Domani, un incontro a Rimini

Un po’ di chiacchiere con il gruppo Libertad intorno a «Quando c’era il futuro» di Daniele Barbieri e Raffaele Mantegazza (*)

QCIF

«Ma voi che siete a Rimini tra i gelati e le bandiere» (mi scuserà Faber per il piccolo furto di versi) venite venerdì a ragionare di futuri. All’interno di «SGUARDI DI PACE E DI FURORE» (splendido titolo, vero?) organizzato dal gruppo Libertad domani – cioè venerdì 13 marzo – alle 21 presso la Casa della pace di Rimini, in via Tonini 5, Daniele Barbieri (che poi sarei io) racconta qualcosa di «Quando c’era il futuro. Tracce pedagogiche nella fantascienza» il libro, scritto con Raffaele Mantegazza, per Franco Angeli (l’indice è in coda).

In rete l’incontro è presentato così, riprendendo la quarta di copertina.

«La fantascienza inventa mondi, crea forme di vita, mette in scena futuri possibili. Come la fantascienza ma in modi diversi anche l’educazione è un’attività che crea futuro per gli esseri umani. Porre a contatto questi due campi del sapere può essere una sfida interessante. Pensando l’educazione come sfida utopica per mettere al mondo esseri umani che provino acambiare il mondo, questo testo interroga il genere letterario di Asimov, Dick, Le Guin, Simak e tanti altri proprio nelle sue declinazioni più prossime alla politica e all’utopia. La grande narrativa fantascientifica nei suoi temi più rilevanti (il rapporto con il tempo, l’ecologia, le relazioni di genere, gli esseri artificiali e robotici, il gioco delle generazioni e altri ancora) ci aiuta infatti a trattare argomenti che ritroviamo in modo potente nelle riflessioni pedagogiche. Ne nasce una vera e propria “doppia lettura” che affianca all’analisi letteraria e storica (Barbieri) una sottolineatura pedagogica (Mantegazza), nell’ottica di quella contaminazione fra generi e saperi che ci sembra sempre più strategica per il futuro delle scienze umane».

Sperando che domani sera la discussione si accenda anche su alcuni dei molti fili che con la fantascienza si intrecciano; magari a partire dalla sensazione sempre più diffusa che dalla coppia scienza-futuro… non possiamo più aspettarci nulla di buono.

Ecco il doppio indice. Nel senso che gli argomenti sono affrontati due volte con diverso taglio: nella prima parte («Narrare futuri: i temi della fantascienza») da Barbieri; nella seconda parte («Generare futuri; tracce pedagogiche») da Mantegazza.

1 – Sul concetto di umanità

2 – Mondi sottosopra: la fantascienza, la politica e i poteri

3 – La violenza è per sempre? Russell, Dick e Ursula Le Guin dicono di no

4 – Breve viaggio fra gli alieni

5 – E se la fine del mondo fosse anche un inizio?

6 – Dio ha un futuro? (primo filone: Ogni epoca ha il suo dio; secondo filone: Sguardi alieni sulle religioni; terzo filone: Supermarket delle fedi)

7 – Ecologie per il futuro prossimo

8 – Il tempo e i suoi paradossi

9 – Utopie, distopie e infiniti mondi

10 – Genitori perduti nello spaziotempo?

11 – Bambini inquietanti, bambini maledetti

12 – Maschile, femminile e altre complicazioni

Il libro è completato da una breve «introduzione», da un «dizionarietto fantascientifico» e da una «bibliografia minima per vagabondare fra mondi e futuri», scritti a 4 mani.

(*) Aggiungo una notazione personale. Non ne posso più di questo libro eppure… non mi stanco mai. Incoerente vero? Da novembre 2013 credo di aver fatto (da solo o con complici occasionali; un paio di volte in coppia con Raffaele) una sessantina di presentazioni. Negli ultimi tempi parto con l’idea che «basta, ho voglia di parlare d’altro» ma poi mi accorgo che – grazie alla fantascienza e alle persone che intervengono – la discussione si incammina sempre su strade diverse, a volte sconosciute e “pericolose” (ma senza un po’ di pericolo che gusto ci sarebbe a vivere?). Così continuo. E grazie al gruppo Libertad.

 

 

redaz
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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