ogni giorno più tesa a causa del presidente Mauricio Macri e del suo staff, il cui unico obiettivo da quando hanno raggiunto la Casa Rosada sembra essere quello di eliminare i progressi e le conquiste sociali in materia di tutela dei diritti civili e politici raggiunte all’epoca del kirchnerismo. Il caso di Milagro Sala, arrestata per aver condotto una mobilitazione contro Gerardo Morales e il governo di Jujuy, è costata alla donna una carcerazione preventiva denunciata, finora senza esito, in tutte le sedi internazionali, ma la detenzione della leader della Tupac Amaru rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di una criminalizzazione delle organizzazioni sociali argentine che prosegue senza sosta. All’arresto di Milagro Sala per aver guidato una protesta di fronte alla sede del governo di Jujuy è seguita la detenzione preventiva della donna e, per la sua liberazione, non è bastata la sollevazione delle organizzazioni nazionali e internazionali impegnate a denunciarne l’arbitrarietà. Su Pressenza Dario Lo Scalzo ha scritto: “Pochi fedelissimi di Milagro continuano a occuparsi in maniera volontaria del mantenimento e del funzionamento minimo dell’intera struttura. Milagro e i suoi compañeros infatti sono riusciti a creare alloggi, a dare lavoro e reddito alla gente, ad occuparsi di nutrizione per i bimbi, a creare servizi per la salute, per l’educazione, per la cultura e a creare varie attività ricreative e sportive. Dare dignità agli emarginati e ai meno fortunati, ai bisognosi e agli esclusi. Questo lo slogan portato avanti da Milagro che, grazie a un’indiscussa leadership e alla sua inesauribile forza umana e spirituale, è stata in grado di trasformarlo in concretezza e realtà, in materia”.

Ciò che resta oggi dell’Argentina è invece un sistema esclusivamente repressivo che, quasi ad un anno esatto dall’incarcerazione di Milagro Sala, iniziata il 16 gennaio 2016, si è fatta beffe della leader della Tupac Amaru condannandola prima a tre anni per l’escrache realizzato nel 2009 contro l’allora senatore Morales e poi ad una multa e all’interdizione a pubblici uffici e cariche in associazioni sempre per tre anni. Milagro Sala più volte ha dichiarato di essere vittima di sentenze antidemocratiche che hanno come unico obiettivo quello di continuare a criminalizzare la protesta.

La situazione di Milagro Sala, ogni volta più arbitraria e illegittima, sarà spesso al centro del corso- laboratorio focalizzato su conflitti sociali in Argentina. Prossimo appuntamento: 3 maggio, ore 17.30, sempre in via degli Equi, a Roma.
Info per partecipare:

fedepalu2@gmail.com

– Tel. 3891494050

– Facebook: welcometothecantri

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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