Energia pulita? Patetico ossimoro

Riprendo da www.linguaggiomacchina.it questo intervento di Andrea Mameli (db)

Non so se è più serio assecondare il perverso desiderio di accentar le consonanti o far credere alla gente che possano esistere trasformazioni energetiche completamente “pulite”. Se di una cosa posso andar fiero, dalla laurea in Fisica in poi, è l’aver imparato a diffidare degli assoluti indimostrati.
Sgombriamo il campo da possibili equivoci: non contesto in alcun modo il ricorso alle fonti rinnovabili. Mi interessa invece smascherare quella che considero una bufala comunicativa. Frutto in gran parte di superficialità e di pigrizia. Superficialità nel non voler andare oltre la crosta delle cose (e delle parole) e pigrizia nel non voler dissociare termini (forzatamente) associati. Ma perché assumo che l’energia pulita non esiste? Cosa intendo per patetico ossimoro? Basta veramente poco per capire che tutte le trasformazioni energetiche hanno dei costi, altrimenti avremmo il moto perpetuo e non avremmo bisogno di ottenere nuova energia per soddisfare tutte le nostre esigenze. Ma non solo. Basta poco anche per individuare tutti gli effetti, le “sporcizie”, le scorie, i resti che ogni trasformazione energetica comporta.
Gli effetti più macroscopici sono le emissioni di anidride carbonica, le scorie nucleari, i gas inquinanti. Altri sono legati all’estrazione dell’uranio e delle risorse fossili (carbone, petrolio, gas) dal sottosuolo. Altri ancora derivano dal trsporto di queste sostanze dai luoghi di produzione alle centrali. Altri ancora sono correlati con la costruzione, il mantenimento e lo smaltimento delle centrali, ivi compresi gli impianti che sfruttano le fonti rinnovabili: eolici, idroelettrici, solari (fotovoltaici, termici, termodinamici a concentrazione, solar pond), geotermici, ecc.
E che dire poi di tutte le conseguenze, più o meno visibili, connesse con la creazione di tutte le componenti di ogni tipo di impianto? Ho in mente un lunghissimo elenco di manufatti la cui costruzione, il cui mantenimento e il cui smaltimento comportano sempre un effetto, più o meno importante, il cui costo c’è anche se non è sempre facilmente calcolabile.
Ovviamente ci sono differenze enormi tra tutti questi oggetti, in termini di impatto sull’ambiente naturale, sulla salute umana, di pericolosità intrinseca. Ma in questa sede non intendo stilare una classifica, anche se dal mio punto di vista sarebbe particolarmente interessante calcolare tutto quel che “c’è dietro” o, come lo chiamano al Wuppertal Institute, lo
zainetto ecologico (Ecological Rucksack).
Mi preme sottolineare che per quanto ci sforziamo, attraverso la ricerca e con lo sviluppo di tecnologie sempre più raffinate, non otterremo mai un sistema completamente “pulito”. Ecco perché secondo me (e non solo secondo me) l’espressione “energia pulita” è un ossimoro. Ciò non toglie nulla, sia chiaro, all’importanza della ricerca di soluzioni atte a ridurre questi impatti. Ma sotto il profilo della comunicazione mi piacerebbe un maggior rigore.
non lo dico io: lo afferma la regina delle discipline di “controllo” del nostro impatto sul mondo, la termodinamica. In altri termini l’entropia aumenta (il concetto di entropia lo affronteremo un’altra volta).

P. S.  Ossimoro patetico. Chiarito l’ossimoro resta da chiarire il patetico. Perché patetico? Ma perché se di una cosa posso andar fiero, da quando ho iniziato a fare il giornalista, è la passione ossessiva di ostinarmi a non ripetere nulla se non ho verificato la fonte. Per questo non mi amo le parole ripetute senza un minimo di critica. E trovo cordialmente patetico accostare un’azione umana che per definizione è portatrice di sporco, la produzione di energia, alla condizione di assoluto candore evocata dall’aggettivo pulita.

Redazione
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7 commenti

  • Marco Pacifici

    …la passione ossessiva di ostinarmi a non ripetere(e scrivere) nulla se non ho verificato la fonte… Grazie Andrea Mameli,ce ne fossero come te e DB e gli altri ed altre “sciampiste/i”.Io son “biochimico” e non ,anzi puoi eccome, immaginare quanto concordo. Marco Pacifici detto dalle Compagne “il monello”

  • Ho sempre sospettato anch’io che ogni energia “pulita”, ciascuna a suo modo, fosse necessariamente anche “sporca”, ma qui il concetto è spiegato nei dettagli, molto chiaramente, e mi conferma che non ero un matto a fare quei “cattivi pensieri”:-)!
    Saluti,
    Vittorio

  • Prima o poi moriremo tutti perché l’entropia non può far altro che aumentare e il sole prima o poi si spegnerà, questo è sicuro, ma di questi tempi vale la pena marcare le differenze tra le varie tecnologie a nostra disposizione per produrre energia elettrica. Sono completamente d’accordo sull’abuso che in molti fanno del termine pulito, ma parliamoci chiaro, io respiro e respirando aumento l’effetto serra, e se corro e respiro di più il mio contributo aumenta. Allora cosa dovrei fare? Smettere di fare jogging e respirare di meno, o vivere una vita più sana?
    Tutto è sporco, tutto è inutile, ma ci sarà qualcosa che ci permetta di avere acqua calda in casa e che sia meglio del nucleare, o no?

  • ginodicostanzo

    Grazie. Mi sarebbe piaciuto leggere anche qualche sintetica considerazione sulle (credo) enormi differenze di peso dei vari “rucksack” associati ai differenti modi di produzione di energia… Spero ne farai un altro articolo. Ciao

  • Grazie. Mi impegno, appena possibile, a effettuare il calcolo preciso delle piccole e grandi differenze di ‘peso equivalente’ tra le diverse fonti energetiche. Mi sembra doveroso e estremamente interessante.

  • …sì sarebbe molto gradito e utile questo calcolo!

    Interessante osservazione, che unirei alla considerazione che anche una fonte rinnovabile può essere dannosa se utilizzata male (ad esempio per sradicare centinaia di ettari di natura agricola come sta accadendo in alcune regioni italiane)

    Gianluca

  • Questa riflessione, stimolata da alcune conversazioni con Bruno D’Aguanno (socio del CETRI, Società Europea per la Terza Rivoluzione Industriale), porterà alla stesura di un documento più esteso, di cui vi darò notizia su questo blog. Grazie per i suggerimenti e gli incoraggiamenti.

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